Legge naturale

  • Così la benedizione "omo" uccide la dottrina sociale

     

     

    di Stefano Fontana

    Non so se don Gabriele Davalli sapesse che benedicendo una coppia omosessuale nella chiesa di san Lorenzo a Budrio, come ha fatto sabato 11 giugno avrebbe cancellato d’un colpo, tra molte altre cose, anche la Dottrina sociale della Chiesa. Non so nemmeno se egli avesse avvertito che, in quel modo, avrebbe cancellato d’un colpo anche la pastorale familiare, pur essendone responsabile dell’ufficio diocesano in quel di Bologna, diocesi del Presidente dei vescovi italiani cardinale Matteo Zuppi.

    Infatti, senza Dottrina sociale della Chiesa, e quindi senza pastorale sociale, è molto difficile fare pastorale familiare. Don Davalli è giovane e forse non ricorda che nei primi anni Novanta del secolo scorso la Pastorale sociale della CEI (direttore mons. Giampaolo Crepaldi) aveva pubblicato il Direttorio di pastorale sociale “Evangelizzare il sociale” e, in contemporanea, l’ufficio CEI per la pastorale familiare (direttore mons. Renzo Bonetti) aveva redatto il Direttorio di pastorale familiare. Una combinata segno di un’epoca che or non è più. Una manciata di anni – e di “benedizioni” – e di quel mondo non c’è più alcuna traccia.

    Benedire in chiesa coppie omosessuali vuol dire ammazzare la Dottrina sociale della Chiesa, annullarla rendendola impossibile, negarla nella sua radice. Ma attenzione: se la Chiesa lo fa, vuol dire che si ritira dal mondo e cessa di volerlo evangelizzare perché a questo serve la Dottrina sociale della Chiesa: a far stare la Chiesa nel mondo per evangelizzarlo. La benedizione delle coppie omo toglie alla Chiesa il suo “diritto di cittadinanza” nella pubblica piazza perché le toglie di mano la possibilità di fare riferimento, nei suoi interventi, ad un ordine di verità anche naturale.

    Benedire la coppia gay, benedire le due persone in quanto coppia, significa riconoscere una dignità etica e religiosa all’essere coppia omosessuale praticante. Ciò comporta di negare che nel campo dell’esercizio della sessualità ci sia un ordine finalistico che caratterizza la natura della persona e quindi le sue relazioni. Significa accettare la sessualità come autodeterminazione e non come una vocazione che ci chiama al rispetto delle inclinazioni naturali e al rifiuto di quelle innaturali. L’espressione “inclinazione naturale” perde il significato di una tendenza rispondente alle finalità della natura umana (come quando si dice: “appartiene alla natura umana vivere in società”; oppure “appartiene alla natura umana cercare la verità” …) e assume quella della pulsione istintiva. Chi pensa di autodeterminarsi in realtà è determinato da altro.

    Tutto questo comporta che l’ordine del matrimonio, della famiglia, della procreazione e dell’educazione (che della procreazione è prolungamento) non sia più un ordine ma una scelta personale fondata sulla coerenza con se stessi (autenticità) e non con qualcosa che ci precede e che dà senso a quello che facciamo (verità). Gli effetti negativi di questa visione non si limitano agli ambiti ora visti, ma sono distruttivi di tanti altri campi della vita sociale, perché se l’inizio germinale della società – ossia la coppia – non risponde a nessun ordine finalistico ma è creazione artificiale dei soggetti in base alle loro pulsioni, anche tutti gli altri campi della vita comunitaria avranno lo stesso impianto, dal lavoro all’economia, dall’educazione alla politica. La libertà si separerà definitivamente dalla verità e addio Dottrina sociale della Chiesa.

    Benedicendo le coppie omosessuali, la Chiesa trascura che l’omosessualità è una forma di violenza (pur se consensuale) in quanto è una ferita all’ordine finalistico della natura umana, è una strumentalizzazione tecnica reciproca. Quindi accetta che la società si fondi sulla indifferenza alla violenza. Nel particolare, poi, non tiene conto che in questo modo si finisce per legittimare la fecondazione artificiale, l’utero in affitto e la trasformazione del bambino in una “cosa”. Benedicendo la coppia omosessuale la Chiesa apre la porta a pratiche disumane, collabora alla decostruzione e non alla costruzione.

    Andando ancora più in profondità, nega il diritto naturale e la legge morale naturale, che sono alla base, insieme con la rivelazione divina, della Dottrina sociale della Chiesa. La rivelazione non avrebbe così più un interlocutore veritativo nella ragione, abbandonando a se stesso il piano naturale. La natura protestante di una simile impostazione è evidente: una fede che non chiede più alla ragione verità ma istanze individuali e infondate è una fede che ha perduto essa stessa l’idea di essere vera e che è già diventata fideismo.   

    Se la Chiesa rinuncia a fare riferimento, per motivi di fede rivelata e di ragione insieme, ad un ordine finalistico della natura e della natura umana in particolare, allora essa rinuncia a fare riferimento alla creazione e al Creatore. Se non è più capace di vedere l’ordine delle cose, allora le cose non le parlano più di Chi le ha create, come da San Paolo al giorno prima della benedizione gay di Budrio, essa ha sempre preteso. Nasce un conflitto tra le esigenze del Dio Creatore e quelle del Dio Redentore, la qual cosa, come si sa, è un chiaro indice di gnosticismo.

    Non so se don Gabriele Davalli aveva pensato che, con l’uccisione della Dottrina sociale della Chiesa, la fede cattolica diventa protestante e gnostica.

     

    Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 18 giugno 2022

  • La Roe V. Wade è andata, ma quale legge superiore seguirà l’America?

