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Malta. La legge sull'incitamento all'odio distrugge la libertà religiosa

 

 

di Philip Beattie*

(La Valletta, 9 gennaio 2022) - Un vero e proprio triumvirato progressista maltese, composto da Ministri ed eurodeputati del governo socialista di Robert Abela, dal Movimento LGBT del “Malta Gay Rights Movement”, e dall’Arcivescovo monsignor Charles Scicluna, si è scatenato in questi giorni contro il prete cattolico Davide Muscat.

Tutto è nato dallo stupro ed uccisione di una giovane donna polacca di 29 anni nelle prime ore del 1 gennaio di quest’anno in un giardino pubblico nella città di Sliema. Un'indagine della squadra omicidi di Malta ha portato all'arresto di un uomo maltese di 20 anni, Abner George Aquilina, poco dopo che questi si era intrufolato in una chiesa durante la Messa.

Infatti, pochi istanti dopo il ritrovamento del corpo senza vita della ragazza, Aquilina era entrato nella chiesa parrocchiale di Balluta rovesciando i banchi ed il leggio, prima di essere cacciato dai fedeli ed arrestato dalla polizia.

Dai primi accertamenti, sembra che il presunto assassino maltese abbia alle spalle una lunga storia di abuso di stupefacenti, prostituzione con uomini e molestie sessuali su giovani donne.

Alla questura di La Valletta, Aquilina ha pronunciato frasi deliranti dicendo di essere un "soldato di Dio" agli ordini delle "frequenze del demonio". Si è fatto persino tatuare l'immagine di un diavolo sul petto e il numero 666 sulla gamba. Tuttavia, l’interrogatorio è stato sospeso subito dopo che un medico ha indirizzato l’indiziato all’ospedale psichiatrico di Monte Carmeli.

Lo sdegno per questo assassinio ha subito suscitato scalpore su Facebook fra i commentatori maltesi.

Il sacerdote don Davide Muscat, conosciuto per le sue posizioni fedeli al Magistero della Chiesa, ha commentato il caso rispondendo ad un attivista LGBT. In uno dei commenti Facebook, padre Muscat ha parlato della possibilità che Abner Aquilina fosse omosessuale, bisessuale o posseduto dal diavolo e che Aquilina avesse bisogno di aiuti professionali, aggiungendo che la condizione di "omosessualità" era peggiore dell'essere posseduto.

Un’osservazione teologicamente corretta, in quanto il primo è uno stato volontario mentre il secondo è del tutto involontario. L'altro commento è stato pubblicato sotto una foto che mostra il sospettato con indosso una maglietta colorata. Don Muscat ha commentato che sembrava appena tornato dal 'gay pride'.

Queste dichiarazioni hanno scatenato la reazione furiosa del governo socialista, del movimento gay e perfino dell’Arcivescovo dell’isola mons. Charles Scicluna.

Due ministri del gabinetto di governo hanno scritto al commissario di polizia e chiesto l'arresto di Muscat per aver diffuso discorsi omofobi. Lo stesso hanno fatto esponenti del movimento LGBT maltese, mentre l’arcivescovo Scicluna ha condannato il prete dicendo che discorsi simili sono del tutto inaccettabili, ordinando al sacerdote di togliere i suoi commenti dalla propria pagina Facebook.

Mons. Scicluna ha perfino minacciato don Muscat di sospenderlo dall’esercizio del suo ministero pubblico. A questo proposito, l’Arcivescovo Scicluna è ben conosciuto per il suo orientamento liberal-progressista, ed è molto vicino alle organizzazioni omosessuali maltesi, le quali lo considerano un loro grande amico.

Secondo il giornale Times of Malta del 7 gennaio, la polizia di stato ha portato padre Muscat in commissariato e ha deciso di procedere con l’accusa. Il prossimo 28 gennaio, Muscat verrà accusato di aver violato l'articolo 82A del codice penale, quest’ ultimo modificato lo scorso anno, in cui si afferma che "chiunque usa parole o comportamenti minacciosi, offensivi [...] nei confronti di un'altra persona o gruppo per motivi di genere, identità di genere, orientamento sessuale, razza, colore, lingua, origine etnica, religione o credo o opinione politica o di altro tipo o per cui è probabile che tale violenza o odio razziale o religioso, tenuto conto di tutte le circostanze, siano fomentati, su convinzione , è punito con la reclusione da sei a diciotto mesi». Sarà inoltre accusato di uso improprio di apparecchiature di comunicazione elettronica e ciò potrebbe costargli una multa fino a 23.000 euro.

Osservatori cattolici a Malta hanno denunciato questa persecuzione del sacerdote maltese, osservando che lo scopo vero di queste azioni legali contro padre Muscat servono per installare una dittatura relativista ed anti-cattolica nell’isola.

Altri commentatori hanno notato che le accuse di “omofobia” sono del tutto false e senza alcun fondamento. Un intelletuale cattolico maltese ha pubblicato un articolo su un blog conservatore, chiedendo perché l’Arcivescovo di Malta mostra tanta carità nei confronti di persone che rifiutano la dottrina Cattolica e, allo stesso tempo, condanna un prete fedele al Magistero della Chiesa. Sembra che, per mons. Scicluna, la carità senza alcun fondamento di verità sia più che accettabile.

 

*Philip Beattie insegna finanza ed economia all’Università di Malta. È presidente di Pro Malta Christiana, un’associazione di laici cattolici con lo scopo principale di difendere i valori della Civiltà Cristiana a Malta.  

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