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Usa: il presidente Biden si butta nella mischia della “Teoria Critica della Razza”

 

 

di Edwin Benson

 

Il conflitto sull'insegnamento della “Teoria Critica della Razza” (CRT) nelle scuole americane, sia pubbliche che private, è in crescita. Al centro di questo scontro ci sono tre versioni della storia del razzismo negli Stati Uniti.

 

La visione cattolica

David G. Bonagura esprime bene la visione cattolica in un recente articolo su The Catholic Thing.

Egli elenca quattro argomenti di grande efficacia riguardo alla visione delle razze da parte della Chiesa. Primo, "[Siamo] tutti fatti, non importa cosa sembriamo, a immagine e somiglianza di Dio", ved. Genesi, cap. 1.; secondo argomento, i due capitoli seguenti della Genesi trattano della comune natura fisica dell'uomo. "Tutti veniamo dalla stessa terra e siamo destinati a ritornarvi". Il terzo argomento si basa sulla parabola di Nostro Signore del Buon Samaritano. "Servire il nostro prossimo significa servire quelli di altre razze". San Paolo fornisce il quarto argomento nel capitolo dodici della prima lettera ai Corinzi, quando paragona la Chiesa al corpo di Cristo: “se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra”.

Il signor Bonagura conclude molto bellamente: "In altre parole, la Chiesa offre una visione di unità tra razze e culture che termina con l'unione eterna con Dio".

 

Il punto di vista americano

La visione americana convenzionale è ciò che la maggior parte degli studenti, almeno fino a poco tempo fa, ha imparato nelle lezioni di storia. È sicuramente molto al di sotto della visione cattolica. Essa sostiene che le persone di buona volontà possano raggiungere alti obiettivi attraverso le virtù civiche. Il ruolo della religione è vago e ambiguo.

Tuttavia, la visione americana contiene alcune verità, in particolare per quanto riguarda la pari dignità di tutte le persone, che le permette di coesistere con l'ideale cattolico.

Questo punto di vista proponeva un processo continuo di collaborazione mutua per migliorare la società e rispettare gli altri. Ogni generazione successiva dovrebbe portare avanti questa narrativa, che sottolinea i frutti condivisi della cooperazione e della prosperità.

 

“Teoria Critica della Razza”

Il terzo punto di vista, quello della “Teoria Critica della Razza”, ripudia attivamente sia l'insegnamento cattolico che gli ideali americani.

Questa visione affonda le sue radici nella rivoluzione sociale degli anni Sessanta. La “Teoria Critica della Razza” (CRT) sostiene che l'America sia stata fondata sul razzismo. A suo avviso, i fondatori - tutti uomini bianchi - istituirono deliberatamente sistemi sociali e legali progettati per opprimere tutti coloro che non erano bianchi e maschi. Qualsiasi sentimento che preveda un movimento verso una società giusta è un'illusione creata dagli oppressori per mantenere tutti docili e contenti.

Insomma, l'armonia sociale è l'ultima cosa che desiderano i fautori della CRT. Le loro visioni, obiettivi e desideri sono incentrati sullo scontro. Credono che un mondo migliore possa essere raggiunto attraverso la loro strana e non ben definita combinazione di Karl Marx e Sigmund Freud.

 

Presa di posizione

Ironia della sorte, l'uomo al centro della battaglia è il presidente Joseph Robinette Biden, Jr. E l'ironia risiede a molti livelli. È un uomo bianco di 78 anni che esprime orgoglio per le sue radici nella classe operaia. Eppure la sua campagna elettorale e le sue politiche da presidente hanno abbandonato gli uomini come suo padre, per cui esprime tanta ammirazione. Entrato in Senato nel 1973, Biden è un tipico uomo dell'ordine costituito, ma ora, da capo, si allea con chi vuole demolirlo. Per decenni, è stato un uomo di carriera e accomodamenti in quel Senato degli Stati Uniti che insediò il suo primo senatore nero nel 1870, il senatore Hiram Rhodes Revels (R-Miss.). Il colmo dell'ironia è che afferma di essere un "cattolico devoto", mentre lavora per ribaltare quel poco che resta dell'ordine cattolico nella società.

Il primo giorno della sua presidenza, il presidente Biden ha firmato l'Ordine Esecutivo 13985. Il suo obiettivo è racchiuso in un titolo piuttosto legnoso: "Per promuovere l'equità razziale e il sostegno alle comunità svantaggiate attraverso il governo federale".

"Le pari opportunità sono le fondamenta della democrazia americana e la nostra diversità è uno dei maggiori punti di forza del nostro Paese" esordisce. “Ma per troppi, il sogno americano rimane fuori portata. Le disparità radicate nelle nostre leggi e politiche pubbliche, e nelle nostre istituzioni pubbliche e private, hanno spesso negato tale pari opportunità a individui e comunità…. Quindi è politica della mia amministrazione che il governo federale persegua un approccio globale per promuovere l'equità per tutti, comprese le persone di colore e altri che sono state storicamente mal serviti, emarginati e influenzati negativamente dalla persistente povertà e disuguaglianza. Promuovere in modo affermativo l'equità, i diritti civili, la giustizia razziale e le pari opportunità è responsabilità di tutto il nostro governo".

Chi sono esattamente queste "persone di colore e altri?" L'elenco nella sezione due è familiare: “Neri, latini, indigeni e nativi americani, americani asiatici e isolani del Pacifico e altre persone di colore; membri di minoranze religiose; persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer (LGBTQ +); persone con disabilità; persone che vivono in zone rurali; e le persone in un modo o nell’altro colpite negativamente dalla persistente povertà o disuguaglianza”.

 

Echi dal Dipartimento della Pubblica Istruzione

Il Ministero dell'Istruzione si è buttato in questa politica a capo fitto. Solo tre mesi dopo aveva già pronta da proporre una regola intitolata "Priorità proposte - Storia americana ed educazione civica" (Proposed Priorities-American History and Civics Education).

I suoi difensori potrebbero obiettare che l’espressione Teoria Critica della Razza (Critical Race Theory) non compare da nessuna parte nel testo della regola proposta. Hanno ragione, poiché la frase è diventata un parafulmine che attira l'attenzione di potenziali avversari. Tuttavia, cita le “linee guide stabilite dal Progetto 1619 del New York Times" e lo “studio dell’accademico Ibram X. Kendi”. Il Progetto 1619 trasuda da tutti i pori di Teoria Critica della Razza e il libro del Dr. Kendi, How to Be an Antiracist, la diffonde a livello popolare.

Così ci ritroviamo con l'elenco delle "priorità" della proposta scritto nel linguaggio della Teoria Critica della Razza, molto familiare per coloro che la combattono.

Uno dei grandi inganni di Satana è che il bene possa scendere a compromessi con il male. La Teoria Critica della Razza è un attacco diretto sia alla visione cattolica della società che a quell'insieme di virtù civiche vagamente note come “americana”. Per preservare ogni brandello di cultura cristiana occidentale rimanente, gli americani responsabili dovrebbero rifiutare inequivocabilmente la Teoria Critica della Razza, ogni volta e in qualsiasi modalità appaia.

 

Fonte: Return to Order, Maggio 2021