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Papa Francesco riabiliterà Camilo Torres, il prete guerrigliero marxista della Colombia?

Corrono Voci Che Rallegrano La Sinistra E Allarmano I Fedeli Cattolici

 

Camilo Torres con campesinos colombianos

 

Gustavo Solimeo

 

Ci sono voci sempre più frequenti su una imminente riabilitazione (e anche beatificazione?) di padre Camilo Torres Restrepo. Il sacerdote colombiano morì nel 1966, armi in mano mentre combatteva tra le fila dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), un movimento guerrigliero marxista.

 

Dove c'è fumo...

Alcuni segnali indicano che le cose si stanno muovendo in questa direzione.

Un segnale, secondo il giornalista italiano Americo Mascarucci, è la recente riedizione italiana di Liberazione o morte, un libro che raccoglie gli scritti di Camilo Torres. Il volume era già stato pubblicato nel 1968 dalla casa editrice Feltrinelli di Milano. Red Star Press di Roma, editore di scritti rivoluzionari lo ha ristampato nel 2015 e ora lo fa anche la OAKS di Milano.

Le nuove edizioni rimettono sotto i riflettori il sacerdote guerrigliero.

Mascarucci avanza l'ipotesi che la ristampa sia “Un’iniziativa editoriale che sembra inquadrarsi perfettamente nell’ambito di una discutibilissima operazione, quella di sensibilizzare la Chiesa ad una rivisitazione dell’opera di padre Torres ormai in atto da tempo”1.

Questo non è l'unico segnale che va in quella direzione. Ancora più allarmante è il costante atteggiamento di simpatia di papa Francesco per vescovi e sacerdoti rivoluzionari. Mascarucci cita i casi della canonizzazione di mons. Oscar Romero, del perdono e della riabilitazione dei rivoluzionari nicaraguensi don Miguel d'Escoto Brockmann e padre Ernesto Cardenal, e il desiderio del Papa di beatificare l'arcivescovo brasiliano mons. Helder Camara.

Mentre era in Bolivia, papa Francesco ha elogiato il padre gesuita Luis Espinal Camps, fautore dell'alleanza tra cristianesimo e marxismo e autore del crocifisso falce e martello donatogli da Evo Morales. Così, conclude, “molti in Colombia auspicano che arrivi al più presto anche una piena riabilitazione di Torres”2.

 

Nel contesto dell'Anno della Misericordia di Papa Francesco

Mons. Darío de Jesús Monsalve, arcivescovo di Cali (Colombia) è tra i più ardenti sostenitori di questa riabilitazione. Egli è noto per la sua lunga storia di sostegno all'ELN e alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, note come FARC, che hanno insanguinato il paese con le loro attività terroristiche per decenni. Don Camilo combatteva con l'ELN3.

Il sito web Rebelión riferisce che l'arcivescovo ha promosso "un atto altamente simbolico" in preparazione al cinquantesimo anniversario della morte di Camilo Torres, il 7 novembre 20154 . Nel contesto dell'Anno della Misericordia di Papa Francesco, l'arcivescovo ha tenuto un evento in cui ha proposto di guardare Camilo da un prisma diverso, osservando come il suo impegno potrebbe contribuire all'attuale lotta per la riconciliazione e la giustizia.

L'Arcivescovo di Cali allora concludeva: “La lotta di Camilo fu quella di un cristiano che cercò di affrontare l'ingiustizia sociale. Camilo vedeva l'enorme sproporzione tra la stragrande maggioranza degli esclusi e la minoranza privilegiata. Quando si trovò tra gli esclusi dalla Chiesa cattolica e stigmatizzati per le sue idee, vide che non poteva più vivere ed esprimersi nella società quotidiana. Fu allora che entrò in clandestinità per unirsi a coloro che lo accolsero”5. Cioè, si unì al movimento guerrigliero marxista.

