Fieri di essere cattolici:
anatomia di una generazione

Conclusasi la Giornata Mondiale della Gioventù 2011 (GMG), si è naturalmente aperto un periodo di analisi e di riflessione, se non di vero e proprio dibattito. Mentre alcuni hanno messo in risalto gli aspetti positivi (numero di partecipanti, fervore religioso, entusiasmo per il Papa, ecc.), altri hanno invece scelto di sottolineare alcune ombre (abiti troppo succinti, ambiente da festival, ecc.).
Cercando di andare oltre l’opinabile, il settimanale cattolico francese La Vie ha condotto un sondaggio demoscopico, che ha coinvolto migliaia di partecipanti alla GMG, con età compressa fra i sedici e i ventitré anni. Ne risulta l’immagine – non esenta da contraddizioni – di una generazione fiera di essere cattolica, “motivati, impegnati, praticanti, vicini alle posizioni della Chiesa in temi sociali e morali”, come si legge nell’introduzione al Rapporto sui risultati.
Carta canta, si dice in Italia. I numeri cantano, potremmo dire noi. Si tratta di uno studio scientifico, non di un'opinione personale. “Mai prima si era studiato con tanta precisione il cuore del cattolicesimo del futuro, poiché è proprio del cuore che si tratta, non del protoplasma”, afferma il Rapporto.
Livello di istruzione. Un primo dato è l’alto livello di istruzione. “Il livello di istruzione dei partecipanti alla GMG – leggiamo nel Rapporto – è relativamente elevato. Il 96% sono studenti, dei quali il 62% già alle superiori. La stragrande maggioranza vuole conseguire la laurea”. Questo livello riflette l’origine sociale dei partecipanti, al 66% provenienti dalla classe media e media-alta. Questo permetterebbe di supporre che le loro scelte in materia religiosa siano fondate, frutto cioè di letture, di studio e di riflessione, e non di superficialità.
Impegno religioso. Una critica rivolta alle GMG è quella di essere degli “happening cattolici”, dove i ragazzi vanno per divertirsi. Il sondaggio di La Vie sembra smentire questo luogo comune. Il 72% dei partecipanti appartiene a un gruppo o movimento laicale di stampo religioso. L’81% è reduce da altri incontri cattolici. In altre parole, la loro partecipazione alla GMG è sulla scia di un impegno religioso esplicito e stabile. “La GMG – conclude il Rapporto francese – recluta essenzialmente fra i ranghi dei militanti regolari. Si tratta di un’occasione fortemente religiosa che non si sostituisce, come a volte si dice erroneamente, alla pratica regolare della religione, bensì la consolida e la intensifica”.
Pratica religiosa. Un altro dato sorprendente: il 6% dichiara di assistere alla Messa ogni giorno; il 54% di non mancare mai alla Messa domenicale. Un altro 16% frequenta la chiesa 2-3 volte al mese, e un 10% “nelle grandi occasioni”. Questo, sottolinea il Rapporto “ci porta alla conclusione che l’88% può essere definito ‘praticante’ nel senso sociologico del termine, infinitamente più della media nazionale francese, che si situa intorno al 10%”.
“Cattolici”. In barba a un certo ecumenismo, ben il 72% dei ragazzi si proclama “cattolico”, mentre il 21% si definisce “cristiano”. Questo mostra, secondo il Rapporto, “che i giovani si sentono esplicitamente legati alla Chiesa, anziché semplici seguaci del messaggio di Cristo”. Questo è un dato nuovo, non visibile nelle prime GMG, “dove la presenza carismatica di Giovanni Paolo II oltrepassava largamente i confini del cattolicesimo strictu sensu”. Questo proclamarsi “cattolico” è accompagnato da una certa fierezza. Il 90% dichiara che i loro amici sanno che sono cattolici praticanti. Il 28% parla “molto spesso” della propria fede, mentre il 53% lo fa “spesso”.
Il Papa. Quando interrogati su chi è Benedetto XVI, l’80% dei ragazzi ha risposto “il Capo della Chiesa”; un 10% lo ritiene “un uomo fuori dal comune”; mentre appena un 10% lo vede come “un uomo come tutti gli altri”. Questo indica, secondo il Rapporto, che i giovani identificano Benedetto XVI per la carica che ricopre, prima che come persona, in contrasto con i risultati all’epoca di Giovanni Paolo II, “visto da tanti giovani come una pop star, in cui la persona contava tanto quanto la carica”.
Il motivo del viaggio. Invitati a spiegare il motivo del loro viaggio in Spagna (c’èra la possibilità di dare più d’una risposta), il 66% ha dichiarato “per vivere una esperienza spirituale forte”; il 45% “per dare al mondo un’immagine forte del cattolicesimo”; il 27% “per vedere il Papa”, e via dicendo. Fra i motivi futili, appena un 10% è venuto “per visitare Madrid”, mentre un 5% voleva “conoscere altri ragazzi/ragazze”.
Attaccamento al Magistero. Un capitolo interessante del Rapporto riguarda l’attaccamento dei giovani al Magistero della Chiesa. Il 74% dichiara di aderire pienamente al Magistero in materie sociali; il 71% nel campo della bioetica e la difesa della vita; il 58% nella morale sessuale. Quest’ultimo dato – un’ombra nel panorama, poiché rivela che il 36% non segue la Chiesa in questo campo – è comunque molto superiore alla media generale.
Di destra. Ma forse uno dei risultati più sconvolgenti del sondaggio è l’orientamento politico dei giovani. Il 6% vota “estrema destra”, mentre il 41% sostiene la “destra” e il 10% il “centro”. Un misero 7% si dichiara di “sinistra”.
