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Che potrà succedere se il cammino sinodale tedesco sarà presentato come paradigma per tutta la Chiesa Cattolica coinvolta anch’essa in un cammino sinodale? Vale la pena leggere ciò che l’ex-cappellano della regina Elisabetta, il dott. Gevin Ashenden, ha descritto su quel che accadde nel celebre sinodo generale anglicano, chiamato “della svolta”, che portò lui e altri a lasciare quella denominazione e ad entrare nella Chiesa romana. Vi proponiamo ampli brani del su articolo pubblicato dal vaticanista Robert Moyniham su Inside the Vatican.

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Risultato di un sinodo: entrambe le ali strappate alla chiesa anglicana

Un ex cappellano anglicano della regina d'Inghilterra parla del suo ingresso nella Chiesa cattolica - e della fine dell'anglicanesimo.

 

Dottor Gavin Ashenden*

A volte arriva un momento in cui improvvisamente vediamo le cose in modo completamente diverso. I filosofi l’hanno spesso chiamato "il momento rivelatore". Più popolarmente si parla del momento in cui cade la monetina.

Uno di questi momenti arrivò per me quando, dopo una votazione al Sinodo Generale della Chiesa d'Inghilterra, i progressisti si rifiutarono di fare spazio a coloro che volevano praticare la fede come era stata ricevuta, e il mio Vescovo diceva disperato mentre lasciavamo l'assemblea: "Questa", disse, "è la fine dell'esperimento ecumenico durato 500 anni che era l'anglicanesimo". Pensai che forse era un po' esagerato, ma riflettendo ho cominciato a rendermi conto della forza della sua osservazione. Quello che voleva dire era che nella guerra civile tra puritani, anglo-cattolici e progressisti, i progressisti avevano appena messo a segno un colpo da kappaò che avrebbe riconfigurato la Chiesa per sempre.

La Chiesa d'Inghilterra è un'entità che confonde. Sembra una sola Chiesa, ma non lo è; è stato un compromesso concettuale fin dal suo inizio. Per dirla in modo più semplice, la Chiesa ha ereditato edifici e strutture ecclesiali cattoliche ma si vestiva e pregava come protestante. Nel corso degli anni il pendolo del potere è oscillato avanti e indietro tra puritani e sacramentalisti, ma nel XX secolo la Chiesa ha cominciato a cedere sotto l'assalto della cultura secolare, guidata prima da Darwin, Durkheim, Marx e Freud, e poi si è accasciata sotto l'assalto del revisionismo teologico tedesco del XIX secolo. Ma fu il femminismo della seconda metà del XX secolo che fece più danni.

Una Chiesa di Stato è particolarmente vulnerabile al cambiamento culturale. Se la società che serve comincia a rifiutare i valori o la cultura cristiana, si trova di fronte a un terribile dilemma. O assecondare questo rifiuto, cospargendo di benedizioni spurie la direzione non-cristiana o anti-cristiana in cui va la società; oppure prendere una posizione morale e chiamare la società a tornare ai valori cristiani; in altre parole, a pentirsi.

Ci sono stati momenti in cui si tentò la strada del pentimento. Wesley lo richiese per il peccato personale e l'incredulità collettiva nel XVIII secolo; Wilberforce e la Setta di Clapham, contro la schiavitù nel XIX secolo; il vescovo George Bell, contro i bombardamenti a tappeto delle città tedesche e il massacro dei civili nel XX secolo.

Tuttavia il femminismo della seconda metà del XX secolo non ha portato solo donne prete, ma è stato come un cavallo di Troia per una varietà di valori utopici secolari: il relativismo, l'uguaglianza totale, il trionfo del soggettivo sull'oggettivo, la campagna per ripulire l'utero dai neonati indesiderati, il ripudio del patriarcato e della "mascolinità tossica".

Anche se attraenti in termini secolari, tutti questi argomenti hanno minato aspetti dell'integrità della Rivelazione Divina.

E così che è iniziato un processo crescente di preferire sistemare le cose sulla terra piuttosto che portare le anime in cielo; la Gaia dell'apocalitticismo ecologico e la priorità dell'antirazzismo divennero tematiche superiori al pentimento personale e alla rinascita dell'anima.

Tuttavia i due movimenti collegati ma distinti che si sono proposti di cambiare il DNA apostolico della Chiesa d'Inghilterra sono state le ordinazioni delle donne al sacerdozio e all'episcopato, e poi la ratifica delle relazioni e del matrimonio omosessuale. Sia l'ordinazione delle donne che l'affermazione delle identità e delle relazioni gay erano obiettivi secolari di primo piano. Ma né il femminismo che stava dietro al primo, né il disordine della rivoluzione sessuale che stava dietro al secondo, erano coerenti con la Scrittura o la tradizione. Quindi, o questa era una nuova rivelazione che la Chiesa e il mondo stavano aspettando... o era qualcos'altro.

Il femminismo cominciò ad esprimersi in un'antipatia sempre più forte verso la mascolinità. La guerra dei sessi divenne più aggressiva. La promozione di una maggiore simpatia per l'omosessualità si trasformò in una minaccia stridente e aggressiva per mettere a tacere le voci che mettevano in dubbio la sua legittimità.

