Covid-19

  • Card. Raymond Leo Burke. Lettera a coloro che pregano per me

     

     

    25 settembre 2021

    Cari fratelli e sorelle in Cristo,
     
    Ringraziandovi ancora una volta, con tutto il cuore, per le vostre fedeli e generose preghiere per il recupero della mia salute, vi scrivo per aggiornarvi sui progressi della mia riabilitazione. Nel ringraziarvi, ringrazio soprattutto Nostro Signore che, in risposta alle vostre preghiere, mi ha conservato in vita. Ringrazio anche Nostra Signora di Guadalupe, e tutti i santi per intercessione dei quali avete offerto e state offrendo preghiere per me.
     
    Il 3 settembre scorso, ho lasciato l'ospedale per prendere la residenza in una casa vicino a dove vivono i membri più vicini della mia famiglia. La casa è ben adattata al programma di riabilitazione che sto seguendo. Il mio segretario sacerdote è venuto da Roma per stare con me e assistermi nel mio programma di riabilitazione. Mi sta anche aiutando a rispondere alla corrispondenza e ad affrontare i molti cambiamenti di programma resi necessari dal periodo in cui sono stato in ospedale e ora per le diverse settimane di cui avrò bisogno per recuperare il più possibile dalla malattia.
     
    Anche se sto facendo progressi costanti, sono lenti. I medici e i terapisti che dirigono il programma di riabilitazione mi assicurano che è necessariamente così e che sto facendo bene. Da parte mia, sto cercando di far progressi con la pazienza. Le mie principali sfide, al momento, sono la riconquista di alcune abilità fisiche fondamentali necessarie per la mia vita quotidiana, e il superamento di una generale stanchezza e difficoltà di respirazione, che sono tipiche di chi ha subito il contagio del virus Covid-19. Non posso prevedere quando sarò in grado di tornare alle mie normali attività. A quanto pare, ci vorranno ancora diverse settimane.
     
    Mi dispiace di non poter rispondere individualmente alle vostre comunicazioni, poiché devo concentrare le mie limitate energie per recuperare le forze. Anche per questo motivo, devo limitare il numero di telefonate e visite personali che ricevo. Vi sono profondamente grato per la vostra comprensione.
     
    Nostro Signore mi ha conservato in vita per qualche opera che vuole che io compia, con l'aiuto della Sua grazia, per amore Suo e del suo Corpo mistico, la Chiesa. Sono determinato a utilizzare il presente periodo di riabilitazione nel miglior modo possibile, in modo da essere preparato a svolgere la Sua opera. Durante tutto il tempo trascorso in ospedale e ora, continuo a mettermi sotto la cura di Nostra Madre, in modo che il mio cuore, uno con il Suo Cuore Immacolato, possa riposare sempre saldamente nel Sacratissimo Cuore di Nostro Signore. Come padre spirituale nella Chiesa, ho contato molto sull'aiuto di San Giuseppe, il cui Cuore Purissimo ha abbracciato il Cuore di Maria, sua vera sposa, e di Gesù, il suo Divin Figlio affidato alle sue cure paterne.
     
    Vi prego di continuare a pregare per la mia completa guarigione. Da parte mia, ogni giorno offro le mie preghiere e sofferenze per le vostre numerose intenzioni. Preghiamo tutti e offriamo sacrifici per il mondo e per la Chiesa, che sono assediati da tanta confusione e da tanti errori con grande e anche mortale danno di molte anime.
     
    Chiedendo a Dio di benedire voi, le vostre case e tutte le vostre opere, resto.
     
    Vostro nel Sacro Cuore di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria, e nel purissimo Cuore di San Giuseppe,
     
    Raymond Leo Cardinale Burke
     
     
    Traduzione: Sabino Paciolla
  • Cresce l’invadenza del potere tecnico-politico: dal corpo sociale a quello individuale

     

     

    di Guido Vignelli

    Speranze e timori di trent’anni fa

    Se vogliamo capire meglio la pericolosa situazione in cui ci troviamo, bisogna fare un passo indietro e rievocare le illusioni di trent’anni fa al fine di valutare le delusioni di oggi.

    Dopo il crollo dei regimi sovietici, gran parte della pubblicistica sosteneva che la diffusione delle comunicazioni e la crisi delle ideologie avrebbero provocato la morte del comunismo, il tramonto del socialismo e la vittoria del sopravvissuto modello politico liberale. Il sistema caratterizzato da eguaglianza, uniformità, accentramento, pianificazione e controllo avrebbe ceduto a quello caratterizzato da libertà, diversità, pluralismo, partecipazione, decentramento e semplificazione.

    Gli ottimisti speravano che la politica liberale avrebbe favorito le forze sane della società, estinto quelle sovversive e abbattuto i regimi oppressivi, aprendo un’epoca di progresso. Per contro, i pessimisti temevano che la politica liberale avrebbe favorito le forze sovversive e indebolito quelle sane, aprendo un’epoca di barbarie e di caos.

    Tuttavia, un’altra pubblicistica prevedeva uno scenario futuro non tanto distruttivo quanto costruttivo, anch’essa però dividendosi sul modo di valutarlo.

    Gli ottimisti speravano che la politica liberale avrebbe accelerato la costruzione di un “nuovo ordine mondiale”, guidato da una élite cosmopolitica di competenti, che avrebbe promosso le “libertà civili” ottenute dalle moderne democrazie. Per contro, i pessimisti temevano che quest’ordine avrebbe imposto un regime tendenzialmente totalitario, basato sul controllo delle società assicurato da una tecnocrazia che avrebbe ristretto gli spazi di libertà.

