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Le biblioteche pubbliche: ultimo campo di battaglia della guerra culturale

 

 

di John Horvat

Un tempo era uno spazio stabile e neutrale all'interno della comunità, ora la biblioteca è diventata l'ultimo campo di battaglia della guerra culturale. Da un lato genitori preoccupati, inorriditi dai libri per bambini pro-LGBTQ che si trovano sugli scaffali. Dall'altra, i liberal rabbiosi denunciano il "bando" di questi libri, spesso pornografici, come una violazione dei diritti dei lettori.

Lo scontro tra i due sta diventando sempre più intenso. I media liberal cercano di ridurre il dibattito a una narrazione che ritrae i genitori poveri come persone arretrate che tengono lontano i bambini dalle informazioni vitali.

Tuttavia, i genitori non impediscono ai libri di entrare nelle biblioteche, cercano solo di farli uscire. Nessuno sembra chiedersi come mai un numero così elevato di questi libri sia entrato nelle biblioteche. Questa domanda dovrebbe essere al centro della controversia.

Non serve un teorico della cospirazione: tutto è palese

La risposta è semplice. Questi libri sono nelle biblioteche perché ce li hanno messi gli attivisti ideologici. Questa infiltrazione della letteratura nelle biblioteche è iniziata negli anni Settanta. Gli attivisti nel campo delle biblioteche hanno gradualmente introdotto libri a tema LGBTQ nelle biblioteche scolastiche e pubbliche, senza permesso, senza preavviso e senza essere visti. Così, hanno imposto la loro agenda alle comunità su una vasta scala che sta venendo alla luce solo ora. Negli ultimi due anni, ci sono state 1.600 contestazioni di libri già presenti nelle biblioteche.

Non c'è bisogno di inventare una teoria del complotto per fare queste affermazioni perché sono gli attivisti di sinistra e i bibliotecari stessi a raccontare la storia. Il sito educativo liberal The 74 ha mostrato questo processo passo dopo passo in un articolo intitolato "How Libraries Came to be Sanctuaries for LGBT Kids". Il rapporto mostra come un flusso costante di materiali spesso sessualmente espliciti venga indirizzato a bibliotecari simpatizzanti della causa, che li portano rapidamente sugli scaffali.

Le biblioteche sono santuari creati apposta per eventuali "bambini LGBT". Nemmeno i più creativi teorici della cospirazione potrebbero immaginare i programmi radicali che questi bibliotecari hanno messo insieme per crearli.

Si forma una rete pro-LGBTQ

The 74 spiega come il passaggio a materiali LGBTQ sia iniziato negli anni Settanta, all'indomani dei moti di Stonewall del 1969 a New York. Un nuovo attivismo omosessuale invase tutti i settori della vita culturale della nazione.

Nel 1971, l'American Library Association formò la Task Force on Gay Liberation per fornire uno spazio pubblico alla causa omosessuale. L'associazione si affidò ad attivisti come Michael McConnell, un bibliotecario omosessuale specializzato nella cura di libri LGBTQ per le collezioni delle biblioteche. Il suo "matrimonio" fu il soggetto di un libro per bambini del 2021 intitolato "Due sposini sulla torta - la storia delle prime nozze gay in America", che fu oggetto di proteste da parte dei genitori poiché imponeva chiaramente un tema LGBTQ rivolto ai bambini.

I primi attivisti, come McConnell, fecero pressioni sulle case editrici perché proponessero alle biblioteche libri "queer”1, organizzando una formazione regolare per i bibliotecari delle scuole K-122 su come incoraggiare gli studenti LGBTQ confusi. Una serie di scenette ha insegnato al personale dei banchi di consultazione come affrontare i clienti timorosi che si vergognano di chiedere questi materiali altamente sessualizzati. Ai bibliotecari è stato mostrato come esporre questi materiali, presentandoli mescolati con altre cause per minimizzare le controversie. Gradualmente, i bibliotecari hanno imparato a trasformare la biblioteca pubblica da rifugio di apprendimento a santuario di "sicurezza e privacy".

Un'altra influente attivista della Task Force fu la defunta Barbara Gittings, una bibliotecaria lesbica degli inizi della lotta. Ha raccontato apertamente i suoi sforzi per cambiare la cultura bibliotecaria nel suo libro, Gays in Libraryland: The Gay and Lesbian Task Force of the American Library Association-The First 16 Years3.

La rete cresce

Il risultato di tutti questi sforzi graduali è che i materiali relativi alle tematiche LGBTQ sono ora abbondanti e disponibili per tutti i pubblici delle biblioteche, siano essi adulti, studenti o bambini. La Task Force on Gay Liberation, dal nome degli anni Sessanta, si è trasformata in una "Woke Rainbow Round Table”4. Essa si concentra sullo screening dei libri a tematica LGBTQ per vedere quali devono essere accantonati e quali devono vedersi assegnati premi che li rendano più attraenti per i bibliotecari.

