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Plinio Corrêa de Oliveira e la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo 

 

By P.P.Pyres - Own work, CC BY-SA 4.0, wikimedia

 

di Robert Lazu Kmita, PhD

Nella sua Prima Lettera ai Corinzi, San Paolo Apostolo mostra perché Dio permette l'esistenza delle eresie:

È necessario, infatti, che vi siano anche eresie: affinché si manifestino quelli tra voi che sono approvati (1 Corinzi 11,19).

Così come, nel caso del giusto Giobbe, gli attacchi del maligno — permessi da Dio — rivelarono le virtù di quell'uomo illustre, allo stesso modo la manifestazione delle eresie e degli eretici nel corso della storia consente di svelare quei viri probati capaci di discernere e rigettare l'errore. L'intera storia della Chiesa, dai suoi inizi fino ai giorni nostri, non è altro che una lunga serie di attacchi delle eresie contro la vera fede della Chiesa, che è «unam, sanctam, catholicam et apostolicam».

Al termine di questo percorso plurimillenario, tutte le eresie sono state sostituite da ciò che San Pio X chiamò la vera «sintesi di tutte le eresie», ossia il Modernismo, come descritto nella sua enciclica Pascendi Dominici Gregis (1907). Citando questa enciclica, abbiamo già nominato uno di quei viri probati — lo stesso Papa Pio X — suscitato da Dio per combattere gli errori del nostro tempo. Accanto al successore di San Pietro, altri fedeli cattolici — chierici, laici e monaci — hanno difeso la Rivelazione contro il modernismo. Ma per mostrare la nostra gratitudine, dobbiamo prima conoscerli. Far conoscere questi autori e le loro idee è una delle missioni principali del sito OnePeterFive, diretto dal Sig. Timothy Flanders.

Un elenco il più completo possibile dovrebbe includere Michael Davies, l'Arcivescovo Marcel Lefebvre, Malachi Martin, Romano Amerio, Walter Matt e suo figlio Michael J. Matt, Padre Roger-Thomas Calmel, O.P., Dietrich von Hildebrand, John Senior e Jean Borella. Per chi ha familiarità con questi nomi (o almeno con alcuni di essi), sarà immediatamente chiaro che il nome di Plinio Corrêa de Oliveira (1908–1995) non può mancare in un tale elenco.

Nato a San Paolo, Brasile, in una famiglia onorevole di cattolici devoti, il Dott. Plinio fu uno dei più tenaci difensori dell'antica Tradizione cattolica. Tutta la sua vita e il suo atteggiamento sono perfettamente riassunti nell'epitaffio inciso sulla sua tomba:

Plinio Corrêa de Oliveira, vir totus catholicus et apostolicus, plene romanus — uomo pienamente cattolico e apostolico, pienamente romano.

Vale la pena notare che tutti questi aggettivi che descrivono il Dott. Plinio rappresentano dimensioni essenziali della Tradizione cristiana, che è l'aria che la Chiesa respira, permeata dall'opera discreta dello Spirito Santo. Il primo, la «Cattolicità», si riferisce alla sua universalità, manifestata attraverso la Chiesa diffusa su tutta la terra. Il secondo, l'«Apostolicità», riguarda la qualità della professione di fede e la continuità di quella stessa fede — attraverso la Santa Tradizione stessa — fino a noi, i cristiani di oggi. Infine, il terzo segno distintivo, la «Romanità», si riferisce alle caratteristiche della struttura civilizzatrice e giuridica dell'Impero Romano, che la Divina Provvidenza utilizzò per la diffusione della Fede nel mondo.

Venni a conoscenza degli scritti del pensatore brasiliano durante i miei studi universitari in filosofia. Il nostro professore di lingua greca aveva all'epoca sulla scrivania un libro con la copertina rossa, recante l'immagine di un leone dorato con una piccola croce sul petto: era l'edizione rumena della breve opera Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. Sotto l'influenza degli scritti del Dott. Plinio, il nostro professore evidenziava spesso, nelle sue lezioni, le caratteristiche negative della modernità. Più frequentemente, sottolineava il suo atteggiamento di completo rigetto della Tradizione — sia la sacra Tradizione della Chiesa, sia la tradizione culturale e morale fondata sui valori della civiltà medievale occidentale.

