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Soavi verità, dure verità

 

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

Gli errori che combattiamo sono in gran parte caratterizzati dalla loro unilateralità. Nella dottrina di Nostro Signore Gesù Cristo, molti spiriti amano vedere solo verità dolci e consolanti. Al contrario, gli avvertimenti severi, gli atteggiamenti energici, le azioni talvolta terribili compiute da Nostro Signore nella sua vita sono di solito passati sotto silenzio.

Molte anime si scandalizzerebbero - questa è la parola giusta - se vedessero Nostro Signore brandire la frusta per cacciare i venditori ambulanti dal Tempio, maledire Gerusalemme come deicida, riempire di recriminazioni Corazin e Betsaida, bollare la condotta e la vita dei farisei con frasi di sdegno. Ma Nostro Signore è sempre lo stesso, sempre ugualmente adorabile, buono e, in una parola, divino, sia quando esclama: "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me, perché di loro è il regno dei cieli", sia quando, con la semplice affermazione: "Sono io", fatta ai soldati che stavano per arrestarlo nell'orto degli Ulivi, si mostra così terribile che tutti cadono immediatamente a terra, avendo la voce del Maestro divino provocato non solo sulle loro anime, ma anche sui loro corpi, lo stesso effetto della detonazione di alcuni dei più terribili cannoni moderni.

Certe anime si rallegrano - e come hanno ragione! - di pensare a Nostro Signore e all'espressione di adorabile dolcezza del Suo Volto Divino, quando raccomandò ai Suoi discepoli di conservare nelle loro anime l'immacolata innocenza delle colombe. Dimenticano, però, che subito dopo Nostro Signore consigliò loro anche di coltivare in sé l'astuzia del serpente.

 

Fonte: In Difesa dell’Azione Cattolica, Introduzione. Grassetti e adattamenti di linguaggi di redazione. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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