Ripensare l’aggiornamento
In occasione della GMG del 2000, quella a Roma durante il Grande Giubileo, è scoppiata un’aspra polemica in Francia che si è trascinata per qualche settimana. I laicisti bollavano la GMG “fuoco di paglia”, visto che la maggior parte dei ragazzi, una volta rientrati in patria, non si erano integrati nelle rispettive parrocchie. Questi ragazzi, dunque, non sarebbero attratti dalla Chiesa cattolica ma, semmai, dal personalissimo carisma di Giovanni Paolo II, o magari solo dalla voglia di farsi delle “vacanze romane”.
Nel corso della polemica, un esperto di marketing diede una risposta alquanto scomoda: questi ragazzi non si integravano nelle parrocchie semplicemente perché non trovavano in esse qualcosa che, invece, avevano trovato a Roma. Non sarebbe, dunque, un problema insito nella “domanda” (i ragazzi si disinteressano della religione), quanto nell’“offerta” (le parrocchie non offrono il tipo di religione che i ragazzi vogliono). Altro che “fuoco di paglia”, la GMG metteva a nudo il clamoroso fallimento della “pastorale giovanile” delle parrocchie francesi, disegnata secondo criteri ritenuti “aggiornati” e che, invece, si sono dimostrati disastrosi.
Di fronte all’immagine della giovane generazione che emerge dal sondaggio de La Vie – con le sue luci e le sue ombre – non sarebbe il caso di cominciare a ripensare tout court l’“aggiornamento”?
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Accademia estiva della TFP italiana
Scozia, 29 Luglio – 9 Agosto 2011
Si è da poco conclusa l’annuale Accademia estiva per giovani italiani organizzata dalla TFP.
Quest'anno, l'Accademia ha avuto luogo in Scozia. Vi hanno presso parte una trentina di giovani, provenienti da ogni parte d’Italia. Intitolata “Quella dolce primavera della Fede: la Civiltà cristiana medievale", l'incontro si è svolto dal 29 luglio al 9 agosto presso la sede della TFP scozzese, a Glasgow, ed ha avuto come tema centrale il concetto di Cristianità, il suo concreto sviluppo in Scozia, nonché lo scontro fra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione in questo paese.
Alle preghiere del mattino precedute dall’alzabandiera solenne al canto del Credo, seguivano riunione di natura storica e dottrinale, cui faceva seguito la Santa Messa celebrata dal Rev.do don Valentin Danciu.
Non sono mancate visite a luoghi e monumenti che da sempre rappresentano il cuore della Scozia come la passeggiata lungo le Highlands o il monumento dedicato a William Wallace, eroe nazionale. Tra i momenti più tipici vi sono stati la partecipazione al famoso Edinburgh Military Tattoo al castello di Edimburgo e un viaggio culturale nel mondo degli whisky single malt ad opera del Signor Philip Moran della TFP scozzese.
Se volete sfogliare la galleria fotografica, entrate in:
http://www.atfp.it/mediateca/foto.html?func=viewcategory&catid=18&startpage=1#category
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Campeggi estivi per ragazzi
Si sono appena conclusi, con pieno successo, i tradizionali campeggi estivi per ragazzi organizzati dalle TFP americana e irlandese, rispettivamente in Louisiana e Roscrea.
Al campeggio di Louisiana hanno presso parte una cinquantina di giovani, provenienti per lo più dagli Stati del sud. Col titolo A Call to Chivalry, l'incontro è durato dieci giorni e ha avuto come tema centrale "I veri modelli e la vera avventura". Alle funzioni religiose — celebrate da mons. Robert Berggreen — e alle preghiere, seguivano riunioni dottrinali, circoli di studi e attività ricreative, senza dimenticare qualche tuffo nel lago per alleviare l’arsura del caldo estivo. Il 4 luglio, festa nazionale, i partecipanti sono stati ospitati sulla USS Kidd, ormeggiata presso New Orleans, da dove hanno potuto godere il tradizionale spettacolo pirotecnico.
Per un breve resoconto, in inglese, potete consultare il link:
http://www.tfp.org/current-campaigns/2011/true-role-models-and-real-adventure.html
Se volete invece sfogliare la galleria fotografica, entrate in:
https://picasaweb.google.com/106960973804599463874/00SummerCampSelectionLA2011?authkey=Gv1sRgCLO6xLqF54jMogE&feat=email
Anche il campeggio irlandese ha avuto per titolo A Call to Chivalry. Realizzato nell'abbazia cistercense di Mount St. Joseph, a Roscrea, Co. Tipperary, l'incontro ha radunato una trentina di ragazzi irlandesi, inglesi e scozzesi, ai quali si sono aggiunti due italiani di Verona.
Quest'anno, il tema centrale è stato "Il concetto di civiltà cristiana", sviluppato in successive riunioni e circoli di studio. La Messa veniva celebrata quotidianamente nell'imponente chiesa gotica del monastero, dove ogni sera si pregava insieme il Santo Rosario. Per un vero "miracolo" della natura, assai raro da quelle parti, non ha quasi piovuto durante una settimana, permettendo il normale svolgimento dei giochi che, ogni giorno, offrivano svago e divertimento ai ragazzi.
L'ultimo giorno, come è ormai tradizione, si è tenuta una "cena medievale" con la presenza anche di numerosi genitori. La delegazione scozzese, forte di 8 membri, si è presentata rigorosamente in costume tradizionale, ognuno con i colori del proprio clan. Dopo la cena, una processione portando la Madonna di Fatima ha condotto i partecipanti fino alla chiesa, dove l'abate Dom Richard ha presieduto una solenne Adorazione eucaristica, concludendo egregiamente il campeggio.
Per sfogliare la galleria fotografica, cliccate:
https://picasaweb.google.com/106960973804599463874/2011IrishSummerCampSelection?authkey=Gv1sRgCN6s1dDepO29nAE&feat=email
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