     

    Un risultato apparentemente paradossale

    Negli ultimi decenni, queste previsioni si sono parzialmente realizzate, ma in modo diverso da quello allora descritto, tanto paradossale da mettere in dubbio sia la sconfitta del social-comunismo che la vittoria del liberalismo.

    Infatti, la fine dei regimi sovietici europei non ha coinvolto quella dei regimi comunisti orientali, ma anzi ne ha creati di nuovi, ad esempio nell’America Latina.

    Inoltre, la crisi dei movimenti socialisti non ha impedito ai loro partiti di rilanciarsi in chiave ecologista e di andare o ritornare al potere in molti Stati, Italia compresa. Infine, la vittoria del liberalismo sta favorendo la formazione di un nuovo sistema di potere cosmopolitico che ricupera alcuni aspetti del programma social-comunista; per esempio, la sharing economy auspicata dal Great Reset prevede di sostituire la proprietà privata dei beni con il loro uso collettivo tramite internet.

    Ciò non deve meravigliare. Il liberalismo è un metodo (falsamente) critico capace di distruggere ma incapace di costruire, mentre il comunismo è un progetto (falsamente) costruttivo che presuppone l’opera distruttiva del liberalismo. Essendo prodotti dalla stessa rivoluzione, metodo liberale e progetto comunista sono funzionali tra loro per cui, quando l’uno è in crisi, l’altro gli viene in soccorso.

    Oggi che il progetto comunista è fallito, il metodo liberale lo sta soccorrendo nel tentativo di surrogarlo. Infatti, la cultura scettica e permissiva impedisce alla società di disintossicarsi dal relativismo e dal materialismo; inoltre, la politica cinica e compromissoria impedisce alle forze sane di organizzare un’alternativa efficace alla ricorrente tentazione comunista.

    La progettata “società postmoderna” sarà un compromesso tra quella liberale e quella comunista, che si presenta come una sintesi dei loro pregi, ma in realtà è una sintesi dei loro difetti, di permissivismo liberale e oppressione comunista. Ciò spiega come mai molti socialisti di ieri siano diventati i liberali di oggi, mentre molti liberali di oggi stiano diventando i socialisti di domani.

    Questo risultato era stato previsto e temuto da personalità cattoliche, come il prof. Plinio Corrêa de Oliveira. Già cinquant’anni fa, riflettendo sulle conseguenze del “Sessantotto”, egli aveva ammonito che la “quarta Rivoluzione” avrebbe tentato di realizzare quella sintesi tra liberté ed égalité che avrebbe prodotto una fraternité che mira a creare l’“uomo nuovo” e a unire tutti i popoli nella massonica “Repubblica Universale”.

     

    Verso una nuova forma di totalitarismo

    Trent’anni fa, sembrava che il trionfo del liberalismo avrebbe fatto diminuire il potere politico spostandolo dal vertice alla base, dal centro alla periferia; all’insegna di motti come “meno Stato più società”, “meno controllo più condivisione”, si prometteva deregulation, decentramento e partecipazione.

    Eppure, oggi risulta evidente che sta accadendo l’esatto contrario. Una nuova forma di potere politico-economico-mediatico sta sempre più intervenendo in settori che non gli competono mediante commissioni, authority, leggi e prescrizioni che di volta in volta permettono, obbligano e vietano di tutto, restringendo sempre più gli spazi di libertà concreta anche nella vita quotidiana.

    Questo potere tenta oggi di diventare totalitario estendendosi dal settore pubblico a quello privato, dal campo sociale a quello individuale, al fine di sedurre menti, volontà e coscienze, di manipolare tendenze, opinioni e scelte, d’imporsi a popoli, classi, società e famiglie, usando tutti i numerosi mezzi tecnici messi a sua disposizione.

    Essendosi rifiutato di riconoscere una verità certa e di tendere a un bene oggettivo, questo potere si riduce alla tecnica “gestione delle risorse”, siano esse cose o persone, per cui tutto si riduce ad “applicare le regole”, nel campo politico come in quello etico e religioso. Eppure, in nome del relativismo, questo potere pretende d’imporre le proprie convinzioni come indiscutibili e, in nome del permissivismo, pretende d’imporre le proprie decisioni come inappellabili.

    Non c’è da meravigliarsi di questo paradossale risultato: il permissivismo liberale suscita una tendenza anarchica che richiede di essere bilanciata dalla repressione comunista. Del resto, permettere e tutelare le false libertà di alcuni comporta inevitabilmente vietare e reprimere le vere libertà di altri. Ad esempio, tutelare per legge i “diritti civili” libertari richiede che i poteri legislativi, esecutivi e giudiziari (locali, nazionali, soprannazionali) controllino dispoticamente l’intera vita sociale.

    Insomma, assistiamo alla maturazione di quella democrazia totalitaria già tentata dalla Rivoluzione Francese mediante il Terrore giacobino. Pertanto, oggi dobbiamo ripetere il profetico ammonimento rivolto due secoli fa da Juan Donoso Cortès: “il mondo cammina verso la costituzione di un dispotismo, il più gigantesco e assoluto mai esistito a memoria d’uomo” (Discorso al Parlamento spagnolo, 4-1-1849). Il fatto ch’esso forse ci sarà risparmiato dalla Divina Provvidenza non ci esime dall’impedire che prevalga nelle società odierne.

     

    Dalla biocrazia alla sanitocrazia

    La novità del nostro tempo è costituita dal fatto che l’ingerenza del potere nella vita quotidiana sta facendo un salto di qualità, estendendosi dal corpo sociale a quello individuale. La sociocrazia del positivismo ottocentesco ha prodotto una biocrazia che oggi si realizza in una sanitocrazia, tentando d’imporre un capillare controllo sanitario che assicuri la “purezza” e la “qualità della vita” di ambienti, famiglie e individui.