     

     

    di John Horvat

    La Roe v. Wade è morta, inizia ora la fase successiva del dibattito. Dal punto di vista morale, la decisione Dobbs1 non ha deciso nulla. Tuttavia, da un punto di vista costituzionale, ha determinato tre cose cruciali. In primo luogo, l'aborto non si trova in nessun angolo o regione di penombra della Costituzione americana. In secondo luogo, i redattori della Costituzione non avevano l'intento originario di inserire l'aborto nella legge del Paese. Infine, non esiste un diritto costituzionale all'aborto procurato.

    La nuova sentenza della Corte Suprema ha anche un'immensa importanza simbolica. Sebbene non abbia vietato l'aborto, incoraggia i pro-life di tutto il mondo che attendevano questo giorno e, simmetricamente, fiacca il morale dei pro-abortisti ovunque. Da un punto di vista tattico, la decisione dimostra come il lavoro degli attivisti impegnati possa ribaltare sentenze considerate "definitive". Contro ogni previsione, questi hanno trionfato e se è successo una volta, potrebbe succedere di nuovo.

    Tuttavia, nulla è stato deciso sul fatto se l'aborto procurato sia giusto o sbagliato. La Corte ha rimesso la decisione agli Stati o al legislatore federale. Un aborto in Mississippi è sbagliato quanto uno in California. La sua moralità non risulta da una determinazione geografica.

    I limiti delle opinioni individuali

    Giudicare se qualcosa è giusto o sbagliato non è una questione di opinione o di capriccio. Se si trattasse solo di ciò che uno pensa, tutte le opinioni avrebbero lo stesso peso. Inoltre, le opinioni cambiano con il tempo. A meno che non siano sostenute da qualcosa di più grande, le opinioni non possono determinare gli standard morali, poiché non hanno forza al di là di quella del singolo individuo.

    Così, quando un uomo favorevole all'aborto, ad esempio, dichiara in modo veemente che la decisione Dobbs è sbagliata o illegittima, sta esprimendo un giudizio basato su un qualche standard che va oltre la sua (scorretta) opinione. Egli presume che essa abbia un valore universale tale da scavalcare le considerazioni personali di, per esempio, una donna che pensa che l'aborto è l’uccisione immorale di una vita innocente. Anche quella donna presume che esista un criterio in base al quale questa (corretta) sua conclusione trascende sé stessa. Pertanto, il prossimo grande dibattito sull'aborto deve riguardare lo standard morale con cui gli americani devono giudicare l'aborto procurato.

    Ricorso a una legge superiore

    Il vantaggio della sentenza Dobbs è che ha risolto il dilemma costituzionale stabilendo che l'aborto non si trova nella legge del paese. Tuttavia, la Corte si è rifiutata di considerare gli aspetti morali dell'aborto. Nessuna delle due parti accetta il compromesso. Le implicazioni morali dell'aborto procurato possono essere decise solo da una legge superiore.

    Che ci piaccia o no, tutti seguono una legge superiore, nel senso di un insieme di regole al di sopra delle proprie opinioni. L'ordine nella società è impossibile senza una cornice che permetta alle persone di cooperare e prendere decisioni morali in favore del bene comune.

    Perciò, è necessario considerare due leggi superiori. Nessuna delle due è formalmente nella legislazione nazionale. Tuttavia, queste due leggi superiori servono come una serie di criteri su cui la maggior parte degli americani basa, almeno vagamente, le proprie opinioni.

    Il nocciolo del prossimo dibattito è quale di queste due leggi superiori prevarrà. È da una decisione al riguardo che dipenderà non solo la questione dell'aborto, ma anche la direzione che l'America prenderà in futuro.

    L'uomo autonomo

    La prima è la legge dell'individuo autonomo che aspira alla licenza assoluta. Essa è dominante nella società di oggi. Basata sul pensiero illuminista, questa legge dichiara che la legge più alta è l'interesse personale, la libertà e la gratificazione dell'individuo e costituisce la fonte di ogni moralità.

    Finché gli individui non creano ostacoli agli interessi personali di un altro, ognuno è libero di impegnarsi nella ricerca di infinite possibilità, completamente libero di costruire un sé eternamente nuovo. Pertanto, l'individuo è giudice ultimo di ciò che è giusto o sbagliato.

    Curiosamente, questa legge superiore è stata ben descritta nel dibattito sull'aborto nella decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, Planned Parenthood of Southeastern Pennsylvania versus Casey. Il giudice Kennedy dichiarò allora: "Al centro della libertà c'è il diritto di definire il proprio concetto di esistenza, di significato, di universo e del mistero della vita umana".

    Il problema di questa legge superiore è che non accetta confini o limitazioni. Quando la società decade, le passioni individuali esplodono e si perde il rispetto per l'interesse personale degli altri. Ben presto qualsiasi ostacolo all'autogratificazione deve essere eliminato, anche se si tratta di un bambino non ancora nato. Chiunque rifiuti l’auto-attribuzione di un pronome o l'autoidentificazione deve essere perseguito dallo Stato in quanto viola questa legge superiore.

    La regola di questa legge superiore può diventare rapidamente un tiranno delle passioni disordinate che stravolgono ogni altra considerazione. Alla fine, porta all'autodistruzione, a comportamenti irrazionali e al nichilismo.

    La legge che non si può non conoscere

    La seconda legge superiore è quella denominata legge morale naturale e che consiste in un quadro morale oggettivo basato sulla natura delle cose, il quale rende possibile l'ordine sociale. Questa legge è la stessa per tutti i popoli, luoghi e tempi, anche se può essere espressa in modi diversi. La legge naturale esiste oggi nei deboli resti di influenza che essa ha nel diritto occidentale.

