1943: «In difesa dell'Azione Cattolica»
La prima grande denuncia degli errori che già covavano dentro la Chiesa — un libro che anticipò il Concilio Vaticano II di vent'anni.

di Redazione
Ci sono libri che nascono per durare una stagione e libri che nascono per durare nel tempo. In difesa dell'Azione Cattolica, prima opera di Plinio Corrêa de Oliveira, appartiene alla seconda categoria. Pubblicato a San Paolo del Brasile nel giugno del 1943, quando l'autore era presidente della Giunta arcidiocesana dell'Azione Cattolica, fu la prima denuncia di ampio respiro di quegli errori modernisti che, ancora silenziosi, si insinuavano negli ambienti cattolici. Siamo lieti di offrirvi oggi, per la prima volta, il testo integrale in lingua italiana.
Per comprenderne la portata occorre risalire al clima di quegli anni. A partire dagli anni Trenta, anche il Brasile aveva cominciato a respirare l'influsso di quei movimenti cattolici sorti in Europa dopo la Prima Guerra Mondiale: il movimento liturgico, l'Azione Cattolica nella sua piena maturità sotto Pio XI, l'azione sociale ispirata alla Rerum Novarum e alla Quadragesimo Anno. Apparentemente una primavera di fervore apostolico. Ma, sotto l'apparenza del rinnovamento, lo spirito della Rivoluzione francese — laico e naturalista, riassunto nel motto «libertà, uguaglianza, fraternità» — si era fatto strada in alcuni settori di quei movimenti.
Il giovane Plinio Corrêa de Oliveira lo intuì con straordinaria lucidità. Là dove molti vedevano solo entusiasmo, egli riconobbe le radici avvelenate di un egualitarismo che mal sopportava la natura gerarchica della Chiesa, di un liberalismo che svalutava la pietà personale, la devozione alla Madonna e ai Santi, il Rosario e gli Esercizi spirituali in nome di un malinteso «liturgismo», e di un falso spirito di fraternità che spingeva verso l'indifferentismo e una pericolosa politica di silenzio e di concessioni nei confronti dell'errore. Ne fece un inventario ragionato, ne mostrò il comune substrato ideologico e li confutò uno per uno.
L'opera uscì con tutti i crismi dell'autorità ecclesiastica: l'imprimatur concesso ex commissione dall'arcivescovo José Gaspar e, soprattutto, la prestigiosa prefazione del Nunzio Apostolico in Brasile, mons. Benedetto Aloisi Masella — prelato che il Brasile venerava come il perfetto rappresentante della Santa Sede, e che Pio XII avrebbe poi elevato alla porpora cardinalizia.
L'effetto fu quello di una deflagrazione. Negli ambienti cattolici il libro risuonò come una bomba, non come una musica armoniosa: salutato da molti vescovi come un allarme tempestivo, fu avversato da altri come motivo di scandalo. Si disse perfino che un laico non avrebbe mai potuto scrivere un'opera di tale spessore teologico e canonico, e la sua paternità venne attribuita ora all'uno ora all'altro illustre ecclesiastico — quando in realtà Plinio l'aveva dettata, nel corso di un solo mese di lavoro nella città di Santos, al segretario della Gioventù Studentesca Cattolica José Carlos Castilho de Andrade. Si annunciarono confutazioni, si convocarono commissioni di teologi, si diffusero voci insistenti di errori, errori, errori. Ma la confutazione promessa non arrivò mai. La tiratura — 2.500 copie, considerevole per l'epoca — andò rapidamente esaurita, e da allora il volume divenne pressoché introvabile: alcuni lo custodivano sugli scaffali come un prezioso elisir, altri lo chiudevano in un cassetto come una fiala di veleno.
A dissolvere ogni dubbio giunse, nel 1949, una voce dall'alto. A nome di Pio XII, l’allora Sostituto della Segreteria di Stato, mons. Giovanni Battista Montini — il futuro Paolo VI — indirizzò all'autore una lettera di elogio, nella quale si auspicava un'ampia diffusione dell'opera. Un riconoscimento che, per quanto se ne sa, nessun altro libro brasiliano interamente dedicato all'Azione Cattolica ha mai ricevuto dal Vicario di Cristo.
Ma la conferma più impressionante venne dal Magistero stesso. Gli errori che alcuni avevano liquidato come inesistenti o addirittura inventati furono, uno dopo l'altro, affrontati e condannati da Roma: l'enciclica Mystici Corporis (29 giugno 1943, a pochi giorni dall'uscita del libro), la Mediator Dei (1947) sulla sacra liturgia e la costituzione apostolica Bis Saeculari Die (1948) sulle congregazioni mariane. Plinio Corrêa de Oliveira aveva visto, con vent'anni d'anticipo, ciò che il Concilio avrebbe poi reso drammaticamente attuale.
Questo è il libro che oggi mettiamo a vostra disposizione, integralmente in italiano. Un'opera profetica, lucida e coraggiosa, che conserva intatta la sua capacità di parlare al nostro tempo.
Consultala cliccando qui.
© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