    Di conseguenza, la vita quotidiana viene “medicalizzata” in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue fasi: dal concepimento alla nascita, dalla pubertà alla riproduzione, dalla vecchiaia alla morte; essere in salute è un dovere di “solidarietà sociale”. Pertanto, se non vogliono essere scartati, anche i sani devono sottoporsi alla inquisizione sanitaria, realizzata da procedure diagnostiche e terapeutiche effettuate da sempre più sofisticati e invasivi apparecchi tecnologici.

    Anche in questo nuovo settore, il potere totalitario tenta di giustificare la propria invadenza propagandando una falsità, o almeno una verità falsificata, che suscita spavento e dispone alla sottomissione. Si prospetta cioè il dovere affrontare un grave pericolo – cospirazione, rivolta, terrorismo, guerra, carestia, epidemia, inquinamento – che minaccia la integrità o la salvezza di una classe o di un popolo.

    Per esempio, da molti anni, potenti organizzazioni cosmopolitiche – come ONU, UNESCO, FAO, OMS, Unione Europea e World Economic Forum – sostengono che la sopravvivenza del pianeta sia minacciata dalla eccessiva crescita della natalità umana. Pertanto, essi pretendono che le arti mediche s’impegnino non tanto a far nascere, guarire e salvare vite umane, quanto a realizzare una politica antinatalista ed eugenetica mediante sterilizzazione, contraccezione, aborto, eutanasia di massa.

    Più recentemente, le sopra citate organizzazioni alimentano una propaganda mondiale sulla nota epidemia da virus SARS/COVID-19, presentandola come talmente pericolosa da costituire un’assoluta emergenza. Secondo loro, la crisi potrà essere risolta solo mediante una drastica politica sanitaria che affidi pieni poteri a un nuovo sistema politico-medico-farmaceutico, di carattere cosmopolitico, capace di esercitare un “nuovo potere costituente” tale, da avviare il maggior esperimento sociale d’inquadramento burocratico della popolazione finora tentato nei regimi democratici.

    In realtà, questa manovra ha finalità non tanto sanitaria quanto di potere, perché mira a ottenere un controllo assoluto del corpo sia sociale che biologico, sospendendo i diritti civili e le leggi fondamentali degli Stati, eludendo le esigenze di qualunque altro valore, anche morali e religiose. Lo dimostra il provvedimento che impone a tutti un green pass senza il quale non si può fare nulla.

    Questa politica sanitaria presuppone le seguenti tesi materialistiche: il corpo è il massimo bene umano; mantenerlo in salute è il massimo dovere civile; preservare l’integrità biologica della società è il massimo interesse comune. Di conseguenza, l’autorità sanitaria e il potere politico hanno diritto di sacrificare le esigenze spirituali a quelle cliniche, anche impedendo ad ogni individuo, famiglia e comunità di compiere i propri doveri civili, morali e religiosi.

    Tesi così false attuano un totale sovvertimento dei valori, sottomettendo quelli spirituali a quelli materiali; pertanto, esse sono condannate non solo dalla verità cattolica, ma anche dalla bioetica e dal diritto naturale. A questa prospettiva bisogna obiettare, parafrasando un noto ammonimento evangelico: “chi pretenderà di salvare la salute materiale sacrificandole quella spirituale, finirà col perdere entrambe; chi invece sarà disposto fare l’inverso, le salverà entrambe”.

     

    © La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

  • Il Covid, la depressione e il segreto della felicità

     

     

    di Norman Fulkerson

    Una conseguenza della crisi del Covid è il proliferare della depressione. Ho scoperto quanto sia diffusa parlando con il mio amico Dave. Mi ha confidato di non essere più lo stesso dalla pandemia e che a volte fa fatica a gestirla. La soluzione per il suo dolore è ciò che ogni uomo desidera e pochi ottengono. Si chiama felicità!

    Dopo la mia conversazione con Dave, mi sono imbattuto in un articolo sul Wall Street Journal intitolato Keeping Workers Happy Is No Joke to These Officers, di Callum Borchers [1]. Nell’articolo si spiega come le aziende stanno aiutando le persone come il mio amico Dave a essere felici e produttive.

    Tutti hanno sentito parlare degli amministratori delegati (CEO) e dei direttori finanziari (CFO). Callum Borcher riferisce che molte aziende hanno ora aggiunto al loro personale un CHO o Chief Felicity Officer.

    Uno di questi CHO è Erika Conklin, assunta da una start up di marketing digitale. Nel quadro del suo lavoro, Erika Conklin ha recentemente fornito “birra e moto d’acqua per un ritiro aziendale a Sarasota, in Florida”. Izzy Blach, un altro CHO, ha organizzato una partita di pallavolo aziendale per illuminare una giornata altrimenti uggiosa.

    Che cosa sia effettivamente un CHO è difficile da determinare. Tuttavia, l’articolo sottolinea che “migliaia di lavoratori ora si identificano come tali su Linkedin”.

    In realtà, questo nuovo gruppo di “capi” fa solo credere alla persona di essere felice. Coloro che soffrono di tristezza sono in gran parte il prodotto di un mondo freneticamente intemperante, nel quale non troveranno mai la vera gioia nelle moto d’acqua. La velocità della vita è un ostacolo, non un percorso, per chi cerca questa perla di grande valore.

    L’articolo provoca una domanda molto importante. Che cos’è la felicità e come la raggiungiamo?

    Questo è l’argomento di un libro intitolato Felicità e contemplazione di Josef Pieper, nel quale l’autore spiega come la nostra brama di felicità sia indissolubilmente legata alla nostra natura. La cerchiamo naturalmente. Anche se abbiamo il libero arbitrio, non possiamo scegliere di rinunciare al desiderio di essere felici.

