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La fierezza, complemento armonioso dell’umiltà

 

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

Un volto virile, di una forza piena di armonia e proporzione, in cui il vigore del corpo è come penetrato e intriso dalla presenza forte e luminosa di una grande anima. Tratti fisionomici molto definiti, ma ugualmente proporzionati. Bello? Certamente. Ma, per così dire, non c’è quasi tempo per analizzare la bellezza fisica, perché lo sguardo profondo, serio, sereno, riflessivo, grave e soave allo stesso tempo, cattura tutta l’attenzione. E questo a tal punto che quasi non si nota nient’altro. È lo sguardo di un pensatore e di un uomo d’azione. Un pensatore che vede le cose dall’alto della filosofia e della teologia. Un uomo d’azione che ha lo sguardo fisso sulla realtà, che sa vedere in profondità le persone, le cose, i fatti. Una nota di malinconia nello sguardo, un tono fermo ed energico sulle labbra, l’atteggiamento nobile ed elevato di tutta la sua persona, le mani che sembrano fatte per comandare, ci fanno vedere in quest’uomo straordinario un combattente che non si fa illusioni sul mondo, che ha preso definitivamente posizione di fronte ad esso, ed è pronto a tutte le battaglie che la vita gli presenta. Tutto questo è presentato come illuminato da una sottigliezza di espressione e da un’aristocratica affabilità che lasciano intravedere il nobile e il diplomatico.

Tale era la ricca personalità di colui che in questa vita si chiamava Raffaele Cardinale Merry del Val, Arcivescovo titolare di Nicea, e che passò alla storia come Segretario di Stato di San Pio X.

Proveniva da una famiglia aristocratica, figlio del marchese Merry del Val e della contessa di Zulueta, e nelle sue vene scorreva sangue illustre di vari Paesi europei: Spagna, Inghilterra e Olanda. Consacrandosi al servizio della Chiesa, ricevendo gli Ordini Sacri e la pienezza del Sacerdozio, non perse nessuna delle sue doti naturali, ma anzi le elevò. La grazia, infatti, non distrugge la natura, ma la eleva e la santifica. La sua profonda saggezza scaturiva da una fede ardente, da una pietà ammirevole. La sua forza era l’espressione di una temperanza soprannaturale. La sua dignità era il frutto di un’alta coscienza del rispetto che doveva a sé stesso per tanti motivi naturali e soprattutto soprannaturali.

In un’epoca in cui un vento di nefandezza soffia su tutto e cerca persino di rendere più mediocre il Sacerdozio propugnando un tipo di chierico stentato, volgarizzato, secolarizzato, secondo la demagogia imperante, la nobile figura del Cardinale Merry del Val si erge a meraviglioso modello di dignità soprannaturale, che ci fa ben comprendere l’ineffabile dignità del Sacerdote nella Chiesa di Dio. Una dignità che può risplendere tanto in un prelato come Rafael Merry del Val quanto nel più umile vicario di paese.

La fierezza cristiana non è l’opposto dell’umiltà. È piuttosto il suo armonico complemento.

Il Segretario di Stato di San Pio X era un’anima profondamente umile e a lui dobbiamo una delle più belle pagine sull’umiltà cristiana.

In questa sezione, in cui di solito mettiamo a confronto due immagini contrastanti, oggi confrontiamo una fotografia con una preghiera.

Così i nostri lettori vedranno come in un cuore veramente e soprannaturalmente cattolico la più alta dignità conviva con la più profonda umiltà: un’imitazione di quel Sacro Cuore di cui la Chiesa ci dice che è insieme mite, umile e di infinita maestà.

 

O Gesù, mite e umile di cuore! Esauditimi

Dal desiderio di essere stimato – Liberatemi, Gesù.
Dal desiderio di essere amato – Liberatemi, Gesù,
Dal desiderio di essere decantato – Liberatemi, Gesù.
Dal desiderio di essere onorato – Liberatemi Gesù.
Dal desiderio di essere lodato – Liberatemi, Gesù.
Dal desiderio di essere preferito agli altri – Liberatemi, Gesù.
Dal desiderio di essere consultato – Liberatemi, Gesù,
Dal desiderio di essere approvato – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere umiliato – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere disprezzato – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di soffrire ripulse – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere calunniato – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere dimenticato – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere preso in ridicolo – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere ingiuriato – Liberatemi, Gesù.
Dal timore di essere sospettato – Liberatemi Gesù. 

Che gli altri siano amati più di me – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Che gli altri siano stimati più di me – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Che gli altri possano crescere nell’opinione del mondo e che io possa diminuire – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Che gli altri possano essere impiegati ed io messo in disparte – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Che gli altri possano essere lodati ed io, non curato – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Che gli altri possano essere preferiti a me in ogni cosa – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Che gli altri possano essere più santi di me, purché io divenga santo in quanto posso – Gesù datemi la grazia di desiderarlo!.

 

Fonte: Catolicismo”, Nº 44 – Agosto 1954, pag. 7. Traduzione a cura del sito pliniocrreadeoliveira.info.