    La legge naturale riconosce Dio come autore di tutta la legge che si riflette nella sua legge eterna, che San Tommaso d'Aquino afferma essere il piano razionale con cui la Sapienza di Dio ordina tutta la creazione. In questo modo, la legge acquisisce quell'autorità che non si trova nelle leggi basate sulle semplici opinioni.

    San Paolo afferma che questa legge è scritta in tutti i cuori (cfr. Rm 2,15). Può essere percepita nella società dalla semplice ragione ed è ben riassunta nei Dieci Comandamenti. L'autore tomista J. Budziszewski sostiene che si tratta di un insieme di regole che governano la natura umana decaduta che "non si può non conoscere".

    È in base a questa legge che la menzogna, il furto e l'omicidio, ad esempio, sono universalmente riconosciuti come sbagliati. Lo scopo della parola è quello di rivelare la verità. Pertanto, la menzogna è una violazione della natura della parola. L'applicazione di questa legge porta all'ordine e alla pace nella società.

    La legge naturale si trova nella lunga tradizione americana di common law e nell'insegnamento sociale cattolico. Qualcosa del diritto naturale è espresso con vivacità dalla brillante opinione del giudice Clarence Thomas nella decisione Dobbs.

    La legge è ciò che si sceglie che sia

    Nel XIX secolo, la società liberale ha abbandonato la nozione di legge naturale e ha spezzato i legami giuridici con il Creatore. La modernità ha adottato una nozione positivistica del diritto che proclama l'uomo come sua fonte. Il diritto è quindi solo il risultato di accordi e convenzioni sociali che, in un modo meccanicistico, codifica azioni, costumi e procedure sviluppate nella società. In pratica, il diritto diventa ciò che i giudici dicono che sia.

    Pertanto, il diritto positivo moderno pretende di essere moralmente neutrale. Tuttavia, se i giudici e i cittadini della nazione favoriscono un comportamento immorale, come nel caso dell'aborto procurato, la legge tenderà a riflettere l'ethos prevalente. Con il decadimento della società, decade anche il diritto. Il diritto non è mai neutrale, ma diventa uno strumento per imporre alla società la legge dell'individuo autonomo e in cerca di licenze.

    L’imminente battaglia

    La società americana si ritrova così con un sistema legale che rifiuta di definirsi moralmente. La disgregazione della società richiede invece che decisioni morali siano prese con urgenza.

    La prossima fase della lotta contro l'aborto deve riguardare la battaglia per il diritto superiore. Essa si svolgerà soprattutto nella cultura, prima di riflettersi nel campo giuridico e deve consistere nel rifiutare gli effetti disastrosi della rivoluzione sessuale. Si tratta ora di ripudiare la visione individualista, autonoma e licenziosa della società, che devasta la cultura e distrugge la legge.

    La decisione Dobbs ha dimostrato che gli americani desiderano la certezza morale e sono disposti a lottare per ottenerla, che essi vedono nella morte di innumerevoli bambini non nati il risultato disastroso di quell'autonomia individualista che va in cerca di licenze. Siccome tutti seguono una legge superiore, la scelta che l'America del dopo-Roe dovrà fare è la seguente: quale legge superiore scegliere?

    Abbracciare la legge morale naturale di Dio è l'unico modo per tornare all'ordine.

     

    Nota

    1. Dobbs v. Jackson Women's Health Organization, n. 19-1392, 597 U.S.  (2022), è una decisione storica della Corte Suprema degli Stati Uniti in cui la Corte ha affermato che la Costituzione degli Stati Uniti non conferisce un diritto all'aborto e ha annullato sia le sentenze Roe v. Wade (1973) che Planned Parenthood v. Casey (1992). La decisione lascia che i diritti o le restrizioni all'aborto siano definiti a livello statale (fonte wikipedia).

     

    Fonte: Tfp.org, 8 luglio 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

    © La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

  • Legge eterna e naturale: fondamento della morale e del diritto

     

     

    di Luiz Sérgio Solimeo

    Se non esistesse una legge morale oggettiva che si ripercuote nella coscienza di ogni uomo, l'unica "soluzione" al caos sarebbe l'istituzione di uno Stato di polizia. Ma allora, "chi sorveglierà le sentinelle?".

    Con la morale e la legge naturale sotto assedio oggi, e messi nel mirino dell'agenda rivoluzionaria che minaccia il nostro diritto di esprimere le nostre convinzioni morali, dobbiamo essere pronti a difendere la legittimità della nostra posizione.1  O accettiamo che il fondamento della morale e della legge risiede nella saggezza di Dio o ci impantaniamo nelle sabbie mobili del relativismo odierno.

    Senza una legge morale oggettiva, il caos è inevitabile

    Affinché esista un ordine morale, deve esistere una legge morale oggettiva, facilmente percepibile, comune a tutti gli uomini e che obblighi tutti allo stesso modo. Altrimenti, tutto rimarrebbe soggetto alle fantasie umane o ai capricci dei governanti, portando al caos sociale e alla tirannia. Oggi assistiamo a un totale disprezzo per qualsiasi regola morale che limiti il comportamento individuale, soprattutto in campo sessuale, e a una sorta di dittatura legislativa/giudiziaria che impone leggi innaturali alla società. Da un lato, i giudici liberal approvano la morte per fame, i "diritti" all'aborto e favoriscono l'agenda omosessuale; dall'altro, rimuovono i simboli religiosi dai luoghi pubblici.