    Gli specialisti di marketing spesso fanno appello proprio a questo desiderio travolgente. Se analizzi spot televisivi, cartelloni pubblicitari e annunci radiofonici, tutti portano lo stesso messaggio sottostante: “Compra questo prodotto e sarai felice”.

    Tuttavia, le forme di “felicità” che questi inserzionisti vendono fanno spesso appello a piaceri legati alla nostra natura decaduta. Alcuni anni fa, Justin Petruccelli nell’articolo intitolato Il marketing per i sette peccati capitali, quando si tratta di aziende a prova di recessione, il vizio è bello [2] ha mostrato come i marketer inducano i consumatori ad acquistare un prodotto incitandoli a cedere ai loro istinti di base.

    Sebbene siano ovviamente sbagliati, tali istinti non portano alla felicità. Infatti anche le gioie legittime, come quelle offerte dai CHO, non possono soddisfarci. Josef Pieper spiega che ciò è dovuto al fatto che “ogni gratificazione che otteniamo, sebbene abbastanza piacevole, punta sempre a quella finale”.

    Perciò, conclude, “ogni appagamento da questa parte del Cielo ne rivela immediatamente l’inadeguatezza. È subito evidente che tali soddisfazioni non bastano; non sono ciò che cercavamo veramente; non possono davvero soddisfarci affatto”.

    La prova di questa verità può essere vista in ciò che secondo la maggior parte degli umani porterà loro la felicità: il denaro. Le storie abbondano sulla miseria dei vincitori di jackpot da un milione di dollari. La maggior parte dei vincitori della lotteria vive per pentirsene e spesso ammette che vincere ha reso le loro vite un vero inferno.

    Una simile disillusione si verifica con coloro che cercano la felicità dalle macchine e dai gadget. Poiché la tecnologia sta avanzando in modo esponenziale, ciò che compriamo oggi sarà obsoleto domani.

    Quando gli viene chiesto se è soddisfatto del suo nuovo acquisto, l’acquirente dell’ultima e più grande tecnologia risponderà di sì. Tuttavia, domani sarà in un negozio Apple a rendere omaggio alla memoria di Steve Jobs e ad acquistare il prossimo, ultimo e più grande modello. Le cose di questa terra, infatti, ci lasciano insoddisfatti e vogliamo sempre di più.

    Un’altra prova è la vita di molti attori di Hollywood che abusano di droghe e alcol, divorziano o addirittura si suicidano. Laurie Kienlen descrive la loro tristezza in un articolo intitolato Undici motivi per cui non vuoi essere una star del cinema. [3]

    Le star sono deluse perché dopo aver fatto “l’intera esperienza di raggiungere l’apice del successo” si rendono conto che “non è così appagante come pensi: all’inizio è esaltante, ma poi alla fine ti chiedi: tutto qui? Cos’altro c’è nella vita?”

    Se tutte queste cose non ci renderanno felici, cosa lo farà?

    Josef Pieper risponde a questa domanda urgente. Sottolinea che “anche se dovessimo ricevere ogni bene che il mondo ha da offrire, saremmo costretti a dire: è troppo poco per renderci felici”.

    San Tommaso d’Aquino spiega che ciò che cerchiamo non è un bene qualunque. Ciò che desideriamo, ciò che bramiamo, è qualcosa che lui chiama il bonum universale, che il dottor Pieper traduce come il “bene universale” o “tutto il bene, una bontà così buona che in essa non c’è nulla che non sia buono, e niente al di fuori di esso che potrebbe essere buono. Tutto il bene non può essere trovato da nessuna parte nel regno delle cose create; si incontra solo in Dio”.

    L’uomo brama e ricerca questo bene, che è vitale per la nostra esistenza. Il pensatore cattolico Plinio Corrêa de Oliveira sostiene che c’è una Rivoluzione [4] che sta distruggendo la civiltà cristiana. Questa Rivoluzione devia questa brama del bene per condurre gli uomini sulla strada sbagliata.

    Corrêa de Oliveira dice che ci sono due concetti di felicità nel mondo. La Rivoluzione ne offre uno, che è la felicità del corpo ed è caratterizzata dall’agitazione. L’altro è quello della Controrivoluzione, che è la felicità dello spirito ed è caratterizzata da calma e tranquillità.

    La natura umana desidera ardentemente una felicità che sia più spirituale che materiale. Per allontanare l’uomo dalla vera felicità, la Rivoluzione offre forme di intrattenimento che ci distraggono da ciò che la nostra anima desidera veramente. La modernità segue questa strada. Il risultato è un’esplosione di depressione, ansia e suicidio.

    Come acquisiamo questo bonum universale di cui parla san Tommaso? La risposta a questa domanda è la chiave della felicità, ed è improbabile che un CHO la fornisca.

    Josef Pieper afferma: “Nessuno può ottenere la felicità perseguendola”. Non riusciamo a trovare la felicità; è lei che ci trova. Nathaniel Hawthorne disse la stessa cosa ma con parole diverse. Paragonò la felicità a una farfalla, “che, se inseguita, è sempre appena fuori dalla tua portata, ma che, se ti siedi in silenzio, potrebbe posarsi su di te”. La felicità spesso accade quando si persegue una cosa e si ottiene qualcosa di completamente diverso e migliore.

    Le più grandi gioie della vita sono spesso inaspettate. Ricordo di essere rimasto bloccato sul ciglio di una strada del Kansas durante una tempesta di neve. Un caro amico che è anche un abile meccanico venne in soccorso e trascorse gran parte della sua giornata risolvendo con gioia il mioproblema. Nel bel mezzo delle difficoltà ci mettemmo a ridere, al punto che fu davvero uno dei giorni più significativi della mia vita. Mi diede un’idea di cosa sia la vera amicizia.