Rebelión infine afferma che questa riabilitazione è possibile solo grazie allo spazio aperto da papa Francesco. Così, l'arcivescovo Monsalve non ha esitato a chiedere la canonizzazione del padre apostata Camilo Torres nel cinquantesimo anniversario della sua morte.6

 

Anche i guerriglieri marxisti chiedono la riabilitazione di Camilo

I progressisti cattolici non sono gli unici a chiedere la riabilitazione di Camilo Torres. Il movimento guerrigliero marxista ELN chiede che la Chiesa «lo ristabilisca almeno simbolicamente nello status sacerdotale”7.

L'autore della voce su Camilo Torres in un dizionario filosofico online lamenta la mancanza di considerazione per il prete guerrigliero “da parte della stessa organizzazione clericale che servì (che non ha nemmeno aperto la sua causa di beatificazione)”8.

 

Chi era Camilo Torres?

Jorge Camilo Torres Restrepo nacque a Bogotà il 3 febbraio 1929 in una famiglia benestante, liberale e agnostica.

Influenzato dalle idee sociali di due sacerdoti domenicani francesi, padre Nielly e padre Blanchet, abbandonò gli studi di giurisprudenza ed entrò nel seminario Conciliare di Bogotà. La sua decisione non fu ispirata da una religiosità tradizionale ma dall’attrazione per il cattolicesimo sociale progressista9. Questa corrente era riapparsa nell'Europa del dopoguerra e rappresentava la continuazione del Modernismo del movimento Le Sillon, condannato da San Pio X10.

Con il Concilio Vaticano II questa corrente prese un nuovo impulso. Dopo la Conferenza del CELAM (Consiglio episcopale latinoamericano) del 1968 a Medellin, in Colombia, essa diede origine al movimento della Teologia della Liberazione.

Camilo Torres fu ordinato sacerdote nel 1954 e in seguito studiò sociologia all'Università di Lovanio in Belgio. Visitò diversi paesi dove stabilì contatti con la Democrazia Cristiana, con il movimento sindacale cristiano e con gruppi rivoluzionari algerini a Parigi11. Questi anni prima del Vaticano II erano pieni di intensi dibattiti sul dialogo cristiano-marxista.

Tornato in Colombia nel 1959, p. Torres fu nominato cappellano ausiliario dell'Università Nazionale. Mentre era lì, anticipò molte delle innovazioni che sarebbero poi state parte delle riforme introdotte dal Concilio Vaticano II (Messa orientata verso i fedeli e uso del volgare invece del latino) e specialmente dell'ecumenismo12.

Nel 1960 istituì il corso di sociologia di cui fu professore. Fondò il Movimiento Universitario de Promoción Comunal (MUNIPROC), che fungeva da piattaforma per l'azione sociale nei quartieri popolari di Bogotà e lavorò anche con il movimento per la riforma agraria della Colombia. “Nella sua discussione sulla riforma agraria, egli accetta la visione marxista di una lotta di classe come una realtà sociologica”13.

Come per molti intellettuali latinoamericani degli anni Sessanta, la Rivoluzione cubana lo influenzò profondamente, cosa che gli fece sviluppare una stretta relazione con il movimento giovanile e studentesco comunista partecipando a loro proteste, che gli valsero un tempo in galera e attriti con la gerarchia cattolica14. Nel 1962, l'arcivescovo di Bogotà, il cardinale Luis Concha Córdoba, lo rimosse dalla cappellania universitaria e da altri incarichi accademici, trasferendolo come parroco in una parrocchia della zona centrale della capitale colombiana15.

Camilo non si adattava bene al lavoro parrocchiale di cura delle anime perché limitava i suoi movimenti. Nel 1964 si dimise dalla parrocchia e tornò per sempre all'attivismo socio-politico.

Nel settembre di quell'anno Camilo Torres presentò un importante intervento al Secondo Congresso Internazionale di Pro Mundi Vita a Lovanio. Intitolato “Rivoluzione: un imperativo cristiano” proponeva "la collaborazione con i marxisti per ottenere una soluzione marxista allo scopo di guarire i mali sociali del paese”16.