    La legge morale è connaturale all'uomo

    Senza una legge morale oggettiva, l'ordine sociale è impossibile. Pertanto, deve esistere una legge morale oggettiva per guidare il comportamento umano e impedire che la libertà individuale e il bene della società siano messi in pericolo. Non solo la legge morale deve essere oggettiva, ma anche conforme alla natura dell'uomo, cioè connaturale con lui. Se ciò che la legge comanda, proibisce e permette non risuonasse nel profondo della coscienza dell'uomo, l'unica cosa che impedirebbe all'uomo di infrangerla sarebbe la paura della polizia. In questo caso, la moralità dipenderebbe interamente dal numero di poliziotti, e ogni uomo avrebbe bisogno di un poliziotto che lo sorvegli una infinità di volte. Ma allora, come chiede il satirico pagano Giovenale, "Sed quis custodiet ipsos custodes?". "Ma chi sorveglierà i sorveglianti?".

    La legge e la volontà del legislatore

    Consideriamo un altro punto. Ogni legge è una manifestazione della volontà di un legislatore che impone, comanda, proibisce, permette e punisce. Se la legge è solo un frutto della volontà dell'uomo, come può essere imposta ad altri uomini? Poiché abbiamo tutti la stessa natura, la volontà di un uomo è uguale a quella di un altro e nessun uomo può imporre la sua volontà a un altro. Pertanto, perché una legge fatta dall'uomo possa vincolare altri uomini, deve provenire da una volontà superiore a quella dell'uomo. Perché una legge sia efficace, deve avere origine nella volontà divina di Dio.

    San Paolo lo dice chiaramente all’affermare che ogni autorità proviene da Dio: “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna”2.

    Questa è la soluzione: il legislatore umano è solo il rappresentante del Legislatore Supremo e quando obbediamo alla volontà del legislatore umano, ci sottomettiamo alla volontà di Dio, non alla volontà di un uomo. La legge che precede tutte le leggi umane si chiama Legge eterna. Come possiamo dimostrare con la ragione l'esistenza della Legge eterna?

    Le leggi della natura

    Cominciamo osservando la realtà. Contemplando l'universo, percepiamo un'armonia, un ordine che risuona profondamente nella nostra anima e ci riempie di pace e di stupore. L'ordine è la giusta disposizione delle cose in funzione del loro fine. San Tommaso d'Aquino insegna che l'ordine dell'universo non è casuale, ma pensato da Dio.

    In quanto Suprema Sapienza, Dio non poteva creare senza avere un obiettivo. Essendo infinito, Dio ha in sé tutto ciò che è necessario alla perfezione della sua natura. Pertanto, l'obiettivo della creazione non poteva che essere la gloria estrinseca di Dio. Questo obiettivo è ciò che ordina e dà significato all'universo.

    L'ordine dell'universo è possibile solo perché gli esseri creati sono dotati di perfezione, di leggi che li guidano verso la loro finalità individuale e generale. Ad esempio, tutti i corpi celesti si muovono in modo ordinato seguendo uno schema specifico. In una parola, con il Salmista dobbiamo dire: "I cieli narrano la gloria di Dio, e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento”3.  Così, le leggi dirigono l'intero universo. E che dire dell'uomo?

    Gli esseri intelligenti e le leggi della natura

    In questo universo ordinato - guidato dalle leggi della natura che Dio usa per dirigere le cose - ci sono creature che, pur avendo corpi materiali, sono dotate di un'anima spirituale superiore alla materia: gli esseri umani.

    Le leggi della natura obbligano le cose materiali a reagire in modo predeterminato. E queste si applicano al corpo umano, non all'anima umana. L'uomo nella sua parte superiore, cioè l'anima, non avrebbe anch'esso delle leggi che lo aiutano a capire e a prendere decisioni? In un universo guidato da leggi, la creatura la cui intelligenza e libero arbitrio la pongono al di sopra di tutti gli altri, potrebbe essere l'unica a non essere guidata da leggi? Ovviamente no. Nella sua intelligenza e volontà, l'uomo è anche guidato da leggi che lo aiutano senza compromettere la sua libertà. È naturalmente soggetto alle leggi della logica che dirigono il suo ragionamento e ai principi della morale che dirigono il suo comportamento.

    Queste leggi che guidano gli uomini sono state fatte da Dio.

    Legge eterna

    Per spiegare la Legge Eterna, San Tommaso d'Aquino fa un paragone: come un artigiano concepisce un progetto, ad esempio una vetrata, o un sovrano concepisce una legge prima di eseguirla, così Dio, prima di creare qualcosa, concepisce nella sua Sapienza divina l'idea che servirà da modello per l'essere che ha voluto creare. E poiché per Dio non esiste il tempo, ha concepito la creazione e le sue leggi dall'eternità. Per questo chiamiamo eterne le leggi che l'infinita Sapienza divina ha concepito. "Di conseguenza", dice San Tommaso, "la legge eterna non è nient’altro che la ragione della divina sapienza, dirigendo tutti gli atti e i movimenti"4.

    La legge naturale

    San Tommaso d'Aquino spiega che la legge naturale non è altro che la partecipazione della creatura razionale alla Legge eterna. Il suo precetto generale, da cui discendono tutti gli altri, è che "il bene va fatto e perseguito, e il male va evitato".

    Con la sua ragione naturale, l'uomo percepisce ciò che è bene o male per lui. Preserva la sua vita, la sua proprietà, tende a sposarsi e a procreare. Allo stesso tempo, il fatto di condividere la stessa natura con tutti gli uomini crea un legame naturale di fraternità con i suoi simili. Così, l'uomo percepisce la bontà della sua vita, la legittimità della sua proprietà e la santità del suo matrimonio, e sa che è male uccidere, rubare la proprietà di qualcuno o commettere adulterio. Conosce anche il fine di ciascuno dei suoi atti e come questi debbano essere in accordo con la felicità su questa terra e la beatitudine eterna.