    San Tommaso spiega perché tali avvenimenti sono così commoventi. Dice che “l’essenza della felicità consiste in un atto dell’intelletto”. La forma più alta di cognizione è la contemplazione, che egli definisce come una “conoscenza ispirata dall’amore e accompagnata da stupore”. È qualcosa che ci fa esclamare: “Wow!”

    Secondo Pieper, “l’amore è una premessa indispensabile della felicità e solo la presenza di ciò che è amato ci rende felici”. Illustra questo punto raccontando la storia di due prigionieri di guerra sdraiati sulle brande della loro prigione. Uno chiese all’altro: cosa rende felici gli uomini? La loro risposta fu: essere felici equivale a stare insieme a coloro che amiamo.

    Tuttavia, il dottor Pieper dice subito che non è abbastanza. La presenza di colui che amiamo deve “essere attualizzata dal potere della cognizione”. In altre parole, dobbiamo vederlo da vicino, non solo guardarlo.

    Ho visto questa felicità nella sezione arrivi di un aeroporto. L’espressione sui volti delle persone nel vedere i propri cari che li aspettano non ha prezzo. Quasi esplodono di gioia e sembrano possedere una forma di felicità che nessuna somma di denaro al mondo potrebbe comprare. Questo perché non solo guardano l’oggetto del loro affetto, ma lo vedono.

    Questo concetto di felicità non sarebbe completo senza una parola sulla croce. Mentre la farfalla è un simbolo appropriato di felicità che ci sfugge, la croce è l’opposto. Così, è stata paragonata all’ombra di un uomo. Più ne fuggi, più ti perseguita. Quindi la soluzione per un cattolico è abbracciare le croci quotidiane che ci vengono incontro. Così, di tanto in tanto, la vera gioia apparirà in luoghi inaspettati, anche durante una tempesta di neve in Kansas.

    Ecco perché la virtù della temperanza, così ben definita nel libro Return to Order di John Horvat, è tanto importante. È anche il motivo per cui i CHO non sono la soluzione per la tristezza. Si limitano a mascherare il problema come un dottore che mette un cerotto sul cancro. L’uomo moderno ha bisogno di imparare a sedersi con calma e aspettare la farfalla.

     

    Note

    1. https://www.wsj.com/articles/confessions-of-your-companys-chief-happiness-officer-11652303222

    2. https://www.entrepreneur.com/article/198244

    3. https://www.theadventurouswriter.com/blog/reasons-you-dont-want-to-be-a-movie-star/

    4. Usiamo qui la parola Rivoluzione come è definita nel libro Rivoluzione e Controrivoluzione del professor Plinio Corrêa de Oliveira, fondatore della Società brasiliana per la difesa della Tradizione, della Famiglia e della Proprietà (Tfp). La Rivoluzione si riferisce al processo storico di decadenza della cristianità che cerca l’uguaglianza totale e la libertà.

     

    Fonte: Duc in Altum – Aldo Maria Valli, 7 giugno 2022. Articolo originale apparso suReturn to Order

  • In Cina, il Covid non uccide nessuno

     

     

    di John Horvat

    Nel trattare con il pubblico, i funzionari sanitari che gestiscono la crisi del COVID dovrebbero presentare i fatti senza pregiudizi politici. Se vogliono che la gente li prenda sul serio, devono essere coerenti e logici nelle loro politiche di contenimento del virus. Non possono presentare per un certo scenario per un luogo e uno diverso per un altro. I funzionari dovrebbero evitare falsità e incorrettezze ovunque operino.

    Questa mancanza di zelo per la verità è il motivo per cui la crisi del COVID ha incontrato tanti e tali problemi di credibilità. La malattia è reale ed è costata un alto numero di vite umane. Tuttavia, i funzionari pubblici non hanno presentando tutti i fatti e quando i funzionari mentono e la gente muore, diventa impossibile costruire la fiducia.

    Gli ultimi sviluppi della crisi del COVID-19 confermano questo inganno. Mentre il virus si placa in Occidente, infuria in Cina. I focolai stanno mettendo enormi aree sotto isolamento radicale. Più di venticinque milioni di persone a Shanghai sono chiuse nelle loro case; più di 130.000 casi di contagio, la maggior parte dei quali asintomatici, sono stati segnalati dal 1° marzo. I cinesi stanno soffrendo per la mancanza di cibo e altre forniture a causa delle misure estreme.

    Tuttavia, un fatto strano dell'epidemia dovrebbe indurre tutti a porsi delle domande. Mentre decine di migliaia di persone vengono infettate, i funzionari cinesi riferiscono che nessuna di esse è morta, e che c'è un solo paziente gravemente malato.

    Le statistiche cinesi affermano che solo due persone sono morte della malattia che ha avuto origine nel paese nell'aprile 2020. I funzionari comunisti che perseguono una strategia Covid-Zero insistono sul fatto che nessuno è morto durante la più recente ondata epidemica, anche se non ci sono fonti di notizie indipendenti per verificare tale affermazione.

    La cosa più sorprendente è che i funzionari hanno rinchiuso 25 milioni di persone a Shanghai per proteggerle da una malattia che non uccide nessuno. Stanno chiudendo vasti settori della loro economia di fronte a una minaccia fantasma che non rappresenta una grave minaccia. Peggio ancora, le fonti delle notizie occidentali ripetono le statistiche di zero morti come se fosse tutto vero e senza porsi alcun dubbio.

