Sacro Cuore di Gesù

  • Festa del Sacro Cuore di Gesù. Il sole dell'amore di Dio

     

     

    di Plinio Corrêa de Oliveira

    Sarebbe inutile attenuare l'enormità dei crimini che da tante parti l'umanità pratica ai nostri giorni [era l'inizio della I Guerra Mondiale, ndt.]. A suo tempo Pio XI disse in una delle sue Encicliche [Divini Redemptoris, 19-3-1937] che il degrado morale del mondo era tale che lo metteva nell'imminenza di vedersi precipitato, da un momento all'altro, in condizioni spirituali più miserabili di quelle in cui si trovava il mondo quando venne il Salvatore. In altre parole, gli errori accumulati dai secoli che ci hanno preceduto, i deliri della Pseudo-Riforma, le audacie anticristiane di coloro che prepararono la Rivoluzione Francese con le filosofie enciclopediche, il libertinaggio sfrenato dei costumi, i crimini stessi della Rivoluzione Francese, l'apostasia dei filosofi tedeschi, hanno creato un ambiente d'universale corruzione che è culminata nei disordini, nelle catastrofi, nella sregolatezza, nello scatenarsi della concupiscenza alla quale l'umanità dei nostri giorni assiste. E l'abisso d'iniquità in cui ci siamo precipitati è così profondo, che Pio XI temeva di vedere cancellati, per la grande maggioranza degli uomini, i benefici infiniti della Redenzione che Nostro Signor Gesù Cristo venne a portare al mondo.

    La considerazione di tanti crimini suggerisce naturalmente l'idea della divina giustizia, e quando guardiamo a questo mondo peccatore, che geme nelle torture di mille crisi e di mille angosce, e che, malgrado tutto ciò, non fa penitenza; quando consideriamo i progressi spaventosi del neopaganesimo che è sul punto di prendere il potere su tutta l'umanità; quando vediamo, infine, la pusillanimità, la spensieratezza, la divisione tra coloro che ancora non si sono uniti ai seguaci del male, il nostro spirito si impaurisce nella previsione della catastrofe che l'empietà ostinata di questa generazione sta accumulando sopra se stessa. C'è qualcosa di liberale o di luterano nell'immaginare che tanti crimini non meritino castighi, e che un'apostasia così grande si è verificata a causa di un semplice errore intellettuale, senza grave peccato per l'umanità. La realtà non è quella. Dio lascia libere le sue creature, e se queste si trovano lontano da Lui, la colpa può essere solo di loro e non di Dio. Non ci sarà per l'umanità un'altra fine, ai nostri giorni, che scomparire sotto un diluvio di fango e di fuoco? Se Dio lasciasse agire esclusivamente la Sua Giustizia, senza dubbio. E neanche possiamo sapere se in tale caso il mondo sarebbe arrivato fino al XX secolo della nostra era. Però siccome Dio non è soltanto giusto ma è anche misericordioso, Lui non ha chiuso ancora per noi la porta della salvezza. Un'umanità ostinata nell'empietà può aspettarsi di tutto dai rigori di Dio. Però Dio, che è infinitamente misericordioso, non vuole la morte dell'umanità peccatrice, ma anzi «che si converta e viva». E per quello la Sua grazia cerca insistentemente tutti gli uomini affinché lascino i loro pessimi cammini e ritornino all'ovile del Buon Pastore.

    Se non ci sono catastrofi che non debba temere un'umanità impenitente, non ci sono misericordie che non possa aspettarsi un'umanità pentita. E per quello non è necessario che il pentimento abbia consumato la sua opera restauratrice. Basta che il peccatore, ancora dal fondo dell'abisso, si rivolga a Dio con un semplice inizio di pentimento efficace, serio e profondo, affinché trovi immediatamente il soccorso di Dio, che non si è mai dimenticato di lui. Lo dice lo Spirito Santo nella Sacra Scrittura: anche quando tuo padre e tua madre ti lasciassero, io non mi dimenticherò di te. Persino nei casi estremi in cui il parossismo del male arriva ad esaurire la stessa indulgenza materna, Dio non si stanca. Perché la misericordia di Dio beneficia il peccatore perfino quando la Giustizia divina lo colpisce con mille disgrazie nel cammino dell'iniquità.