    Di conseguenza, sa che è sbagliato trasformare i mezzi che lo aiutano a compiere un atto nella finalità di quell'atto. Per esempio, se non provasse piacere nel mangiare, un atto fondamentale per il mantenimento della vita e della salute, tenderebbe a trascurare l'alimentazione. Lo stesso vale per la procreazione. Se non vi fosse legato un certo piacere, anche questa verrebbe trascurata, causando così problemi per la perpetuazione della specie umana.

    Ma se l'uomo trasforma il piacere, che è un mezzo che facilita i suddetti atti, in un fine in sé, va contro la sua stessa ragione che gli fa vedere che è un disordine. E così facendo contraddice la legge naturale e viola la norma oggettiva della morale. Come ulteriore prova di questo punto, san Paolo insegnò ai Romani che la legge naturale è inscritta nel cuore dell'uomo.5

    San Tommaso d'Aquino afferma che l'ordine è connaturato alla natura e quindi, quando qualcosa è disordinato, non procede dalla natura. Possiamo dire che il disordine è innaturale. Pertanto, disobbedire a una legge significa disobbedire a Dio e, poiché Dio è l'Autore della legge naturale, disobbedire alla legge naturale significa peccare e il peccato è un disordine.6

    Universalità della legge naturale

    Essendo radicata nella natura umana, la legge naturale è universale e immutabileperché si applica a tutto il genere umano in egual misura. Essa comanda e proibisce in modo coerente, ovunque e sempre. Tutti gli uomini che hanno l'uso della ragione riconoscono la legge naturale. Questa conoscenza è incompleta nei bambini piccoli e compromessa nelle persone dissennate. Lo stesso accade con i selvaggi, giacché casi estremi di barbarie possono oscurare il riconoscimento della legge naturale. Un'estrema degradazione religiosa o morale può causare lo stesso fenomeno. La storia registra diversi esempi di religioni che praticano sacrifici umani, come nel caso dei cartaginesi e degli aztechi, e di prostituzione "sacra" nel caso dei fenici.7

    Anche i pagani conoscevano la legge eterna e la legge naturale

    Storicamente, anche le culture pagane avevano la nozione di legge eterna e di legge naturale. Così, in Antigone, Sofocle scrive di un tiranno, Creonte, che dopo aver conquistato una città proibisce di seppellire il cadavere del capo della città. Antigone, sorella del capo della città, sfida questa legge crudele e seppellisce il fratello e perciò è convocata davanti a Creonte:

    Creonte: Dimmi brevemente - non con un lungo discorso - eri consapevole che c'era un proclama che vietava quello che hai fatto?

    Antigone: Ne avevo sentito parlare. Come potevo non saperlo? Era di dominio pubblico.

    Creonte: Creonte: Eppure hai osato infrangere quelle stesse leggi?

    Antigone: Sì. Zeus non mi ha annunciato quelle leggi. E la Giustizia che vive con gli dèi che stanno sotto non ha inviato leggi simili per gli uomini. Non ritenevo nulla di ciò che proclamavi abbastanza forte da permettere a un mortale di scavalcare gli dèi e le loro leggi non scritte e immutabili, che non sono solo per oggi o per ieri, ma esistono per sempre, e nessuno sa dove siano apparse per la prima volta.8

    La legge positiva

    Le leggi positive sono quelle che Dio o l'uomo emanano, stabiliscono come precetto e impongono obbedienza sotto la minaccia di una punizione. Nel primo caso, abbiamo la legge positiva divina (ad esempio, il Decalogo). Nel secondo caso, abbiamo la legge positiva umana, che è fatta dai legislatori umani.

    La legge positiva umana deve essere basata sulla legge naturale e non sui capricci di qualcuno, sul consenso popolare o sulle circostanze storiche. Quando la legge positiva non è basata sulla legge naturale, non è una vera legge. Non siamo obbligati a obbedire e a volte non possiamo farlo, come nel caso di Antigone.

    La Legge morale oggettiva e la "scelta"

    Se neghiamo in teoria o in pratica l'oggettività della legge morale, trasformiamo l'atto morale in una mera "scelta personale". Molti dicono: "È la mia coscienza che decide cosa sia un atto morale". È vero che la coscienza guidata dalla ragione giudica se qualcosa è buono o cattivo, ma per giudicare correttamente la coscienza deve applicare principi morali corretti, i quali sono le norme oggettive che devono guidare le nostre azioni. In altre parole, la coscienza personale non crea la norma della moralità: applica solo le regole morali incarnate nella legge naturale.

    I liberali confondono queste due cose e trasformano la morale in una scelta personale capricciosa. Sostenendo che si può "scegliere" di agire come si vuole, negano l'oggettività della legge morale e il fatto che tutti gli uomini hanno una nozione fondamentale del bene e del male.

    Caos morale e processo rivoluzionario

    Il caos morale odierno è la conseguenza del processo rivoluzionario che il professor Plinio Corrêa de Oliveira ha chiamato la "Rivoluzione" e ha denunciato e analizzato nel suo capolavoro, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. Egli vedeva questo caos come il risultato dell'abbandono dei principi fondamentali della dottrina cattolica e della civiltà cristiana9.

    Egli ha sottolineato che la perdita del senso del peccato è una delle cause principali della crisi attuale, indicando come compito importante per la Controrivoluzione quello di far rivivere la nozione di bene e di male, di peccato in generale, di peccato originale e di peccato attuale.10  Pertanto, la nozione di Legge Eterna e di legge naturale, come base della morale e della legge, è di importanza cruciale al giorno d'oggi.