    C'è qualcosa di seriamente sbagliato in questa narrazione che non ha senso. Nessuno prende misure così drastiche contro un nemico che non infligge vittime. Tuttavia, questa è la storia cinese che, nonostante tutto, i funzionari della sanità mondiale ripetono. Questo racconto serve agli scopi della macchina della propaganda cinese specializzata nel fornire ai media impossibili statistiche, presentate come indiscutibili verità.

    E i media accettano o scusano i cinesi. Purtuttavia, osservatori come il Dr. Sean Sylvia dell'Università del North Carolina, a Chapel Hill, ammettono l'improbabilità delle statistiche. In un recente commento al Wall Street Journal, egli attribuisce la mancanza di morti per COVID alla tendenza dell'establishment sanitario cinese di incolpare le condizioni di base piuttosto che il virus. "Abbiamo delle stime", dice, "ma in un sacco di posti, sono molto incerte, e la Cina è uno di quei posti".

    La Cina non è una piccola nazione. Un tale errore non ha senso nel paese più popolato del mondo. Statistiche accurate sono essenziali per un serio sforzo mondiale contro il COVID. Tuttavia, la Cina si sottrae a questo dovere.

    Il virus diventa politico quando rispetta le frontiere. Il governo cinese non poteva nascondere gli oltre 6.000 morti di Hong Kong durante una recente ondata di epidemia. Tuttavia, appena oltre il confine, la varietà a morte-zero del virus prospera senza gravi conseguenze.

    Una spiegazione più probabile di questa strana variante non letale di COVID-19 è che sia proprio come tutte le altre che hanno colpito il mondo. Il regime comunista è impegnato in una sistematica distorsione e soppressione dei dati. George Calhoun, direttore dello Stevens Institute of Technology di Hoboken, New Jersey, sostiene che le cifre delle vittime sono probabilmente più vicine a 1,7 milioni rispetto ai 4.638 morti ufficiali ammessi dall'inizio della peste. Quindi, le statistiche cinesi sarebbero paragonabili a quelle del resto del mondo.

    Dunque, la vera ragione dell'estrema chiusura è probabilmente perché sta uccidendo persone nella zona di Shanghai. La Cina preferisce far soffrire la gente piuttosto che ammettere che la sua politica COVID-zero è sbagliata. Il governo comunista preferisce usare la frode piuttosto che affrontare la verità.

    Nondimeno, la suddetta frode incrimina anche le organizzazioni sanitarie mondiali che rendono possibile questo inganno. Qualsiasi sforzo serio per contenere il COVID deve includere i dati della sua nazione d'origine. Una cosa difficile da fare quando la popolatissima Cina non ammette alcun decesso.

     

    Fonte: Return to Order, aprile 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

    © La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

  • L'economia Covid spazza via gli Stati Uniti... E non esiste ancora un vaccino per essa

     

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    di John Horvat

     

    Siamo abituati a pensare al COVID-19 come a un disastro sanitario. Eppure lo è anche sul piano economico. Il COVID soffoca l’organismo impedendo all'aria di entrare nei polmoni. In un'economia COVID, abbiamo inondato il sistema di denaro e soffocato la nazione con il debito. I decreti della Federal Reserve (Fed) funzionano come un ventilatore che mantiene artificialmente in vita l'economia. Tuttavia, verrà il giorno della resa dei conti poiché il sistema non può rimanere in vita così per sempre senza subire gravi danni.

  • La pandemia cinese favorisce od ostacola l’avvento del “nuovo ordine mondiale”?

     

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    di Guido Vignelli

     

    Una questione problematica in tre ipotesi

    Le recenti polemiche, non sempre prudenti ed equilibrate, sul problema della efficacia medica e dell’ammissibilità morale dei vaccini antivirali per contrastare la pandemia cinese, rischiano di assolutizzare una questione periferica facendo perdere di vista quella centrale e rendendo difficile valutare il ruolo svolto dalla pandemia nell’attuale situazione globale.

  • Le impossibili statistiche del Covid in Cina

     

     

    di John Horvat

    Mentre l'ultima ondata di COVID aumenta in Occidente, tutto è tranquillo in Oriente. È sempre stato tranquillo. Milioni di persone sono morte a causa dell'epidemia di coronavirus che ha colpito il mondo. Tuttavia, pochi sembrano ritenere strano come mai la nazione dove il virus è apparso per la prima volta in mezzo a un pubblico interamente non protetto di 1,3 miliardi di persone, si siano registrate solo 4.636 morti negli ultimi tre anni.

    Eppure, le statistiche ufficiali della Cina rimangono nelle mani di funzionari che fanno attentamente tutto il possibile per assicurarsi che l'immagine del Paese rimanga immacolata. Essi sostengono che i bassi numeri sono dovuti alle brutali politiche di "tolleranza zero" della nazione comunista. La Cina è presentata come un modello per l'Occidente.

    Incominciano ad apparire alcune voci che contestano questa narrativa. Un esperto dice che le cifre delle vittime sono probabilmente più vicine a 1,7 milioni. Questa cifra metterebbe la Cina allo stesso livello del resto del mondo, indicherebbe anche il fallimento dell'isolamento più rigido del mondo e spiegherebbe le recenti chiusure di intere città e regioni a causa del virus che, nella nazione comunista, non uccide nessuno.

    Statisticamente impossibile

    L'analista è George Calhoun, direttore del programma di finanza quantitativa allo Stevens Institute of Technology di Hoboken, nel New Jersey. Egli sostiene che il regime comunista è impegnato in una sistematica soppressione di dati. La sua ricerca si basa su modelli sviluppati da The Economist e riportati da The Epoch Times.

    Le statistiche governative registrano, per esempio, solo due morti in Cina dall'aprile 2020. Questa sorprendente immunità dalla morte è avvenuta mentre la pandemia infuriava ovunque, i trattamenti erano sconosciuti e la popolazione cinese non era protetta.