La corsa verso ciò che è nuovo e alla moda — verso le ultime innovazioni e i prodotti più recenti, per quanto dannosi o immorali possano essere (come la medicina contraccettiva e le pillole abortive) — esclude qualsiasi riferimento ai valori cristiani e alle virtù delle epoche passate. Il mondo sembra aver apostatato su scala globale. Di conseguenza, le moderne società laiche escludono, attraverso la «separazione tra Chiesa e Stato», il bene più grande dell'anima: la salvezza.

Presentandoci gli autori classici greci e latini, il nostro professore sviluppava una critica sostanziale della modernità, che solo in seguito avrei appreso essere ispirata al libro di Plinio Corrêa de Oliveira Rivoluzione e Contro-Rivoluzione.

Un'altra idea fortemente sottolineata nei suoi scritti è il valore centrale della «gerarchia» — sia ecclesiastica che secolare (politica e militare). Inseparabilmente connesso alla gerarchia politica e sociale è il valore della trasmissione ereditaria di doni e qualità, come nelle case reali e aristocratiche europee, ma anche nei mestieri tramandati di padre in figlio. Tutti questi valori vengono sistematicamente minati ed esclusi in nome dell'ideale supremo del «Mondo Nuovo» (Aldous Huxley): l'uguaglianza assoluta.

Dietro tutte le rivoluzioni e le convulsioni sociali degli ultimi secoli, il Dott. Plinio individua inconfondibilmente la presenza di un'idea terribilmente distruttiva: la non-esistenza di differenze gerarchiche tra le persone. Differenze che, ricordiamolo, sono fondate sia sulle doti native (Dio dà doni e qualità diversi, non è vero?) sia sulle differenze di stato, funzione, competenza e responsabilità. Il messaggio generalizzato con cui le ideologie dominanti ci alimentano continuamente è quello dell'egualitarismo. Tutti abbiamo le stesse possibilità dalla nascita, dunque siamo tutti liberi di diventare ciò che desideriamo. Le sirene ingannatrici del mondo odierno ripetono instancabilmente: «Segui il tuo sogno…» Molto probabilmente, non c'è mai stata nella storia del mondo una menzogna così grande, così profonda, eppure così largamente diffusa. Così come Papa Benedetto XVI denunciò l'errore del relativismo, il Dott. Plinio denunciò incessantemente l'errore dell'egualitarismo.

Lo fece non soltanto esponendolo e denunciandolo, ma anche dimostrando il ruolo speciale che le élite reali e aristocratiche hanno svolto nell'intera storia del mondo occidentale e della Chiesa. Senza l'esistenza di numerosi re e imperatori cattolici — da Costantino il Grande al Beato Imperatore Carlo d'Austria — l'esistenza della Civiltà e della Cultura cristiana sarebbe inconcepibile. Un'opera di tale natura, al contempo storica e apologetica, possedeva anche un carattere missionario, poiché il Dott. Plinio cercava continuamente di ricordare ai discendenti delle case reali e aristocratiche cristiane i valori principali che sono chiamati a servire e a trasmettere.

Attraverso tutte le sue opere — tra le quali spicca Nobiltà ed élite tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII (1993) — egli combatté l'egualitarismo affermando e dimostrando il valore insostituibile della gerarchia che vi si oppone. Il rispetto per i superiori, fondato sul quarto comandamento del Decalogo, quello di onorare i propri genitori, fu trasmesso dal Dott. Plinio sia attraverso i suoi numerosi scritti sia attraverso il suo esempio. Egli diede una lezione esemplare quando — rifiutando di accettare la politica di Papa Paolo VI verso i Paesi comunisti (la cosiddetta Ostpolitik) — dichiarò pubblicamente che avrebbe resistito alle decisioni papali a tale riguardo. Ma pur riconoscendo che, in pratica, si stava opponendo alla politica servile di un Papa, lo fece riconoscendo chiaramente l'autorità dell'ufficio pontificio. Così, anche quando fu posto nella spiacevole situazione di opporsi a un superiore, il Dott. Plinio lo fece rispettando la gerarchia stabilita da Dio stesso.