    Queste due immagini della giustizia e della misericordia divina devono essere costantemente messe davanti agli occhi dell'uomo contemporaneo. La giustizia, affinché egli non presuma temerariamente di salvarsi senza merito. La misericordia, affinché non disperi della sua salvezza purché voglia emendarsi. E se le ecatombi dei nostri giorni già parlano così chiaramente della giustizia di Dio, quale visione migliore per completare questo quadro se non il sole della misericordia che è il Sacro Cuore di Gesù? «Deus caritas est». Dio è carità. E per questo il semplice annuncio del Nome Santissimo di Gesù ricorda l'idea dell'amore. L'amore insondabile ed infinito che ha portato la Seconda Persona della Santissima Trinità ad incarnarsi!

    L'amore che si manifesta agli uomini per mezzo dell'umiliazione incomprensibile di un Dio che si mostra agli uomini come un povero Bambino, che è nato in una grotta. L'amore che traspare per mezzo di quei trent'anni di vita raccolta, nell'umiltà della più stretta povertà e nelle fatiche incessanti di quei tre anni di evangelizzazione in cui il Figlio dell'Uomo ha percorso le strade ed i cammini, ha oltrepassato monti, fiumi e laghi, ha visitato città e borghi, ha attraversato deserti e piccoli paesi, ha parlato ai ricchi e ai poveri, diffondendo amore e raccogliendo soprattutto ingratitudine. L'amore dimostrato in quella Cena suprema, preceduta dalla generosità della lavanda dei piedi e coronata dall'istituzione dell'Eucaristia! L'amore di quell'ultimo bacio dato a Giuda, in quello sguardo su San Pietro, in quelle offese sofferte nella pazienza e nella mansuetudine, in quelle sofferenze patite fino alla consumazione totale delle ultime forze, in quel perdono-grazia col quale il Buon Ladrone ha rubato il Cielo, in quel dono supremo di una Madre celestiale all'umanità miserabile. Ognuno di questi episodi è stato meticolosamente studiato dai sapienti, piamente meditato dai Santi, riprodotto magnificamente dagli artisti, e soprattutto celebrato in maniera imparagonabile dalla liturgia della Chiesa. Per parlare del Sacro Cuore di Gesù c'è soltanto un mezzo: è ricapitolare doverosamente ognuno di loro.

    Veramente, venerando il Sacro Cuore, la Santa Chiesa non vuole altro che rendere una lode speciale all'amore infinito che Nostro Signor Gesù Cristo ha dispensato agli uomini. Poiché il cuore simboleggia l'amore, con il culto del Cuore la Chiesa celebra infatti proprio l'Amore. Nelle più diverse e belle invocazioni che ci siano e con cui la Santa Chiesa si riferisce alla Madonna, in nessuna di esse tralasceremo di trovare un rapporto fra Lei e l'amore di Dio. Queste invocazioni celebrano un dono di Dio al quale la Madonna ha saputo essere perfettamente fedele, oppure un potere speciale che Lei ha preso dal Suo Divin Figlio. Orbene, cosa dimostrano i doni di Dio se non un amore speciale del Creatore? E cosa dimostra il potere della Madonna presso Dio se non che questo stesso amore? Così, quindi, è con ogni proprietà di termini che la Madonna può allo stesso tempo essere chiamata «specchio di giustizia» e «onnipotenza supplicante». Specchio di Giustizia perché Dio l'ha tanto amata fino a concentrare in Lei tutte le perfezioni che in una creatura si possono avere, e per questo in nessuna Lui si specchia così perfettamente come in Lei. Onnipotenza supplicante perché non c'è grazia che si ottenga senza la Madonna, e non c'è grazia che Lei non ottenga per noi. Quindi, invocare la Madonna sotto il titolo Cuore Immacolato di Maria è fare una sintesi bellissima di tutte le altre invocazioni, è ricordare il riflesso più puro e più bello della Maternità Divina, è far vibrare in una sola volta e armoniosamente tutte le corde dell'amore che tocchiamo una ad una enunciando le varie invocazioni della litania lauretana o della Salve Regina.