Siccome continuava il suo coinvolgimento nell'agitazione e nei disordini urbani e rurali, lavorando insieme a organizzazioni marxiste, le autorità ecclesiastiche si videro costrette a inviargli un ultimatum: doveva scegliere tra i doveri sacerdotali o l’attivismo socio-politico. In risposta, Camilo Torres abbandonò il sacerdozio nel 1965.

Sentendosi libero di gettarsi con tutto il cuore nell’attività rivoluzionaria, si mise a lavoro per creare il Fronte Popolare Unito, una coalizione di tutte le correnti di sinistra e di opposizione (incluso il Partito Comunista) per opporsi al governo. Il movimento stese una “Piattaforma” o piano, mirante a cambiare le strutture politiche della Colombia.

La Piattaforma conteneva principi apertamente socialisti: “La Piattaforma chiedeva la nazionalizzazione dei servizi pubblici della Colombia e di dare ai contadini la terra che lavoravano e agli inquilini urbani le case in cui abitavano, senza indennizzo per i loro proprietari legali. Il piano prevedeva anche una tassazione straordinariamente elevata dei ricchi, un piano di assicurazione sanitaria nazionale e pari diritti per le donne”17. Durante la presentazione della Piattaforma all'Università di Bogotà, Camilo Torres invitò gli studenti a organizzarsi per combattere “ad armi pari” contro le forze dell'ordine18.

L'ex sacerdote diventato ribelle organizzò numerose manifestazioni di piazza ed eventi per promuovere agitazioni politiche nelle città. Man mano che aumentava il suo coinvolgimento nei disordini socio-politici, Camilo Torres prendeva posizioni sempre più radicali. Nell'ottobre del 1965 si diede alla macchia con un gruppo di studenti. Il mese successivo, si unì formalmente all'ELN, non come semplice mentore o consigliere, ma come combattente a pieno titolo. L'organizzazione guerrigliera si era levata in armi nel 1964, ispirandosi al movimento marxista cubano M-26.

Per segnare l'occasione, Camilo Torres pubblicò un manifesto incendiario dal titolo “Proclama ai colombiani” in cui annunciava la sua decisione:

“Mi sono unito alla lotta armata. Dalle montagne colombiane penso di continuare a lottare armi in mano fino alla conquista del potere per il popolo. […] “Per l’unità della classe popolare, fino alla morte!
“Per l’organizzazione della classe popolare, fino alla morte!
“Per la presa del potere da parte della classe popolare, fino alla morte!
“Non un passo indietro! Liberazione o morte!”
19.

La sua militanza armata fu di breve durata, rimase con i guerriglieri per circa tre mesi. Dopo aver ricevuto un intenso addestramento militare, gli fu dato il nome in codice Argemiro, insieme a una pistola. Padre Camilo Torres venne ucciso nella sua prima missione di combattimento con la guerriglia: un'imboscata fallita contro le truppe governative il 15 febbraio 1966. Due settimane prima aveva compiuto 37 anni.

“Un anno prima di morire, nel testo La rivoluzione, un imperativo cristiano (1965), Camilo Torres aveva scritto che i cristiani non solo possono partecipare come cristiani alla rivoluzione, ma hanno “l'obbligo morale di farlo”20.

 

Simbolo della lotta armata di ispirazione “cristiana”

Dopo la morte, la sua leggenda si diffuse. Il prete guerrigliero deceduto divenne emblema della lotta armata di ispirazione “cristiana”. Molti giovani cattolici, inclusi seminaristi, sacerdoti e suore, seguirono il suo esempio e si unirono alle fila dell'ELN, che da guerriglia marxista arrivò al punto di “diventare una sorta di movimento cristiano di sinistra”, afferma Walter Broderick, biografo di Camilo Torres21. Quella leggenda travalicò i confini colombiani e si diffuse anche in Argentina, Cile, Bolivia e Nicaragua. Quando il prete nicaraguense Ernesto Cardenal (riabilitato da papa Francesco) si unì alla guerriglia sandinista, citò Camilo Torres come suo modello22.