Nel 2018, l'American Association of School Librarians ha pubblicato "Defending Intellectual Freedom: LGBTQ+ Materials in School Libraries"5, che insegna al personale scolastico come spiegare e difendere questi libri introdotti di nascosto nelle biblioteche.

Inoltre, le biblioteche non hanno bisogno di acquistare i libri. Un'organizzazione chiamata GLSEN offre le "biblioteche arcobaleno", consistenti in cofanetti da dieci libri, adatti all'età, consegnati ai bibliotecari insieme a poster e altre risorse per la classe. I cofanetti sono ora presenti in 1.800 scuole di 28 Stati. L'articolo di The 74 sottolinea che GLSEN prevede di arrivare a tremila scuole entro la fine dell'anno.

Insomma, vano sarà il faticoso tentativo di ritirare questi materiali dalle biblioteche a meno che i genitori non riescano a chiudere il rubinetto che eroga tali pubblicazioni gratuitamente, spesso grafiche, grazie agli attivisti pro-LGBTQ che non fanno mistero dei loro obiettivi.

Non un problema di sanità, ma di abuso di minori

La rete di biblioteche LGBTQ inquadra il dibattito come una questione di salute dei bambini. I suoi attivisti sostengono che la biblioteca è spesso l'unico spazio sicuro in cui i giovani curiosi possono scoprire la propria sessualità. Senza queste informazioni, i giovani possono disperarsi e possono perdersi delle vite. Sostengono, inoltre, che in mancanza di questi materiali, si creerà un ambiente non accogliente e ostile per gli studenti LGBTQ confusi.

Nell'era di Internet, dove tutto è disponibile online, queste affermazioni non hanno alcun senso. Inoltre, non c'è alcuna prova seria che si perdano delle vite umane. Quello che si sa è che il contenuto di molti di questi libri è talmente indecente da non poter essere descritto in una società educata.

Lo sforzo di trasformare le biblioteche in centri di promozione di materiali osceni è quello di convalidare lo stile di vita LGBTQ nelle menti dei giovani. L'obiettivo è abbattere alcune delle ultime barriere di pudore e decenza che difendono l'innocenza dell'infanzia. Sotto la falsa bandiera dell'assistenza sanitaria, i bambini saranno esposti a materiale pornografico vietato dalla legge. Cioè, si tratta di un abuso di minori al massimo grado.

Riformulare il dibattito

Il dibattito deve essere riformulato in termini morali. È sbagliato sottoporre chiunque, soprattutto i bambini, a rappresentazioni pornografiche di vizi innaturali. Se esposte in modo visibile, come succede in America nel mese di giugno, tutte queste biblioteche si trasformano in "santuari" del peccato. Nel tentativo di creare "spazi sicuri" per i ragazzini LGBTQ confusi, i bibliotecari attivisti li hanno trasformati in spazi non sicuri per innumerevoli ragazzini cristiani e cattolici che desiderano evitare occasioni di peccato, vitali per la loro salvezza.

I genitori sono i custodi dei loro figli davanti a Dio e alla nazione. Hanno il dovere di tenere i figli (e loro stessi) lontani da questi materiali che sono così sporchi che i genitori indignati che tentano di leggerli durante le riunioni del consiglio scolastico vengono supplicati di smettere in nome della decenza.

La vera natura della guerra culturale

L’articolo pubblicato su The 74 e altre denunce dimostrano che la controversia sulle biblioteche non è il prodotto di genitori paranoici che cercano di impedire l'accesso ai libri nelle biblioteche. Si tratta di una brutale guerra culturale, frutto di un processo calcolato e deliberato di inserimento di questi libri nelle biblioteche nel corso di decenni.

Non è sufficiente rimuovere i libri. Le reti che forniscono flussi costanti di spazzatura alle biblioteche americane vanno fermate. La natura di questa guerra culturale richiede che gli attivisti e le associazioni bibliotecarie non lavorino più contro i genitori e la comunità. Le biblioteche non devono essere luoghi ostili e insicuri dove si celebrano il peccato e il vizio.

In effetti, questa lotta è molto più grande degli scaffali delle biblioteche. I temi LGBTQ appaiono ora in modo aggressivo nelle pubblicità della birra, nei grandi magazzini e nelle partite di baseball. Ovunque si impone sulla pubblica piazza. La guerra culturale non può essere ignorata. Tutti devono prendere posizione.

 

Note

  1. definizione in Wikipedia: "Queer"(strano, eccentrico) è un termine generico utilizzato per indicare coloro che non sono eterosessuali e/o non sono cisgender. 
  2. K-12 sono le scuole pubbliche che abbracciano dal kindergarten all’ultimo anno di scuola secondaria.
  3. Gays in Bibliolandia-La task force gay e lesbica nella American Library Association – I primi anni.
  4. Tavola Rotonda Woke-Arcobaleno
  5. "In difesa della libertà intellettuale: Il materiale LGBT+ nelle scuole”

 

Fonte: Return to Order, 5 Giugno 2023.  Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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