    Al culmine della Rivoluzione, un'opportunità per la Controrivoluzione

    Se è vero che la fibra morale della società si sta disintegrando e che stiamo entrando in un periodo di persecuzione per i cattolici, non è meno vero che questa tragica situazione offre una speranza. La Rivoluzione è un processo iniquo. Ma il suo potere sta nel travestimento e nell'ipocrisia, come per il diavolo. È per questo che Nostro Signore ha definito il diavolo "menzognero e padre della menzogna"11. E San Paolo ci ammonisce che "anche satana si maschera da angelo di luce”12. Ma quando la Rivoluzione proclama che il vizio contro natura è motivo di "orgoglio" e che una madre può "scegliere" di uccidere il suo bambino, il suo vero volto orrendo comincia ad apparire e di conseguenza il suo potere di seduzione si indebolisce.

    "La verità vi renderà liberi”

    Sebbene molti siano sedotti dal potere della Rivoluzione, coloro che desiderano contrastarla hanno qualcosa che quelli da essa sedotti non possiedono. Hanno la forza della verità e il potere della grazia. Nonostante la confusione e il caos generale, molte persone nutrono un crescente disgusto per le menzogne della Rivoluzione, la sua bruttezza, le sue tirannia e tenebrosità.

    Lentamente ma inesorabilmente, per usare una metafora del professor Plinio Corrêa de Oliveira, sempre più persone scendono dal treno della Rivoluzione e si orientano verso gli ideali della Contro-Rivoluzione. Sempre più persone desiderano qualcosa che non hanno mai conosciuto veramente: la civiltà cristiana. È diffusa l'idea che si debba tornare ai principi basilari, all'essenziale della vita, alla Legge Eterna e alla legge naturale, alla Verità. In una parola, la gente comincia a desiderare la promessa del nostro Salvatore: "Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi"13.

    E poiché senza la grazia non possiamo fare nulla, cosa c'è di meglio che ricorrere continuamente alla Madonna, che la Chiesa chiama Sede della Sapienza incarnata e trono dello stesso Verbo divino?

     

    Note

    1. Questo articolo è basato su una conferenza data ai corrispondenti della TFP statunitense nell’aprile del 2007.
    2. Rm 13, 1-2.
    3. Sal 18, 2.
    4. Santo Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, I–II, q. 93, a. 1.
    5. Cfr. Rm 2, 14-15.
    6. Cfr. Santo Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, I–II, q. 71, a. 1.
    7. Alcuni re apostati di Giuda adottarono, a volte, il culto fenicio di Astarte e Baal con la prostituzione "sacra" e furono condannati dai Profeti (cfr. I Re 14, 23-24; II Re 23, 7).
    8. Sophocles, Antigone, trans. Ian Johnston.
    9. Cfr. Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Controrivoluzione
    10. Cfr. Rivoluzione e Controrivoluzione
    11. Gv 8, 44.
    12. 2Cor 11, 14.
    13. Gv 8, 32.

     

    Fonte: Tfp.org, 4 Marzo 2008. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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  • USA: PERCHÉ I GIUDICI CONSERVATORI DELLA CORTE SUPREMA DELUDONO CHI LI ELEGGE NON RICONOSCENDO IL DIRITTO NATURALE

    I conservatori rimangono giustamente delusi quando i giudici da loro nominati tradiscono i loro principi in favore di un modello giuridico senza bussola morale. Non riescono a capire come questi trovino "diritti" e "libertà" sconosciuti in nome di un costituzionalismo deviato che ignora il solido caposaldo delle verità fondamentali basate sulla tradizione e la morale.

     

    di John Horvat

    Il diritto moderno ha un'avversione per la legge naturale. L'establishment giuridico la considera come un'erbaccia che ostacola il suo processo privando la legge moderna della sua neutralità morale. Non vede alcuna ragione per riconoscere una legge naturale superiore, inscritta nel cuore degli uomini, valida per tutti i popoli e luoghi e che fornisca il fondamento della certezza morale.

    Tale riconoscimento si scontrerebbe con i dogmi individualisti dei pensatori illuministi e contraddirebbe la nozione liberale che gli individui dovrebbero essere autorizzati a fare qualsiasi cosa purché non danneggi un altro. Non è un codice morale, bensì gli individui che vivono in un contratto sociale con gli altri che determinano la validità della legge. Lo Stato, non il Creatore, è l'unica fonte del diritto.

    Così, la legge diventa semplicemente un insieme di regole meccaniche che mantengono la società libera da intoppi, non il prodotto di un ordine divinamente ordinato. La legge positiva redatta dagli individui e confermata da un governo forte evita assoluti morali che complicano le cose creando dunque l'illusione di un'umanità che controlla il suo destino.

     

    La necessità di una legge solida

    Perciò, i conservatori rimangono giustamente delusi quando i giudici da loro nominati tradiscono i loro principi in favore di un modello giuridico senza bussola morale. Non riescono a capire come trovino "diritti" e "libertà" sconosciuti in nome di un costituzionalismo deviato che ignora la base solida delle verità fondamentali che poggiano sulla tradizione e la morale.

    In effetti, tutto il diritto, anche quello moderno, ha bisogno di un tale solido fondamento poiché non può funzionare se cambia continuamente. Un quadro immutabile o almeno difficile da cambiare fornisce stabilità e certezza.

    Il solido fondamento della legge nella civiltà occidentale era un tempo fornito dalla legge naturale attraverso la filosofia classica e l'insegnamento della Chiesa. Questo insieme di ampie linee guida, che esortavano tutti a fare il bene e ad evitare il male, costituiva il fondamento della morale che deve informare la legge. Elementi di questa legge naturale erano presenti anche al tempo della Fondazione dell’America.

