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Come Nostro Signore, non indietreggiamo di fronte a un apparente fallimento nella pratica della franchezza apostolica*

 

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

È vero che dobbiamo rallegrarci quando, dal campo dell'avversario, riceviamo l'uno o l'altro applauso da un'anima toccata dalla grazia, che comincia ad avvicinarsi a noi. Ma quanto è diverso questo applauso dalla gioia ingannevole e turbolenta degli empi, quando alcuni apostoli ingenui presentano loro, mutilate e mutilanti, alcune verità che assomigliano agli errori dell'empietà. In questo caso, l'applauso non significa un movimento delle anime verso il bene, ma l'esultanza che esse provano nel supporre che la Chiesa non voglia strapparle al male. Sono gli applausi di chi si rallegra di poter continuare a peccare, e significano un'attenuazione ancora maggiore del male. Questi applausi, dobbiamo evitarli. E, per questo motivo, chi non accetta l'impopolarità si scontra con il Nuovo Testamento:

“Non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia” (1Gv 3, 13).

Irritare i malvagi è spesso il frutto di azioni nobili:

“Gli abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti (empi) della terra” (Ap 11, 10).

Si sbaglia di grosso chi pensa che ogni volta che la dottrina cattolica viene predicata in modo esemplare con la parola e con l'esempio, otterrà un applauso unanime. San Paolo dice:

“Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2Tm 3, 12). Come vediamo in questo testo, è la vita pia che esaspera l'odio dei malvagi. La Chiesa non è odiata a causa delle imperfezioni che nel corso dei secoli sono state notate in questo o quel suo rappresentante. Queste imperfezioni sono quasi sempre dei meri pretesti per l'odio dei malvagi di ferire ciò che di divino c'è nella Chiesa.

Il buon odore di Cristo è un profumo d'amore per coloro che si salvano, ma suscita odio in coloro che si perdono:

“Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita” (2Cor 2, 15-16).

Per il vero apostolo, poco importa essere amato, se questo amore non è espressione dell'amore che le anime hanno o almeno cominciano ad avere per Dio, o, comunque, non contribuisce al Regno di Dio. Ogni altra popolarità è inutile per lui e per la Chiesa. Per questo San Paolo ha detto:

“Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!” (Gal 1, 10).

Come vediamo, l'approvazione degli uomini deve terrorizzare l'apostolo dalla coscienza delicata piuttosto che rallegrarlo: non avrà forse trascurato la purezza della dottrina per essere così universalmente stimato? È sicuro di aver flagellato l'empietà come era suo dovere?

Allora, se non ha uno spirito soprannaturale distaccato e virile, lo si vedrà strisciare dietro a coloro che lo abbandonano, diluendo i principi, corrodendo e sfigurando le verità, sminuendo e svendendo i precetti per salvare gli ultimi frammenti di quella popolarità di cui, inconsciamente, aveva fatto un idolo.

Quale comportamento può differire più profondamente da questo dello spirito elevato con cui Nostro Signore, per quanto profondamente triste, condusse fino alla morte, e alla morte di croce, la sua lotta diretta e imperterrita contro l'empietà?

Se le verità dette con chiarezza sono talvolta motivo per i perversi di arroccarsi nel male, quanto è grande la gioia dell'apostolo che ha saputo superare il suo spirito pacifista, e con colpi energici, salvare le anime.

*Grassetti e adattamenti di linguaggio sono di redazione

Attribuzione immagine: By Frans Vandewalle - Rosselli, Sermon on the Mount, CC BY-NC 2.0, Flickr.

 

Fonte: In Difesa dell'Azione Cattolica, Parte V. La conferma dal Nuovo Testamento. Capitolo Unico. Importanza di questo capitolo. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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