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La formazione dell’opinione pubblica. Aspetti della guerra psicologica* (3 Parte)

[Prima parte] – [Seconda parte]

 

 

di Julio Loredo

Gli strumenti della guerra psicologica rivoluzionaria

Plinio Corrêa de Oliveira analizza quindi alcuni degli strumenti usati dalla guerra psicologica rivoluzionaria. Farò proprio uno schema.

La violenza. “Oltre che per produrre i fatti rivoluzionari – commenta Plinio Corrêa de Oliveira – la violenza può essere usata come operazione di guerra psicologica rivoluzionaria. Con l’uso abile della violenza si può portare gruppi umani a un disfacimento psicologico, in cui accettano le peggiori sconfitte, le più assurde umiliazioni, le più folli stravaganze. La Rivoluzione vuole portare i popoli ad adottare certi modi di pensare, abitudini e istituzioni da essa ispirate. La violenza è secondaria, strumentale, l’importante è il cambiamento”.

L’economia. Mediante la manipolazione dell’economia si può produrre profondi cambiamenti psicologici. “Le crisi economiche e finanziarie – afferma Plinio Corrêa de Oliveira – siano esse naturali o provocate, sono eccellenti opportunità per far avanzare la Rivoluzione. Al punto che mi domando se, oltre agli aspetti tecnici, non costituiscano vere e proprie operazioni di guerra psicologica rivoluzionaria”.

Il vocabolario. Da quando la Scuola di Francoforte iniziò a studiare in modo sistematico il linguaggio come strumento rivoluzionario, questo è diventato un’arma importante della guerra psicologica rivoluzionaria. Dice il dott. Plinio: “Un altro strumento di guerra psicologica rivoluzionaria è la manipolazione del linguaggio. Ciò che io potrei dire su tale manipolazione non ha limiti”.

La musica. Dice il pensatore brasiliano. “È evidente, ed è anche dimostrato da studi scientifici, che la musica moderna semina disordine nella vita delle persone. A sua volta, questo disordine crea l’appetito per la musica moderna. Perché se questa musica produce disordine, allo spirito dedito al disordine piacerà questa musica, perché la dipendenza ama essere nutrita. Dalla cacofonia chiamata musica moderna nascono necessariamente altre cacofonie. Ecco la musica come fattore nel processo rivoluzionario”.

I tipi umani. I tipi umani mostrano un certo stato psicologico, e possono rappresentare anche un certo ordine politico e sociale. Per esempio, Stalin rappresentava perfettamente la brutalità della dittatura sovietica, tanto quanto Roosevelt raffigurava la spensieratezza hollywoodiana. “Attraverso i tipi umani – dice il dott. Plinio – la Rivoluzione può presentare tutto un ordine di cose che vuole impiantare”.

L’abbigliamento.  Afferma Plinio Corrêa de Oliveira:“In ogni grande rivoluzione sociale c’è un cambio nell’abbigliamento; e in ogni grande cambio di abbigliamento c’è una rivoluzione sociale, o almeno psicologica. Per esempio, il passaggio dalla giacca alla camicia, e da questa alla maglietta è una vera Rivoluzione. Quando una persona smette di indossare la giacca e indossa solo la camicia, prende vita in lui una rivoluzione psicologica che poi sarà sociale. Egli si è lasciato prendere dal permissivismo, l’essenza della Rivoluzione”.

I ritmi. La Rivoluzione ha riempito il mondo moderno di ritmi antinaturali. Commenta il pensatore brasiliano: “Questi ritmi non hanno un significato direttamente ideologico, ma preparano disordini temperamentali. Ciò rende difficile all’intelligenza dell’uomo di andare avanti e operare normalmente. L’uomo ha bisogno di raccoglimento e di sovrapporre la serenità al trambusto, in modo tale da rivolgere lo spirito verso l’alto”.

La reazione della Contro-Rivoluzione      

Salto un lungo capitolo – che da sé potrebbe essere tema di un’altra riunione – sulla guerra psicologica rivoluzionaria nella Chiesa. E vado alla conclusione. Esiste una psy-war contro-rivoluzionaria?