    Tuttavia, il liberalismo del diciannovesimo secolo distrusse gradualmente la tradizione del diritto naturale che serviva da guida. L'establishment giuridico adottò uno standard di diritto positivo che si affidava al solo giudizio umano per fare leggi al di fuori di qualsiasi quadro morale stabilito.

    Pur negando il diritto naturale, questo nuovo ordine giuridico ha gradualmente utilizzato la Costituzione degli Stati Uniti facendole assumere la funzione stabilizzante di una sorta di legge naturale che prevale su tutte le altre leggi. Così, la Costituzione si erge come la legge suprema del paese, e la Corte Suprema è la sua interprete.

     

    I limiti della Costituzione

    Tuttavia, la Costituzione ha i suoi limiti. Anche se influenzata da solidi principi di diritto naturale, nulla garantisce che le sue interpretazioni non sbaglino nel definire la giustizia. Infatti, il documento è stato emendato ventisei volte. Alcune decisioni interpretative della Corte sono state ribaltate. Altre non sono andate d’accordo con il bene comune.

    Per funzionare correttamente, la Costituzione presuppone una nazione ordinata, poiché essa è adeguata nella misura in cui lo sono coloro che la sostengono e la interpretano. In tempi virtuosi, si poteva contare sulla Carta costituzionale per difendere valori cristiani e familiari molto basilari.

    Ma in questi tempi decadenti i progressisti manipolano le interpretazioni della Costituzione per renderla un documento "vivo", che rifletta gli standard immorali imperanti. All'interno della "penombra" delle sue clausole, i giudici trovano ora bizzarri "diritti" e stravaganti "libertà" che impongono alla nazione.

    Così, il documento diventa un'arma a doppio taglio poiché entrambi i partiti usano la stessa Costituzione come riferimento. Quando atrocità morali come l'aborto procurato vengono approvate, il testo fornisce poca protezione ai conservatori. Infatti, queste aberrazioni vengono poi consacrate come leggi "consolidate", il che le rende difficile da cambiare.

     

    Un sostituto della legge superiore

    Di fronte a questa fragilità, molti conservatori adottano un rigido atteggiamento di "Sola Costituzione”. Essi ragionano che se la lettura liberal del documento non può garantire l'ordine, allora la sua interpretazione deve limitarsi a riflettere l'intento originale dei Fondatori. I cosiddetti "originalisti" o "testualisti" sostengono che il corpo della saggezza congelata dei Fondatori è sufficiente per guidare la nazione attraverso questo periodo di tribolazione. Essi sostengono che questa interpretazione della legge preserverà l'ordine americano senza cambiare alcuna premessa positivista.

    La verità però è diversa. L'insieme di queste interpretazioni crea un surrogato di legge naturale a buon mercato che aggrava ulteriormente le conseguenze disastrose del rifiuto di quella autentica.

    Oggi, riflettendo la decadenza morale dei tempi, questa soluzione non funziona più. L'orribile decisione del giudice Neil Gorsuch nel caso Bostock contro Clayton County (2020) ha mostrato che qualcosa è andato storto nella logica “originalista”. Nessuno capisce come l'affermato "testualista e originalista" giudice Gorsuch (assieme al giudice Roberts) abbia potuto estrarre dei "diritti dei transgender" dal significato originale della parola "sesso” nell’intento dei redattori e degli esecutori del Civil Rights Actdel 1964. Tali letture rivelano che c'è più penombra e oscurità che luce nel campo degli originalisti.

     

    Una tempesta di fuoco sulle verità

    In questo dilemma legale, molti non sanno a chi rivolgersi. Alcuni insistono su un "originalismo migliore". Altri dicono che è tempo di cambiare il paradigma legale. Il professore emerito di Amherst, Hadley Arkes, ha acceso una tempesta di fuoco sulla destra affermando che alcune verità precedono la legge. Egli sostiene che la Natura ha qualcosa da dire sui problemi moderni che va oltre la portata dei Padri Fondatori, dimostrando persino che i Padri Fondatori riconobbero questo fondamento morale del diritto.

    La sua proposta non sarebbe un cambio di paradigma ma un ritorno ad una tradizione di libertà ordinata. Tali verità primarie sono tutte all'interno delle antiche radici della common law (ndt, l’ordinamento giuridico di origine britannico) che sta alla base del diritto americano. È un ritorno alla sorgente, un originalismo molto più originale degli sforzi moderni di definire quale sia stato l'intento dei Padri Fondatori.

     

    La vera battaglia delle mentalità

    Il dilemma non è una scelta tra letture originalistee progressiste della Costituzione giacché entrambe si basano sulle stesse premesse positiviste. Senza una base stabile di norme oggettive, una lettura non ha più autorità dell'altra. Lo scivolamento verso il caos giuridico prevarrà.

    La vera battaglia è quella delle visioni del mondo. Da una parte c'è un sistema evolutivo naturalistico guidato dalla passione umana, privo di uno scopo speciale o di un fine ultimo e che si basa su un'umanità decadente per tracciare il proprio percorso. Dall'altra c'è un ordine gerarchico governato da Dio per cui l'umanità progredisce in accordo con la natura umana e la virtù verso la perfezione morale e la santità.

    La Guerra Culturale non riguarda singole questioni ma lo scontro tra queste visioni del mondo, che ora infuria nel campo della legge.