Dov'era la Chiesa d'Inghilterra in queste guerre culturali? Come molti gruppi protestanti, era pesantemente concentrata sui valori del progresso e dell'auto-miglioramento personale, sociale e politico. Riapparvero due vecchie eresie per dare una piattaforma a questo nuovo pensiero. L'arianesimo emerse quando le femministe si complimentarono con Gesù per la sua limitata ma degna accettazione delle donne, ma lo castigarono per essere un uomo del suo tempo, cieco ai miglioramenti che il XXI secolo avrebbe scoperto. Egli non era il Logos che stava sulla soglia del tempo e dello spazio come il Cristo cosmico paolino, ma una figura storica limitata dalla sua particolare cultura. E il pelagianesimo pose le basi per l'ambizione irrealizzabile di migliorare la sorte delle persone attraverso una rinnovata energia politica e sociale che rimuovesse l'ingiustizia e l'ineguaglianza. Mentre la Chiesa spostava il peso delle sue energie dall'evangelizzazione e dalla Bibbia alla giustizia sociale e all'attivismo, i fedeli più tradizionali alle due estremità dello spettro, la puritana e la cattolica, iniziarono ad andarsene.

Fu un voto al Sinodo Generale, in cui entrambe queste circoscrizioni chiesero che le loro integrazioni teologiche e spirituali fossero riconosciute e protette, che causò tanto sgomento al collega vescovo che ho menzionato prima.

Gli evangelici e gli anglo-cattolici imploravano i loro compagni anglicani di rispettare le loro credenze e di non imporre loro donne prete e vescovi. La maggioranza liberale rifiutò e lo fece con una soddisfazione giubilante.

Mentre lasciavo quel Sinodo, ebbi un'esperienza che agì come una lente interpretativa per molto di ciò che stava accadendo nella Chiesa in generale. Mi trovai ad aspettare alla fermata dell'autobus, dove accanto a me apparve una nota donna prete, attivista femminista. (Lei stessa sarebbe presto diventata vescovo, e si distingueva per due cose: l'amore e la promozione del nudismo e la sua discreta coabitante lesbica). Le dissi qualcosa a proposito dei tempi terribili e contundenti che avevamo passato al Sinodo. "Beh, naturalmente lei sa perché abbiamo fatto quello che abbiamo fatto, no?", mi sputò quasi in faccia. "No, non credo di saperlo", risposi. "Ci siamo vendicati di tutti voi. Vi abbiamo punito per ogni offesa e mancanza di rispetto che qualcuno di voi abbia mai mostrato a una donna".

Rimasi stupito sia dalla sua veemenza che da quello che aveva detto. Senza smettere di questionare la sua supposizione di misoginia diffusa, risposi: "Ma lei ha invocato uno spirito di vendetta. Questo è uno spirito che si oppone profondamente allo Spirito Santo. Ha un'idea dello scompiglio che l'invocazione di un tale spirito provocherà nella Chiesa?".

Lei mi guardò con aria assente. Parlavamo due lingue diverse e vivevamo in due mondi differenti.

Quindi sì, l'esperimento ecumenico durato 500 anni che era stata la Chiesa d'Inghilterra finiva lì. Lo scomodo e precario equilibrio tra puritani, anglo-cattolici e i devoti dello zeitgeist, era finito.

Il potere del collante era stato efficace ma la lotta intestina era finita con l'epurazione dei puritani e degli anglo-cattolici. I puritani avevano fornito alla miscela anglicana un congregazionalismo vigoroso ed evangelico; e i sacramentalisti avevano iniettato un certo grado di pietà e spiritualità cattolica, presa in prestito dalla Madre Chiesa, un'inclinazione per la santità e l'eucaristia. Erano loro che avevano portato sia la profondità della preghiera che l'ampiezza del sangue nuovo con la conversione. Strappate entrambe le ali della Chiesa, ciò che rimase fu un centro superficiale, politicizzato e de-energizzato, incapace di rinnovamento spirituale, pentimento o conversione.

I puritani fuggirono verso il più ampio mondo evangelico, e gli anglo-cattolici presero un grato rifugio nell'Ordinariato della Cattedra di San Pietro della Chiesa Cattolica, eretto per quei fedeli provenienti dall'anglicanesimo. Più del 10% del clero parrocchiale cattolico romano ora è ex-anglicano.

Nel frattempo, la vittoria dei progressisti sembra sempre più una vittoria di Pirro. I dati demografici sono negativi. Solo l'1,9% frequenta le chiese. Tra il 2009 e il 2019, i battesimi, i matrimoni e i funerali sono diminuiti del 30-40%. E il 33% dei fedeli anglicani ha più di 70 anni.

Mentre gli anglicani conservatori si mobilitano in tutto il mondo, la mancanza di qualcosa di equivalente al Magistero Cattolico li lascia preda di scismi e conflitti settari. Quelli numerosi fra di noi che si sono rivolti alla Chiesa Cattolica l’hanno fatto perché le turbolenze dei nostri giorni ci hanno fatto ripensare alle rivendicazioni della Riforma - e le hanno trovate carenti. In questo riesame, molti di noi hanno riletto i Padri dei primi cinque secoli e non vi hanno trovato elementi di Lutero, Calvino, Zwingli o erasmiani, bensì la Chiesa Cattolica e il Magistero. La promessa di Gesù a Pietro in Matteo 16:18, "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa", rintocca con una nuova e urgente risonanza.

 

*Gavin Ashenden è un ex arcivescovo anglicano e cappellano onorario della regina Elisabetta d'Inghilterra, ora convertito e laico cattolico. Dopo un'illustre carriera accademica e clericale, è stato nominato Cappellano della Regina nel 2008; si è dimesso nel 2017. Nel dicembre 2019, il dottor Ashenden è stato ricevuto nella Chiesa cattolica dal vescovo di Shrewsbury, in Inghilterra.

 

Fonte: Inside the Vatican, 1 Gennaio 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

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