    "Questo è impossibile. È medicalmente impossibile, è statisticamente impossibile", sostiene il signor Calhoun.

    Altre prove di copertura

    Durante tutta la crisi del COVID, la Cina è stata accusata di nascondere il vero bilancio delle vittime. Cai Xia, un professore cinese, che insegnava all'elitaria Scuola Centrale del Partito, è stato espulso dal Partito Comunista quando ha insistito che il numero dei morti veniva riportato in modo errato.

    Quando il virus è scoppiato per la prima volta a Wuhan, gli abitanti affermarono che il bilancio era molto più alto dei 3.000-4.000 morti rilasciato dal governo. Basandosi sulle consegne di urne funerarie e altri dati, molti stimarono che circa 42.000 persone erano state uccise dal COVID fino al marzo 2020 nella sola Wuhan.

    La statistica come strumento e arma

    Da sempre i partiti comunisti hanno usato le statistiche come strumento e arma per portare avanti la loro agenda. I funzionari si sentono liberi di cambiare i numeri per proiettare una buona luce sullo Stato, che controlla tutto. Tanto, la verità è quella che favorisce le fortune del partito. Se le statistiche dovranno essere truccate di conseguenza, non c'è problema. Da qui, la notoria inaffidabilità delle statistiche comuniste.

    Il problema è ulteriormente complicato da funzionari ansiosi che devono riferire buone notizie ai capi del partito o, altrimenti, affrontare le conseguenze dei loro fallimenti, compresa la morte. Nel caso della crisi del COVID, i numeri della tolleranza zero possono essere statisticamente impossibili e persino assurdi, ma la maggior parte dei funzionari preferisce la propria sopravvivenza alla scomoda verità.

    Inquietante è anche la complicità dei grandi media occidentali che ripetono i numeri cucinati dai regimi comunisti. Quando c'è di mezzo il prestigio della sinistra, sono pochi coloro che osano mettere in discussione cifre impossibili o, almeno, "seguire la scienza". Durante la lunga guerra fredda, l'Occidente presentò l'Unione Sovietica come la seconda economia più grande al mondo. Quando il muro di Berlino cadde, la dimensione reale dell'economia si rivelò essere significativamente inferiore.

    Trattare i cittadini come prigionieri

    I dati COVID mostrano che lo Stato comunista regna sovrano in Cina. Può piegare la realtà per rappresentare ciò che vuole. Inoltre, il regime si preoccupa poco del benessere del suo popolo, l’importante è che tutti servano lo Stato.

    Lo sforzo per salvaguardare la reputazione della Cina sta entrando in una fase cruciale, specialmente con l'avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali. Focolai di COVID segnalati di appena uno o due casi hanno innescato massicci blocchi di intere città. Le strategie di tolleranza zero sono ora in atto e coinvolgono milioni di persone sotto restrizioni draconiane che includono il divieto di attività all'aperto e persino di fare la spesa.

    I test massicci in intere città sono all'ordine del giorno, mentre le imprese e le scuole sono chiuse. Giganteschi campi di quarantena che contengono migliaia di persone in minuscole cabine di metallo sono stati costruiti in tutto il paese. I cittadini possono essere improvvisamente trasportati in autobus in questi campi, dove trascorrono periodi di isolamento di due settimane.

    Nonostante tutti gli sforzi, i nuovi casi di COVID continuano ad aumentare, chiudendo interi settori dell'economia. Nel frattempo, le statistiche ufficiali mostrano centinaia (solo) di nuovi casi ma continuano a non registrare nuovi decessi… È semplicemente incredibile.

    Pubblicato originariamente sull’American Thinker.

     

    Fonte: Tfp.org, 1 Febbraio 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

    © La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

  • Una visione marxista del mondo dietro gli assegni governativi

    I programmi del governo non possono risanare famiglie spezzate e comunità distrutte. Solo una rigenerazione morale di valori non economici può farlo. Le devastazioni cagionate dalla solitudine, dalla disperazione e dal suicidio devono essere affrontate riempiendo i vuoti spirituali che incombono sulla vita delle persone e non emettendo assegni governativi.

     

     

    di John Horvat*

    Infuria la lotta sull'ultimo pacchetto di spesa. I democratici sono intenzionati a versare ancora altri 2 trilioni di dollari nei loro progetti speciali. Sono pronti a tassare e a ipotecare il futuro per farlo.

    Molti americani che lottano per arrivare a fine mese non capiscono perché il governo stia spendendo soldi che non ha. Con l'inflazione già alta e la disoccupazione molto bassa, non riescono a vedere la logica dietro tali misure.

    Ma la logica dietro la legge sulla spesa è semplice anche se difettosa. David Brooks del New York Times riassume così il ragionamento. Dice: "Eravamo diventati un paese che si divideva in due nazioni, una altamente istruita e ricca e l'altra lasciata indietro. I divari economici hanno ulteriormente infiammato i divari culturali e sociali, creando un'atmosfera di intensa polarizzazione, ostilità culturale, alienazione, amarezza e risentimento".

    La soluzione della sinistra è anche quella semplice ma difettosa. Cioè, mettere il turbo all'economia con i dollari delle "infrastrutture", la porcata del New Deal verde e i programmi governativi. Il denaro riempirà il vuoto facendo sparire la polarizzazione e tutti gli altri mali. Mentre la mostruosa legge contiene altre componenti tossiche, i suoi promotori la smerciano da questa prospettiva economica.

