L'intelligenza artificiale per coloro

che credono ancora nel diavolo

 

 

di John Horvat

In effetti, ciò che i cattolici praticanti vogliono sapere è come affrontare la minaccia dell'IA alla loro santificazione. Vogliono sapere come resistere alle occasioni di peccato che l'IA presenta loro, specialmente ai giovani, giacché devono lottare con la frenetica intemperanza di questo nuovo mezzo, che assorbe sempre maggiori quantità del loro tempo a scapito delle loro anime. Molti giovani cattolici stanno sprecando ore a cercare consigli dai chatbot di IA1 che li portano fuori strada da altri doveri.

L'enciclica non menziona nulla di questa lotta per la salvezza personale. Non usa nemmeno le parole "santificazione", "inferno" o "diavolo". Il peccato è appena menzionato. La lotta quotidiana per vincere il diavolo, la carne e il mondo non figura in questo documento, il quale adotta un approccio antropologico e naturalistico che la maggior parte dei fedeli fatica a comprendere. Per i veri cattolici che credono ancora nel diavolo, è tempo di esaminare alcune questioni molto concrete e pratiche sull’IA rimaste senza risposta nell’enciclica.

 

ESPLORARE L'IA COME STRUMENTO DI TENTAZIONE

Una discussione del genere è controversa. Queste domande si trovano ai margini del dibattito, in agguato, nell’ombra del dark web. Le persone si fanno internamente queste domande ma hanno paura di porle. Esitano a esporsi in pubblico perché non vogliono dare l’impressione di essere emarginati.

Forse sarà meglio invece esporre il problema senza mezzi termini: l’influenza dell’IA minaccia la salvezza delle anime? L’IA può fungere da mezzo di tentazione e perdizione? I cattolici hanno bisogno di sapere se possa esserci qualcosa al di là dell’interazione di impulsi elettronici all’interno dell’IA.

Per il cattolico praticante che crede nel diavolo, si tratta di domande legittime che corrispondono all’esperienza personale. Dunque, è necessario ristabilire alcune premesse sul diavolo e sulla sua opera malvagia.

 

RIAFFERMARE LE PREMESSE

La prima premessa è che il diavolo esiste. Molte persone non credono più nel diavolo, e lui fa tutto il possibile per convincerle che non esiste perché lavora meglio nell’ombra.

Infatti, molti teologi e pastori oggi non menzionano il diavolo. Affermano che l’Inferno è vuoto, quindi non c’è motivo per cui il diavolo debba rimanere nei pressi dell’Inferno o addirittura «percorrere il mondo per nuocere il genere umano e perdere le anime» (ndt, dall’Esorcismo di Leone XIII). Tuttavia, indipendentemente da ciò che pensano coloro che lo negano, il diavolo esiste ed è molto attivo.

La seconda premessa è che il diavolo desidera la dannazione eterna di tutti. Lavora senza sosta per mandare le persone all’Inferno, usando qualsiasi mezzo per raggiungere questo scopo. La visione dell’Inferno avuta dai pastorelli a Fatima lo ha mostrato appieno.

La premessa successiva, spesso dimenticata, è che il diavolo può esercitare concretamente la sua influenza e agire sulle anime.

 

I MODI IN CUI IL DIAVOLO AGISCE SULLE ANIME

La Chiesa insegna che ciò può avvenire in diversi modi. Il diavolo può agire tentando le persone a peccare, per esempio, agendo sull'immaginazione con immagini, suggestioni e pensieri malvagi.

Il diavolo può avvalersi della materia per influenzare le persone. Egli non può creare la materia, ma può manipolarla e muoverla. Così, può produrre suoni e luce, e proiettare immagini. Può influenzare il sistema nervoso e causare malattie. Può manipolare ciò che le persone vedono o percepiscono. Questo impatto sulla materia è il motivo per cui le tavole Ouija, ad esempio,facilitano l’avvicinamento all’occulto. Infine, il diavolo può presentarsi o presentare i suoi inganni alla vista umana in modo visibile e diretto oppure attraverso un medium o un canale.

Per questo motivo, la Chiesa Cattolica ha molte preghiere ed esorcismi diretti contro il diavolo. Egli è molto reale e fa sentire la sua influenza ovunque. Poiché il diavolo si serve delle cose create, ne consegue che non c'è nulla di contrario all'insegnamento della Chiesa nell'ammettere che questa influenza possa applicarsi all'IA o addirittura aumentare il suo impatto in modo esponenziale.

 

L'OPPORTUNITÀ DELL'IA

In effetti, l'IA è un mezzo potente perché permette alle macchine di sembrare agire come esseri umani. È all'avanguardia nella comunicazione. Il diavolo sarebbe scemo a non usarla nella misura massima possibile per raggiungere il suo fine. È un angelo caduto con intelligenza angelica e può quindi percepirne l'utilità. Il diavolo non è un ludista. (ndt. Il ludismo fu un movimento guidato dagli artigiani inglesi nel XIX secolo, che tra il 1811 e il 1816 protestarono contro le nuove macchine che li stavano sostituendo nel lavoro.)

Inoltre, l'IA è un mezzo ideale per la sua azione manipolatrice. Non è troppo fisica, ma più spirituale e virtuale e coinvolge immagini in cui si dimostra particolarmente abile a manipolare.