    Ma c'è un'invocazione che desidero ricordare in modo particolare. È quella dell'Avvocata dei peccatori. Nostro Signore è Giudice, e per infinita che sia la sua misericordia, Lui non può non esercitare le sue prerogative di giudice. La Madonna, invece, è soltanto avvocata. E nessuno ignora che non fa parte della funzione dell'avvocato altro che difendere il reo. Così, dire che la Madonna del Cuore Immacolato è nostra avvocata significa dire che abbiamo nel Cielo un'avvocata onnipotente, nelle cui mani si trova la chiave di un oceano di infinita misericordia. Cosa vi è di meglio da mostrare a questa umanità peccatrice che, se non si parla della Giustizia di Dio, precipita ogni volta di più nel peccato, e se si parla di essa, dispera di salvarsi? Facciamo vedere la Giustizia: è un dovere la cui omissione ha prodotto i più dolorosi frutti. Però a fianco della Giustizia che colpisce gli impenitenti, non dimentichiamoci mai della misericordia che aiuta il peccatore seriamente pentito a lasciare il peccato e, così, a salvarsi.

     

    Fonte: O Legionário,Luglio 1940. Traduzione italiana a cura del sito pliniocorreadeoliveira.it

  • La devozione al Sacro Cuore di Gesù e la Contro-Rivoluzione

     

     

    di Plinio Corrêa de Oliveira

    Voi sapete che la devozione al Sacro Cuore di Gesù è alla radice di tutti i movimenti controrivoluzionari sorti dopo le famose rivelazioni a Santa Margherita Maria Alacoque nel secolo XVII.

    Nostro Signore le diede l’incarico di trasmettere un messaggio al re Luigi XIV, esortandolo a consacrare se stesso e la Francia al Sacro Cuore di Gesù, e a porre questo simbolo sugli stendardi del regno. Se il re di Francia avesse intrapreso la lotta contro i nemici della Chiesa, Nostro Signore prometteva di venire in suo aiuto, conducendo il suo regno verso una grande gloria.

    Il Sacro Cuore auspicava che Luigi XIV cambiasse orientamento e si mettesse a capo di una Contro-Rivoluzione in Europa. Se egli avesse dato ascolto a questa esortazione, il suo sarebbe stato un regno glorioso e la Francia sarebbe andata verso un periodo di grande apogeo cattolico.

    La devozione al Sacro Cuore si sarebbe diffusa in tutto il mondo, e si sarebbe creato un clima spirituale propizio per la predicazione di S. Luigi Maria Grignion de Montfort, che visse proprio in quel periodo. A mio parere, questo avrebbe evitato alla Francia la Rivoluzione del 1789. Sono sicuro che se Luigi XIV avesse dato ascolto alle richieste del Sacro Cuore, la marcia della Rivoluzione sarebbe stata interrotta.

    È dunque chiaro che, già dal primo momento, la devozione al Sacro Cuore ebbe un carattere nettamente controrivoluzionario. E perciò tutti i movimenti di reazione contro la Rivoluzione francese si sono sempre richiamati al Sacro Cuore di Gesù, usandolo perfino come distintivo.

    La devozione al Sacro Cuore, mentre è un segno di speranza e di entusiasmo per i figli della luce, è letteralmente detestata dai figli delle tenebre. Cosa affermano costoro?

