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La rinuncia del cardinale Marx

L’arcivescovo di monaco insiste sulla “Via Sinodale”, nonostante la sua opera distruttrice

 

Mathias von Gersdorff

Nella sua lettera di dimissioni indirizzata a papa Francesco, il cardinale Marx analizza la situazione della Chiesa Cattolica in Germania e pensa che sia giunta a un vicolo cieco.

Questo è vero solo in parte: il progetto progressista di una chiesa nazionale tedesca egualitaria è fallito ed è arrivato a un punto di stallo!

Perciò, è abbastanza tragico che il cardinale Marx sottolinei ancora: "Secondo me, una via d'uscita da questa crisi può essere solo attraverso la Via Sinodale".

Questa affermazione è inimmaginabile e irresponsabile.

La “Via Sinodale” è usata come pretesto dai progressisti più radicali per diffondere le loro posizioni anticattoliche, come la richiesta dell'introduzione del sacerdozio femminile nella Chiesa o le “benedizioni delle unioni omosessuali”.

La “Via Sinodale” ha ripetutamente costretto Roma ad intervenire negli affari tedeschi e ha rafforzato in tutto il mondo il sospetto che la Chiesa cattolica in Germania sia in uno stato di scisma.

Con stupore si registrano ovunque le successive rivolte del movimento progressista tedesco contro Roma, il Magistero romano, la Congregazione per la Dottrina della Fede, ecc.

Perché la Chiesa cattolica in Germania non può condurre una vita normale? Perché i cattolici tedeschi, in linea con lo spirito dei tempi, credono ostinatamente che la Chiesa universale debba essere deformata secondo i loro esperimenti teologici oscuri e confusi?

Invece di rendersi finalmente conto che la Chiesa cattolica in Germania avrà un futuro solo se accetterà con gioia e sincerità la posizione tradizionale del Magistero, il cardinale Marx raccomanda - prima di lasciare l'incarico - che la Chiesa cattolica in Germania continui nel processo di distruzione della “Via Sinodale”.

Non è la Chiesa che è arrivata a un punto morto, ma il progressismo.

In realtà, ciò che sta accadendo non è una novità. La “Via Sinodale” fu concepita fin dall'inizio come una rivoluzione ecclesiale e uno spettacolo mediatico, ma ha fallito miseramente. Per molto tempo, quasi nessuno al di fuori degli ambienti cattolici se ne è interessato e la mobilitazione dei fedeli è stata minima.

Il progressismo, che oggi è radicato in posti chiave nella gerarchia ecclesiastica, sembra così ostinatamente attaccato ai suoi obiettivi e visioni sbagliate che è apparentemente pronto a trascinare l'intera Chiesa alla rovina.

E il vescovo Bätzing, successore del cardinale Marx alla presidenza della Conferenza episcopale tedesca, non ha ancora dato alcun segno di voler cambiare alcuna cosa di quella stessa “Via Sinodale” che porta al baratro.

 

Fonte: Agencia Boa Imprensa, 6 giugno 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà.

 

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