Plinio Corrêa de Oliveira smonta alcune obiezioni, come ad esempio: la guerra psicologica scatena le passioni, cosa che il bene non può fare, quindi, non esiste una guerra psicologica contro-rivoluzionaria. Egli dimostra, al contrario, che ci sono azioni contro-rivoluzionarie che costituiscono guerra psicologica, perfino molto più potente di quella rivoluzionaria.

Esistono episodi della Contro-Rivoluzione totalmente nella linea psicologica. Per esempio quando la Regina Maria Antonietta affrontò la plebaglia sul balcone di Versailles. I rivoluzionari ne furono così impressionati che cominciarono a gridare Vive la Reine!

C’è, però, una sostanziale differenza: “Nella guerra psicologica rivoluzionaria i metodi affogano la ragione nella marea crescente delle impressioni; la logica diventa schiava; l’immagine, la sconsideratezza ne sono le regine. Nella guerra psicologica contro-rivoluzionaria la ragione è la regina e i metodi sono strumenti per farla regnare su tutto l’individuo. È la civiltà della logica”.

L’azione tendenziale e psicologica della Contro-Rivoluzione si fonda sul simbolismo. Le cose furono create da Dio con una funzione simbolica: esse rimandano verso l’alto, come una bella aurora, oppure verso il basso, come il maiale, simbolo della lussuria. Pondera il pensatore brasiliano: “Questa carica simbolica è in grado di parlare direttamente ai miei sensi, ordinandoli verso lo spirituale. Quando l’oggetto simbolico è tale da ordinare verso lo spirituale, esso dirige i miei sensi verso l’Ordine, mi fa percepire l’Ordine in modo eccellente. In questo modo, le cariche fortemente simboliche possono smantellare le situazioni psicologiche create dalla Rivoluzione. Questa azione raggiunge un apice quando l’uomo stesso diventa simbolo della Contro-Rivoluzione”.

Tanto più che, in questo caso, si sommano l’azione angelica e quella della grazia divina: “Posso immaginare un’azione soprannaturale che si esercita in virtù dell’azione degli angeli. Abbiamo quindi l’angelo come elemento apice della guerra psicologica contro-rivoluzionaria, producendo un’azione che anche l’anima umana stessa può produrre, ma l’angelo lo fa su scala soprannaturale”.

La guerra psicologica rivoluzionaria non si smonta con trattati dottrinali. Questi sono indirizzati alla ragione. La psy-way è tutt’altra cosa. Ben vengano i libri, ma solo se sono affiancati da un’azione anche psicologica. “Dobbiamo opporci alla Rivoluzione in tutta la linea – scrive Plinio Corrêa de Oliveira.  La Contro-Rivoluzione darà il meglio di sé solo quando al discorso razionale ne affiancherà uno simbolico. Solo allora avrà la capacità di modellare una nuova era storica che chiuda il periodo rivoluzionario. Quante azioni della Contro-Rivoluzione si sono esaurite nell’aspetto dottrinale! Come sarebbe bello se fossero state completate con un’azione psicologica! Per esempio, i nostri manifesti non dovrebbero solo essere pubblicati sui giornali, ma declamati in piazza pubblica. Le azioni della Contro-Rivoluzione devono sfociare in mosse che tocchino il temperamento, questo sarebbe l’epilogo del ragionamento. Mi duole vedere quanto la Contro-Rivoluzione sia indietro in questo campo!”.

Concludiamo con Plinio Corrêa de Oliveira affermando che la chiave della vittoria è la schiavitù d’amore alla Madonna, come definita da S. Luigi Maria Grignion di Montfort: “Credo che il segreto più profondo della lotta tra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione sia che la Madonna, comunicando questa grazia a coloro che sono suoi schiavi, comunichi la sostanza vittoriosa della Contro-Rivoluzione. E credo che tutti coloro che hanno fatto seriamente e onestamente questa consacrazione abbiano anticipato il momento in cui questa grazia si volgerà vittoriosamente contro la coorte di coloro che seguono il diavolo e li sconfiggeranno”.

 

*Conferenza data nel seminario “A scuola di politica. I fondamenti di teoria e di teoria dell’azione per chi vuole agire in politica”, organizzato dalla Fondazione Il Giglio, Napoli, 9 giugno 2022

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