    Un primo argomento, secondo loro decisivo, è chiedersi perché questa esclusività per il Sacro Cuore. Non si potrebbe pensare a una bella devozione, per esempio, alle Sacre Mani o ai Sacri Occhi? Non potremmo perfino “smembrare” Gesù, adorandone ogni parte? Perché non adorare le orecchie, che sentono le suppliche degli uomini? Oppure la bocca, dalla quale sgorgano parole di salvezza? Oppure le mani, che ci benedicono?

    Altri, invece, la criticano in quanto devozione sentimentale. Il cuore è simbolo del sentimento, dicono. Sarebbe quindi una devozione sentimentale, senza contenuto teologico e non dovrebbe essere ammessa.

    In realtà, attraverso documenti solenni, solidi, magnifici, la Santa Sede ha più volte incoraggiato questa devozione. Mi viene in mente, per esempio, l’enciclica «Inscrutabili Divinae Sapientiae» di papa Pio VI, nel 1775, che concedeva molte indulgenze legate alla devozione dei primi venerdì dedicati al Sacro Cuore. Pensiamo poi alle tantissime confraternite intitolate al Sacro Cuore, erette e approvate dalle autorità ecclesiastiche. Per non parlare delle tante chiese costruite in onore del Sacro Cuore di Gesù. La Chiesa ha approvato in modo sovrabbondante questa devozione che ha, dunque, tutte le carte in regola per meritare la nostra fiducia.

    Riguardo al primo argomento, cioè perché non tributiamo devozione ad ogni membra di Nostro Signore Gesù Cristo, si tratta di avere buon senso. Privatamente possiamo adorare Nostro Signore in ogni Sua parte. Possiamo, per esempio, adorare i Suoi occhi infinitamente espressivi, regali, seri, sapienti, divini. Occhi così penetranti che con un solo sguardo convertirono S. Pietro.

    La Chiesa, però, ha un senso molto fine del ridicolo, e capisce che il sublime sta a un passo dal primo. Essa capisce che gli spiriti volgari potrebbero facilmente fare sarcasmo di un tale “smembramento” di Nostro Signore, per la verità un po’ scioccante alla sensibilità umana, anche se perfettamente legittimo dal punto di vista teologico.

    Ciò non toglie che, in certe circostanze, possiamo adorare altre parti del divino corpo. Per esempio, nella basilica di S. Sebastiano fuori le mura, sulla via Appia a Roma, ci sono le impronte dei Divini Piedi su una pietra. Noi possiamo ovviamente adorare questi piedi che hanno attraversato la terra per predicare. Questi piedi che si sono sporcati di polvere durante la divina missione di insegnare, salvare e combattere il male. Noi possiamo adorare questi piedi in quanto, pieni di sangue, sono serviti a portare la croce per la nostra redenzione. Possiamo adorare questi piedi mentre venivano perforati dai chiodi, e via dicendo. Questo è perfettamente legittimo.

    Un bel modo di adorare in questo modo Nostro Signore Gesù Cristo è unirsi alle meditazioni che la Madonna certamente fece mentre deponevano Gesù dalla croce. Quando, cioè, Ella ebbe fra le braccia il Suo divino corpo ormai esangue. Trafitta dal dolore, considerò sicuramente ogni parte di questo corpo martoriato con una profondità di pensiero, di amore, di riverenza, di rispetto e di affetto difficile da penetrare. Considerò ciascuna di queste parti, adorandole nel loro significato e funzione specifici. E visse l’offesa arrecata alla Divinità quando questa o quella parte del divino corpo venne flagellata o colpita. Ella, insomma, praticò in modo perfetto questa devozione.

    Quindi è solo per una questione di opportunità, per una questione di senso delle apparenze e delle proporzioni che la Chiesa non promuove il culto a ciascuna delle membra del corpo di Nostro Signore Gesù Cristo.

    Ma, in cosa consiste, esattamente, la devozione al Sacro Cuore?

