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2001 – 2021: l’Occidente nella tenaglia

 

 

Nel 2001 due eventi scossero l’Occidente. A luglio, l’ondata di violenza selvaggia a Genova, in occasione della riunione dei capi di Stato del G8, perpetrata da gruppi anarchici “no global”, tra i quali i Black Block, che avevano già messo a ferro e fuoco diverse città europee e americane. A settembre, l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York, che portò sullo scenario mondiale la jihad islamista. L’Occidente fu preso nella morsa di una tenaglia: mentre un nemico interno sgretolava le sue istituzioni, un nemico interno lo assaliva militarmente. Due movimenti convergenti con un identico scopo: distruggere ciò che resta della civiltà occidentale e cristiana.

Vent’anni dopo, ecco che si ripresenta uno scenario non molto diverso. Da una parte la violenza di movimenti anarchici come Black Lives Matter, Woke e Cancel Culture, la cui idea base è quella di cancellare la cultura occidentale, distruggendone i simboli. Dall’altra parte, la ritirata americana dall’Afghanistan, con la ricostituzione di un Emirato islamico.

Proponiamo in merito un articolo pubblicato sulla rivista Tradizione Famiglia Proprietà, novembre 2001. Mutatis mutandis, sembra scritto proprio per i nostri giorni.

 

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Addio al buonismo

 

di Julio Loredo

 

Dicono che quando venne varato il Titanic, quel favoloso palazzo galleggiante che fu un po’ il paradigma del nascente secolo XX, qualcuno commentò: “Neppure Dio lo affonda!” Ma Dio non si sfida. Il mitico transatlantico andò a fondo proprio durante il suo viaggio inaugurale…

Poco tempo dopo, la stessa frivola e rutilante Belle Époque naufragava nel gorgo della I Guerra mondiale. Si apriva cosà il secolo forse più sanguinoso della storia.

Immemore di queste lezioni, allo scoccare del Capodanno 2000, un mondo in delirio salutava l’ingresso nel secolo XXI con sfarzosi festeggiamenti, quasi intendesse auspicare un futuro gaudioso all’insegna di una post-modernità secolarizzata e tecnologicamente avanzata. Invece…

Il sogno del secolo XX è svanito nel 1914. Quello del secolo XXI è durato molto meno.

A luglio, abbiamo assistito stupefatti all’inaudita violenza di orde neobarbariche, le quali, piombate sulla città di Genova, l’hanno messa a ferro e fuoco in nome di una non meglio precisata ideologia “no-global”. La devastante violenza dei rivoltosi, l’odio tenebroso dei Black Block, il delirio distruttivo dei manifestanti, ci hanno risvegliato a quella che è la dura ed inquietante realtà: la Rivoluzione è scesa nuovamente in piazza.

Ancora sotto shock per i fatti di Genova, ecco che l’11 settembre i canali televisivi ci trasmettono in diretta una scena inverosimile, apocalittica, quasi surreale se non fosse tragicamente reale: due Boeing dirottati da terroristi musulmani fanatici si schiantano contro le Torri Gemelle del World Trade Center, nel cuore di Manhattan, abbattendoli come birilli assieme ad altri cinque grattacieli. Era scoppiata la prima guerra del nuovo millennio!

Cogliendo il senso profondo dell’avvenimento, un importante uomo d’affari italiano sospirava: “Contemplando il crollo di quelle torri ho visto crollare il mio mondo!”.

Oltre a distruggere le due torri, quegli aerei hanno infatti polverizzato più di un mito sui quali poggiava una certa mentalità ritenuta moderna. Una prima “vittima eccellente” dell’attentato dell’11 settembre è stato senz’altro il buonismo, ossia l’illusione di poter costruire un mondo di pace a prescindere dall’esistenza di quel “mistero di iniquità” frutto del peccato originale, e rinunciando quindi a combatterlo in ogni sua manifestazione. Frutto di questo buonismo sono stati l’irenismo, il pacifismo, il multiculturalismo, l’ecumenismo ed altri “ismi” che hanno minato l’Occidente cristiano, rendendolo vulnerabile.

Possiamo considerare il laicismo un’altra di queste vittime. Quelle due torri non sono state abbattute da un’ideologia politica, ma da una religione. Piaccia o meno ai pontefici laici del “politiccally correct”, alle soglie del Terzo Millennio, secondo l’opinione di molti, ci troviamo davanti a quello che essi vorrebbero fosse appena una reminiscenza del medioevo: una guerra di religione. Prima o poi, l’Occidente si accorgerà che per vincerla dovrà ricordare le sue radici.

A questo proposito vengono in mente le opportune parole del cardinale Giacomo Biffi, di Bologna: “L’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. (…) Questa cultura del niente non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam, che non mancherà. Solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo – e quindi una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa – potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”.

A questo punto sorge la domanda di fondo: ci sono le avvisaglie di questa risurrezione? Chi vivrà vedrà!

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