Da quanto esposto finora, emerge un'altra idea molto importante, espressa attraverso una nozione teologica meno nota: l'«aseità». Solitamente applicata solo a Dio, essa è — secondo l’Enciclopedia Cattolica — «la proprietà per cui un essere esiste di per sé e da sé stesso». Applicato all'uomo, tuttavia, l'attributo non possiede più le caratteristiche assolute che ha in riferimento a Dio. Ciò che indica, invece, è la rettitudine e la stabilità interiore di un essere umano pienamente realizzato. Se volessimo proporre un'immagine geometrica, l'aseità umana è come un cilindro il cui centro di gravità cade all'interno della sua base: il cilindro starà in piedi. Se il centro di gravità cade fuori dalla base, crollerà. In una parola, la presenza dell'aseità in una persona indica qualcuno dotato di carattere. Per rendere il concetto più chiaro, possiamo dire che tale persona non è influenzata dalle mode: le decisioni riguardanti l'aspetto, l'abbigliamento, il comportamento, ecc., si fondano esclusivamente su valori morali immutabili.

Ho scelto l'esempio dell'abbigliamento perché questo era uno dei temi preferiti del Dott. Plinio. Egli scrisse molti articoli su tali argomenti, ricordandoci il significato del nostro modo di vestire. Oggi questo è, il più delle volte, determinato dal capriccio individuale — «Mi vesto come voglio». Naturalmente, le agenzie di marketing e le case di moda fanno di tutto per dettare tirannicamente lo stile a coloro che desiderano sentirsi comodi e rilassati. Una persona ben educata, un vero cristiano, dice il Dott. Plinio, si veste secondo certi principi. Il primo di questi è gerarchico: l'abbigliamento deve rappresentare il proprio rango sociale. Al tempo stesso, deve evitare ogni occasione di scandalo (motivo per cui una donna cristiana non indosserà mai pantaloni o minigonne). Quando lessi tali affermazioni in In difesa dell'Azione Cattolica (1943), compresi per la prima volta perché certe guide spirituali ottocentesche per la confessione insegnassero che è immorale vestirsi più riccamente di quanto il proprio rango consenta. Il Dott. Plinio me lo chiarì: l'abbigliamento non deve mai diventare un mezzo di orgoglio o vanità, bensì un rigoroso riferimento al proprio livello gerarchico e al proprio stato sociale.

Infine, insieme a tutto ciò che è stato detto finora, aggiungerò un'ultima idea eccezionale contenuta in un'opera del Dott. Plinio pubblicata in Italia nel 2013: Innocenza primordiale e contemplazione sacrale dell'universo. Creato da Dio Onnipotente, l'universo è un libro magnifico leggibile da coloro che conoscono il linguaggio dei simboli sacri. Ciò è possibile perché il creato possiede un carattere iconico che, attraverso analogie, indica le realtà del mondo invisibile, eterno, imperituro. E questo carattere — come una cattedrale sommersa sul fondo di un lago — non può essere cancellato da alcuna calamità o catastrofe. È lì, come l'impronta lasciata nella cera da un sigillo divino. Ciò che conta è che impariamo il linguaggio appropriato per decifrare i segni sacri e leggere il sigillo. È precisamente ciò che il Dott. Plinio Corrêa de Oliveira desidera ricordarci, strappandoci dalla tirannia del paradigma meccanicistico-materialista dominante. Molti autori, animati da buone intenzioni, hanno tentato di farlo. Il pensatore brasiliano è tra i pochi che vi sono riusciti. Dipende da noi continuare la sua opera e rendere fecondi i semi che ha seminato nel terreno delle nostre menti e dei nostri cuori.

 

Fonte: OnePeterFive, 27 febbraio 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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