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La complessità del governo della Chiesa e la formazione speciale del clero

 

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

Il corpo clericale è costituito da quelle persone che, dotate di vocazione, si consacrano interamente al ministero divino. Riflettendo un po', si vedrà che, tra tutte le funzioni di comando, nessuna è per sua natura, per il peso delle responsabilità che impone, per la terribile complessità delle questioni che tratta, più gravosa e assorbente del governo della Chiesa. Proprio per questo motivo, il Divino Redentore ha voluto che all'interno della Santa Chiesa ci fosse una categoria di uomini appositamente incaricati della distribuzione dei Sacramenti e della direzione degli affari ecclesiastici.

Sia le funzioni della Gerarchia dell'Ordine che quelle della Gerarchia di Giurisdizione richiedono una tale conoscenza della Dottrina, una tale integrità morale, una così perfetta rinuncia a tutte le preoccupazioni terrene, che, nel corso dei venti secoli della sua esistenza, la legislazione della Chiesa ha lentamente ma inesorabilmente accumulato le precauzioni necessarie per la perfetta determinazione delle condizioni di formazione e di attività dei chierici.

La formazione speciale del Clero

Gradualmente, come successive conquiste dell'esperienza, messe al servizio di un'alta saggezza, si determinarono le condizioni per la formazione dei futuri chierici: i seminari maggiori, i seminari minori, il tenore di vita, il programma degli studi, i problemi della formazione spirituale dei seminaristi, sono stati tutti oggetto di un'incessante preoccupazione da parte della Chiesa, che non ha risparmiato alcuno sforzo a questo proposito. In questa legislazione, c'è una preoccupazione uniforme di fornire una formazione sempre più completa ai futuri sacerdoti e vescovi.

Alla Chiesa vengono così fornite garanzie inestimabili

Anche la legislazione riguardante il tenore di vita e degli obblighi morali del sacerdote è stata sempre più arricchita. Due disposizioni correlate, il divieto per il sacerdote di dedicarsi a questioni estranee al suo ministero e la proibizione nel diritto canonico di affidare uffici gerarchici a persone diverse dai chierici, convogliano al servizio di Dio tutte le risorse di questa élite, affidandole potenzialmente o virtualmente l'intero governo della Chiesa. È a questa sublime elevazione che, lentamente ma inesorabilmente, la legislazione ecclesiastica ha portato la situazione del Clero, tessendo un'opera mirabile intorno agli elementi di istituzione divina che si trovano in materia.

Il più grave dei rischi

Non sarà difficile comprendere, dopo tutto questo, l'assurdità di pretendere che un élite così formata abbia solo un veto irrisorio in ordine al governo, mentre i laici, pii e istruiti forse, ma che non offrono alla Chiesa l'insostituibile garanzia di tutto un corso di preparazione al Sacerdozio, arrivano ad avere in mano funzioni che praticamente danno loro, in molte emergenze, maggiore autorità dei Sacerdoti.

È avventato, in questa materia, discutere di eccezioni. È certo, ad esempio, e la storia militare ne è piena, che certi ufficiali nascono con un talento tale che, senza studio, possono superare in efficacia i generali di più raffinata formazione accademica. Tuttavia, è anche vero che nessun esercito moderno permette che le funzioni di ufficiale siano affidate a persone prive di un'istruzione regolare, perché l'esercito ha la necessità vitale di proteggersi dai mille e uno avventurieri che altrimenti assumerebbero le funzioni di comando. Inserite questa riflessione nell'ordine di idee che abbiamo esposto e il resto sarà chiaro.

 

Fonte: In difesa dell'Azione Cattolica, capitolo VI, “Il clero nell'Azione Cattolica”. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà. Grassetti di redazione.

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