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Natale: perché santo e felice?

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

         La gioia del Santo Natale trascende ogni dolore terreno. E per questo, anche in circostanze così tristi, il Natale sarà per noi occasione di consolazioni interiori.

         Come si combinano questi due aspetti del Natale: santo e felice? Secondo il mondo, le parole si escludono a vicenda. La santità è la via dell’austerità; spesso è la via della rinuncia. È quindi il contrario di ciò che il mondo intende per felicità. Di conseguenza, per una persona con mentalità rivoluzionaria, con mentalità moderna, parlare di un santo e felice Natale sembra un mero gioco di parole.

         Il vero cattolico, però, sa che il Natale è occasione di grazie ineffabili e di straordinarie gioie interiori. E la ragione di ciò è che diventa palpabile che il Verbo di Dio si è fatto carne ed è venuto in mezzo a noi.

         La nostra anima è così trasportata in una zona più alta di riflessioni, in cui ci disconnettiamo dalle vicissitudini della vita quotidiana, una zona in cui possiamo sentire che questo fatto soprannaturale e religioso ci riempie di una gioia immensa. Questa gioia allontana, eclissa, cancella i fastidi della vita quotidiana. Siamo stati portati ad un altro livello.

         In questo Santo Natale, chiedo alla Madonna di posare il Bambino Gesù nell’anima di ciascuno di noi. Che Ella faccia sentire a ciascuno questa grazia del Santo Natale in tutta la sua pienezza. E se la Madonna decide, nei segreti della Sua Materna Provvidenza, che per qualcuno questo Natale sarà arido, chiedo che Ella gli dia forza d’animo per cui possa sopportare l’aridità e vivere in pace il Santo Natale, comprendendo che l’aridità può non derivare da qualche peccato o imperfezione, ma addirittura essere un premio alla virtù. E allora dobbiamo accogliere volentieri questa aridità, offrirla con gioia, come dono a Gesù Bambino.

         Chiedo quindi alla Madonna che a mezzanotte, quando si ricorda l’augusto momento in cui Nostro Signore Gesù Cristo lasciò il sacrale grembo della Beata Vergine Maria per entrare nella terra, Lei apra per ciascuno di noi un torrente di grazie per l’Anno Nuovo. Chiedo che quest’anno sia uno di grandi battaglie, ma anche di grandi misericordie e di grandi conversioni.

         Forse mai come oggi la speranza sia diventata tanto necessaria. Nel momento in cui la Rivoluzione si manifesta con tanta brutalità, abbiamo quasi il diritto di aspettarci grazie e aiuti speciali da Dio.

         Quindi, miei cari: fiducia, spirito combattivo, sempre avanti, disposti a tutto per la Madonna! Facciamo tutto per Lei, ben sappendo che Lei farà per noi incomparabilmente di più di quanto noi stiamo facendo per Lei. Chiedo alla Madonna che dia alla vostra voce un timbro soprannaturale per annunciare ovunque la Controrivoluzione e il Regno di Maria. La Madonna agisca nell’anima di ciascuno in modo tale che le vostre parole abbiano quella forza che è, come San Paolo diceva “la spada dello Spirito”, cioè una lama a doppio taglio che penetra fino alla giuntura dell’anima e lo spirito, e alla quale nessuno può resistere.

(Plinio Corrêa de Oliveira, messaggio di Natale per i soci e cooperatori delle TFP, 21 dicembre 1971)