La figura e l'esempio del prete guerrigliero caduto in combattimento hanno ispirato non solo i giovani latinoamericani, ma anche cristiani di sinistra di tutto il mondo, compresi negli Stati Uniti. Un tipico esempio è Dorothy Day, che nella prefazione all'edizione inglese dell'opera di Torres scrisse:

“Camilo Torres si unì ai guerriglieri, alla loro vita in montagna e nella giungla; si unì al pellegrinaggio del popolo, ai campesinos. Spezzò il pane con loro e divenne veramente un compagno, quello che spezza il pane. Posso immaginare Camilo Torres con i suoi commilitoni, seduti di notte intorno al fuoco, braccati dall'esercito e portando ai poveri il Vangelo della speranza. Camilo Torres, prega per noi perché possiamo avere il tuo coraggio nell'offrire la nostra vita per i nostri fratelli!23.

“Nel martirologio rivoluzionario della Chiesa latinoamericana del ventesimo secolo”, commenta Garret Keizer, “Torres è spesso elencato come “uno dei primi”24.

Ora manca solo la sua beatificazione…

 

Note

  1. Americo Mascarucci, “Quell’inquietante tentativo di riabilitare padre Torres”, Stilum Curiae, 29 Aprile 2021.
  2. Idem.
  3. Cfr. Eugenio Trujillo Villegas, “Un Arcivescovo sul piede di guerraFatima Today, 29 Luglio 2021. 
  4. Rebelión, “Camilo Torres recordado en vísperas del cincuenta aniversario de su muerte” 14 Novembre 2015.
  5. Idem.
  6. Eugenio Trujillo Villegas, op. cit.
  7. Alver Metalli, “IL RITORNO DI CAMILO TORRES. L’ELN della Colombia chiede la restituzione del corpo del prete guerrigliero e la reincorporazione simbolica allo status sacerdotale”, 5 Gennaio 2016.
  8. Filosofía en español  “Camilo Torres Restrepo 1929-1966”.
  9. Cfr. Richard B. McCarthy, O.S.B., The Colombian Catholic Church, 1948-1970: reactionary Church in a revolutionary continent (The University of Arizona, 1977), pp. 158-9 (pdf); Lanzas y Letras, “Isabel Restrepo Gaviria: fotos y última entrevista.
  10. Luiz Sérgio Solimeo, “Liberation Theology, a KGB Invention? That Is Way Too Simple…” 28 Maggio 2015; Id. “The Church Cannot Change Her Hierarchical Structure Instituted by Christ” 18 Settembre 2018.
  11. Edgar Camilo Rueda Navarro, “Biografía Política de Camilo Torres”.
  12. Idem.; Navarro, “Biografía de Camilo Torres” CEME – Centro de Estudios Miguel Enríquez, Archivo Chile.
  13. McCarthy, op. cit., p. 161.
  14. Ángel García, Camilo Torres: 55 anos após sua queda em combate, Página do MST, 17 Febbario 2021.
  15. Filosofía en español, op. cit.
  16. McCarthy, op. cit., p. 163.
  17. McCarthy, op. cit., p. 164.
  18. Filosofía en español, op. cit.
  19. Camilo Torres, Proclama a los colombianos”.
  20. Francesco Ingravalle, "Liberazione o Morte – Il Ritorno di Padre Camilo Torres” KULTURAEUROPA, 1° Febbraio 2021.
  21. Natalio Cosoy, ¿Dónde está el cuerpo de Camilo Torres, el cura guerrillero colombiano al que comparan con el Che Guevara? BBC News, 15 Febbraio 2016.
  22. Garret Keizer, “No Smoke for Camilo,” Lapham’s Quarterly.
  23. Citato in Richard L. Rubenstein e John K. Roth, eds., The Politics of Latin American Liberation Theology: The Challenge to U.S. Public Policy (Washington, D.C.: The Washington Institute Press, 1988), p. 58. Apud Julio Loredo, “Dietro Joe Biden c’è anche Dorothy Day? 19 Febbario 2021. 
  24. Keizer, op. cit.

 

Fonte: Tradition Family and Property, 4 Giugno 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà.

 

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