     

    L'incubo hobbesiano

    Gli interpreti progressisti della Costituzione hanno adottato una visione del mondo hobbesiana che nega qualsiasi fine superiore nella vita che non sia l'autoconservazione. In questo tetro mondo secolare e antimetafisico, non c'è alcuna realtà trascendentale, anima spirituale o summum bonum. Infatti, Thomas Hobbes sosteneva che la società è una "guerra di tutti contro tutti", dove gli individui seguono le loro passioni e lottano per sopravvivere. L'unica soluzione è un governo forte e incontestabile chiamato Leviatano che imponga la sua legge per evitare che la società cada nel disordine.

    Così, liberi dai vincoli metafisici della natura umana, i progressisti ritengono che la legge naturale sia un corpo di fantasie poetiche create da coloro che sono disconnessi dalla realtà. Senza un fine ultimo, essi sostengono che l'uomo non ha bisogno di un quadro guida come la legge naturale, poiché la vita è ridotta a una lotta per sopravvivere in mezzo alla gratificazione delle passioni. Senza vita eterna, la legge naturale diventa un'invenzione della Chiesa per frenare gli appetiti indisciplinati. Lo Stato onnipotente è il legislatore supremo, che interpreta la volontà del popolo.

    Dunque, la modernità ha introdotto l'incubo hobbesiano di un mondo razionalista cane-mangia-cane alimentato dall'intemperanza frenetica delle passioni che hanno cambiato le strutture esterne della società. La postmodernità ha portato avanti questo processo cambiando le strutture interne dell'identità, dell'essere e della sessualità dell’individuo di oggi.

    Di conseguenza, ora i radicali cercano di adattare il diritto in modo che l'immaginazione prenda il controllo. Perciò, un ritorno all'“originalismo" basato su premesse positiviste non porterà ad un ritorno all'ordine. Non fermerà il progresso dei radicali d'avanguardia che negano la natura umana e cercano di distruggere tutto ciò che ostacola le loro passioni esacerbate.

     

    L’opposta visione del mondo cristiano

    La visione classica e cristiana del mondo non potrebbe essere più diversa dall'incubo hobbesiano. La sua cornice metafisica afferma la natura e la causalità che porta le cose verso il loro fine ultimo e scopo della vita. La legge naturale deriva dalla natura dell'uomo e sancisce norme oggettive e morali di comportamenti giusti e sbagliati.

    Questa legge non si impone agli individui, ma li aiuta a sviluppare il loro pieno potenziale e ad evitare il caos distruttivo delle passioni indisciplinate. La Chiesa non è l'inventrice di questa legge ma la sua custode, guidando le persone alla loro santificazione. La legge naturale è l'unico modo per opporsi alla marcia verso la distruzione della legge e dell'ordine. Il suo solido fondamento metafisico è legato alla realtà e al fine ultimo della salvezza.

     

    La tradizione americana di un diritto superiore

    Inoltre, il diritto naturale non è qualcosa di estraneo alla storia americana. Infatti, l'America ha una forte tradizione di diritto naturale. L'attaccamento della nazione a un diritto superiore risale a prima dell'indipendenza, come si può vedere in questo riferimento del famoso giurista inglese Sir William Blackstone (1723-1780): "Questa legge di natura, essendo coeva all'umanità, e dettata da Dio stesso, è naturalmente superiore in obbligo a qualsiasi altra. È vincolante su tutto il globo, in tutti i paesi e in tutti i tempi: nessuna legge umana è valida se contraria a questa; e quelle che sono valide derivano tutta la loro forza e tutta la loro autorità, mediatamente o immediatamente, da questa originale".

    Blackstone è l’autorità suprema sia della common law americana che di quella inglese, ed egli difende in modo inequivocabile questa legge superiore. Tali opinioni si possono trovare anche nelle opere di Sir Edward Coke (1552-1634), che anche lui influenzò fortemente il diritto americano incorporando i principi di diritto naturale contenuti nella Magna Carta nel diritto coloniale.

    La prova dell'antico passato del diritto naturale può ulteriormente essere fatta risalire alle radici romane del diritto trovate nelle espressioni di Cicerone, lex naturae, non scripta sed nata lex, lex caelestis, lex divina ("legge naturale, legge innata o non scritta, legge celeste, legge divina"). I filosofi e i canonisti cristiani adottarono in seguito tali formulazioni universali.

    Inoltre, le manifestazioni della legge naturale possono essere trovate ovunque, perché è incorporata dappertutto ci sia l'azione umana. Le leggi che la riflettono si trovano tra i molti luoghi in cui Dio l'ha introdotta: l'opinione pubblica, la coscienza comune, la testimonianza del costume, le antiche Carte e il senso giuridico del popolo.

    Lungi dall’essere un insieme arbitrario di regole religiose, la legge naturale collabora con la natura umana per fornirle cornici legali che sono ad essa connaturali.

    Quanto diversa da questa visione è il caos legale che ora affligge la nazione! Mentre l'infrastruttura legale del paese si sta smantellando, gli americani dovrebbero avere il coraggio di proclamare che le verità oggettive e ineludibili, fondate sulla natura, precedono e influenzano la legge e che persino i Padri Fondatori le riconoscevano come ancore e assiomi. Giudici e magistrati non possono più permettersi di ignorare la sostanza morale dei problemi moderni in nome di una presunta lettura testuale. I conservatori saranno sempre delusi fin tanto che mancherà un fondamento sostanziale per interpretare la legge.

    È tempo di tornare alla tradizione. È tempo di tornare a Dio, fonte di ogni autorità e legge. L'unica altra scelta è il percorso irrazionale verso il caos della legge postmoderna. Solo il solido fondamento di una tradizione di diritto superiore servirà a contrastare il naufragio giuridico che si profila all'orizzonte.

     

    Fonte: The immaginative Conservative, 8 Novembre 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

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