     

    Una visione del mondo attraverso un prisma economico

    Per capire perché il ragionamento dietro la legislazione è difettoso, va analizzata la visione del mondo che esprime. Coloro che promuovono questa legge vedono il mondo principalmente attraverso un prisma economico. La loro analisi sostiene che le disuguaglianze economiche possono spiegare tutti i problemi. La società può essere nettamente divisa tra coloro che hanno soldi e coloro che non ne hanno. La mancanza di denaro lascia necessariamente le persone in uno stato di oppressione, risentimento e polarizzazione. Le strutture sociali che causano disuguaglianza devono essere sradicate e sostituite con quelle che non lo fanno.

    La soluzione proposta, ma imperfetta, manda un chiaro messaggio: Il denaro comprerà la felicità. Il denaro - "denaro gratis" - risolverà tutti i problemi di risentimento. Il denaro ottenuto da tasse più alte sui ricchi comprerà la prosperità. Il denaro, sempre e sempre di più, soffocherà tutte le disuguaglianze. Spendete con coraggio. Spendete rapidamente. Spendete in modo disinibito. Non preoccupatevi dei dettagli; alla fine tutto andrà bene.

    Questa è la visione del mondo dei democratici americani così ben descritta da David Brooks.

     

    L'economia non è il prisma più importante

    Questa è anche la visione del mondo marxista. Marx vedeva tutto attraverso il prisma economico, e il suo materialismo dialettico insegnava che la storia è definita dalla lotta di classe tra chi possiede e chi non possiede. Tutti i problemi possono essere ridotti a strutture economiche che il governo deve cambiare per promuovere la disuguaglianza. Il cambiamento sistemico toglierà ai ricchi e darà ai poveri.

    La visione del mondo marxista è sbagliata. Pur essendo uno strumento prezioso, l'economia non è il prisma più importante. Essa non determina la felicità o risolve tutti i problemi. Insistere che solo queste cose contano è ridurre l'uomo al livello degli istinti animali.

    Il problema dell'interpretazione marxista di Brooks della legge sulla spesa è la sua focalizzazione sui mezzi materiali e la sua negazione di una realtà superiore. Riduce tutto alla materia. Tuttavia, " Non di solo pane vivrà l'uomo", dice la Scrittura (Luca 4, 4).

     

    Un lato spirituale e superiore

    Questa visione del mondo materialista si scontra inevitabilmente con la visione cristiana del mondo che dà l’impronta al pensiero e alla civiltà occidentale. La visione cristiana del mondo insegna che ogni individuo ha un'anima che è spirituale, superiore alla materia e orientata alle verità trascendentali. Anche oggi, la visione conservatrice del mondo mantiene resti di questa prospettiva, che fu ben formulata a suo tempo da Barry Goldwater, quando affermò che ogni persona è una "creatura spirituale con bisogni e desideri spirituali".

    Questo lato superiore della natura umana è ciò che rende tutte le persone uniche e stabilisce la loro dignità. Dà origine ad attività e scienze politiche, sociali, culturali e religiose che si elevano al di sopra del mero sostentamento economico materiale. Questi soggetti si rivolgono ai bisogni spirituali dell'umanità e alla fine puntano alla salvezza eterna di ogni persona.

    Quando prevale una visione economicista, l'umanità viene sminuita. "Il grande spettacolo della storia divenne così riducibile agli sforzi economici degli individui e delle classi", scrive Richard Weaver riferendosi a questa ossessione materialista, e continua: "L'uomo creato a immagine divina, il protagonista di un grande dramma in cui la sua anima era in gioco, è stato sostituito dall'uomo animale che cerca e consuma ricchezza".

     

    Una crisi morale di proporzioni enormi

    Quando prevale solo l'economia, una visione fredda e senz'anima della società prende il controllo. Manca il calore delle relazioni familiari e comunitarie che danno un senso alla vita. Non c'è spazio per gli ideali superiori che conferiscono uno scopo alla vita. La gente non può affrontare le inevitabili sofferenze da cui nessuno sfugge. La vita delle persone va in pezzi.

    Le lezioni della postmodernità hanno rivelato che i problemi più critici oggi non sono economici ma morali. Anche se il denaro può comprare il piacere, non può acquisire o determinare la felicità. Ecco perché l'infelicità si trova in ogni classe sociale, compresi coloro che sono estremamente ricchi.

    I programmi del governo non possono risanare famiglie distrutte e comunità in frantumi. Solo una rigenerazione morale di valori non economici può farlo. Le devastazioni della solitudine, della disperazione e del suicidio devono essere affrontate riempiendo i vuoti spirituali che incombono sulla vita delle persone e non emettendo assegni governativi.

    Solo Dio può soddisfare i desideri eterni dell'anima. Di fronte a questo grande bisogno, i trilioni di dollari proposti sono nulla.

     

    Il nemico è la visione marxista del mondo

    Così, come tutti gli sforzi ispirati dal marxismo, il pacchetto governativo di spesa è destinato a fallire. Probabilmente genererà una successione infinita di simili misure, portando la nazione alla bancarotta e alla rovina. La soluzione ai problemi che creerà sarà sempre più socialismo... coronato dalla più abietta povertà e miseria.

    La crisi attuale rappresenta uno scontro di visioni del mondo. Certo, i progetti socialisti di stimolo devono essere contrastati. Più importante, tuttavia, è che questa visione del mondo materialista, disumana, atea e marxista che distorce la realtà e danneggia le anime deva essere respinta.

     

    *John Horvat II è uno studioso, ricercatore, educatore, oratore internazionale e autore del libro Ritorno all'Ordine, nonché autore di centinaia di saggi pubblicati. Vive a Spring Grove, Pennsylvania, dove è vicepresidente della Società Americana per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà.

     

    Fonte: The Imaginative Conservative, 28 Novembre 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

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