    Comincio col rilevare che, nelle Sacre Scritture, il cuore non ha affatto i connotati sentimentali che ha invece assunto a partire dal secolo XIX. Nelle Sacre Scritture il cuore non esprime il sentimento bensì la volontà. Leggiamo, per esempio, nel Salmo 118: “Con tutto il cuore ti cerco, non farmi deviare dai tuoi precetti”.

    Il cuore esprime la volontà umana, esprime il suo desiderio di camminare verso la santità. Ma è una volontà densa di pensiero, come in quel brano evangelico che dice: “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Luca 2,19).

    Vi rendete conto che il cuore non è il sentimento, ma l’anima che serba quelle cose e medita su di esse. Il cuore è la volontà della persona, è il suo elemento dinamico col quale considera e analizza le cose. Il Sacro Cuore di Gesù è questo in Nostro Signore. Il Sacro Cuore è il modo con il quale Egli considera tutte le cose, le analizza e le guida con la Sua volontà divina. E questa volontà deve trovare un’eco nel cuore dell’uomo.

    Per estensione, esiste anche la devozione, immensamente significativa, al Cuore Immacolato di Maria, che è come uno scrigno all’interno del quale troviamo il Sacro Cuore di Gesù.

    A chi abbraccia la devozione al Sacro Cuore, Nostro Signore ha promesso un fiume di grazie. Ho già commentato, lo scorso anno, le promesse del Sacro Cuore a coloro che faranno i nove primi venerdì del mese. Forse la più impressionante è la promessa di non morire senza la grazia del pentimento. Non è detto che la persona vada sicuramente in paradiso, ma Nostro Signore non la lascerà morire senza una grande grazia di salvezza.

    Credo sia chiaro quanto la Chiesa vuole che questa devozione sia conosciuta e apprezzata secondo ragione. Una devozione meramente sentimentale sarebbe priva di sostanza. La nostra dev’essere una devozione forte, che cerca cioè di conoscerne il fondamento razionale, salvo poi amarla e abbracciarla fino alle ultime conseguenze. Questa è la nostra pietà.

    Finisco esortandovi a rivolgere l’anima al Sacro Cuore di Gesù come fonte di grazie concepite appositamente per questi tempi di Rivoluzione, così difficili, nei quali dobbiamo chiedere al Sacro Cuore di Gesù che ci rigeneri col Suo Preziosissimo Sangue, che ci lavi e ci purifichi. Questo è il senso della magnifica preghiera dei primi venerdì.

    Insisto su questo punto finale. Tutti conosciamo l’episodio del centurione che trafisse con una lancia questo vero tabernacolo che è il Sacro Cuore di Gesù. Parte dell’acqua e del sangue usciti dal costato di Nostro Signore bagnarono i suoi occhi, facendogli riacquistare immediatamente una vista perfetta. Per noi questo fatto è molto eloquente.

    Ciò significa che coloro che prestano devozione al Sacro Cuore di Gesù possono chiedere una simile grazia, non tanto per la vista fisica quanto per quella spirituale. Chiediamo al Sacro Cuore il senso cattolico, chiediamo il senso della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione, chiediamo di poter capire come agiscono la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione attorno a noi, e anche dentro di noi.

    Chiediamo la grazia di conoscere i nostri difetti, e di essere consapevoli di quelli altrui. Chiediamo la grazia di poter guarire noi stessi, salvo poi guarire la società. Ricorriamo al Sacro Cuore di Gesù, chiedendogli quell’acqua che guarì il centurione per eliminare la cecità dalle nostre anime. Chiediamo al Sacro Cuore di Gesù attraverso il Cuore Immacolato di Maria che ci guarisca da ogni cecità.

     

    Fonte:Rivista Tradizione Famiglia Proprietà, Giugno 2011. Riunione per soci e cooperatori della TFP brasiliana, 4 marzo 1965.

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