La mentalità naturalista rifiuta di riconoscere che sia gli angeli che i diavoli sono capaci di azioni soprannaturali nel mondo. Dato questo rifiuto, qualsiasi considerazione su come questa azione potrebbe essere portata a termine usando l’IA è considerata speculativa e trascurabile.

Tuttavia, le azioni del diavolo con l'IA sarebbero coerenti con il modo in cui agisce con qualsiasi cosa o sistema materiale. Raramente il maligno appare direttamente perché è ripugnante nel suo stato decaduto ed eternamente condannato. Gli esseri umani sono naturalmente attratti da Dio e da tutto ciò che è buono, vero e bello. Se il diavolo dovesse manifestarsi pienamente in tutte le azioni dell'IA, le persone ne sarebbero scioccate e il diavolo agirebbe quindi contro i propri interessi.

Il modo più frequente in cui agisce attraverso l'IA sarebbe attraverso un'influenza indiretta sulle persone. Anche le persone più scettiche, che credono solo vagamente nel diavolo, dovrebbero concordare sul fatto che questo tipo di azione è possibile.

Pertanto, l'intelligenza artificiale può creare nell'animo umano condizioni che rendono le persone vulnerabili all'azione demoniaca. Ad esempio, l'IA può favorire il narcisismo, l'adulazione e le false realtà, il che apre la strada all'azione demoniaca associata all'autoesaltazione e all'orgoglio. Può erodere il pensiero critico attraverso un eccessivo affidamento agli algoritmi, portando a un declino del ragionamento umano. Il diavolo prospera quando la ragione è assente o fortemente ridotta. I social media e i chatbot basati sull'IA favoriscono l'isolamento e la solitudine sostituendo le relazioni umane. Il diavolo può quindi riempire il vuoto.

Il diavolo potrebbe anche tentare la persona a peccare utilizzando l'IA. Ad esempio, potrebbe tentare una persona a usare l'IA per trovare materiale pornografico e crearne forme ancora più peccaminose e degradanti. Potrebbe consumare le persone con l'intemperanza, portando, ad esempio, a conversazioni di 14 ore con i chatbot. L'IA apre enormi opportunità per ogni tipo di passione peccaminosa e vizio.

 

IL POTERE DI MANIPOLARE LA MATERIA E I SISTEMI

Se si ammette che il diavolo possa manipolare la materia esistente, allora è possibile un qualche tipo d’intervento demoniaco nelle conversazioni con i chatbot, nella proiezione d’immagini o nella manipolazione delle percezioni. I sistemi possono comunicare tentazioni. Infatti, se il diavolo causava rumori come quelli che tenevano sveglio di notte il santo Curato d'Ars, perché non può trasmettere impulsi elettronici tramite cavi in fibra ottica? Se il diavolo può comunicare attraverso una tavola Ouija, perché non attraverso un computer o la scheda madre di un telefono cellulare?

Infine, il diavolo potrebbe persino, sebbene raramente, presentarsi agli occhi umani nelle applicazioni d’intelligenza artificiale, poiché queste sono un mezzo che favorisce le sue azioni attraverso le immagini.

 

LUOGHI OSCURI DOVE ACCADONO COSE STRANE

In effetti, ci sono luoghi oscuri sul web dove accadono cose strane. Internet è da tempo un rifugio per l'occulto. Fin dall'inizio, il cosiddetto movimento tecnopagano all'interno del cyberspazio ha fuso credenze spirituali con la tecnologia emergente. I suoi seguaci hanno allestito altari digitali come spazi rituali per mostrare immagini e invocare le loro divinità occulte all'interno di piattaforme online immersive. Oggi, la rete è piena di stregoneria online, astrologia e altre attività occulte che possono essere potenziate con le app di IA.

Ad esempio, ci sono segnalazioni secondo cui app di IA o i chatbot con connotazioni occulte hanno indotto persone a suicidarsi. Gli esorcisti avvertono le persone di stare alla larga da queste influenze. Tutte queste cose suggeriscono che la partecipazione del diavolo in questo campo è molto grande.

 

DISTRUGGERE LA VITA DELLE PERSONE REALI

La portata dell'influenza del diavolo all'interno dell'IA dipende da quanto gli individui rifiutano il diavolo nella loro vita quotidiana. Tuttavia, la minaccia è reale. Queste influenze stanno danneggiando la vita delle persone e le anime si perdono a causa delle tentazioni. Pertanto, qualsiasi analisi dell'IA dovrebbe includere un riferimento al diavolo «che percorre il mondo per nuocere il genere umano e perdere le anime» (ndt, Esorcismo di Leone XIII). La Chiesa dovrebbe avvalersi della sua vasta esperienza in materia per mettere in guardia da questo pericolo.

Non si tratta solo della dignità della persona umana, ma della salvezza delle anime. Questa minaccia soprannaturale merita di essere menzionata con serietà. Tuttavia, l’enciclica tace sul pericolo rappresentato dalle azioni del diavolo, che sono sempre state riconosciute nel corso della storia della Chiesa.

I cattolici nel mondo reale che credono ancora nel diavolo sono lasciati a se stessi. Il diavolo non si osa più menzionarlo, poiché mettere in guardia le persone dalla sua influenza nefasta è così contrario allo spirito di questi tempi naturalisti.

 

  1. I chatbot sono strumenti raffinati in grado di comprendere e rispondere alle richieste degli utenti in modo sempre più naturale, rapido ed efficiente.

 

Fonte: Tfp.org, 3 giugno 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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