Vienna: riparazione
di Gabriel Zeymer
“Surrexerunt filii eius et beatissimam praedicaverunt — Sorgono i suoi figli e la proclamano beata” (Prov 31,28).
Ispirata a questa frase biblica, che i commentatori applicano alla Madonna, la TFP Austriaca ha portato avanti una serie di iniziative tese a protestare e riparare un’orribile bestemmia contro la Madre di Dio e suo Divino Figlio. Come cattolici, non potevamo restare a guardare mentre Nostro Signore Gesù Cristo, la Madonna e la Santa Chiesa venivano derisi. Restare in silenzio sarebbe stato una vergona. Il nostro dovere, come TFP, è difendere l’onore della Madre di Dio e sostenere gli insegnamenti della Santa Chiesa ovunque sia necessario.
All’inizio dell’Avvento, l’Associazione Künstlerhaus (Casa degli artisti) ha inaugurato a Vienna una mostra di opere di oltre quaranta pseudo-artisti che parodiavano il Cristianesimo, quasi sempre in modo offensivo o beffardo. Programmata fino all’8 febbraio, la mostra comprendeva pezzi scandalosi come la rana crocifissa di Martin Kippenberger, la croce cubica di Markus Wilfling, il prete-lupo di Deborah Sengl e la rappresentazione della Resurrezione di Thomas Riess.
Raccolta di firme
Una prima iniziativa è stata una raccolta di firme per chiedere la chiusura della mostra blasfema. In due settimane abbiamo raccolto 38.258 firme, sia online che nelle piazze.
Volevamo consegnare personalmente le firme al curatore della mostra. E, infatti, l’incontro era stato fissato per il 9 dicembre. Quando, però, ha saputo che l’atto sarebbe stato registrato in video (per averne un riscontro), il comitato organizzatore ha deciso di cancellarlo. Le firme sono state inviate per email certificata.
La sponda polacca
Mentre facevamo questa campagna, la TFP polacca ha scoperto che l’Ambasciata di Polonia a Vienna è partner della Künstlerhaus. Ciò l’ha indotta a realizzare, da parte sua, una campagna di protesta chiedendo alla rappresentanza diplomatica di ritirare l’appoggio alla mostra blasfema. Oltre a una lettera aperta, la TFP polacca ha pubblicato diversi articoli sui media locali.
La reazione dell’Ambasciata non si è fatta aspettare. In un comunicato ufficiale ha provato a negare l’evidenza:
“Comunicato dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Vienna.
“In risposta alle false informazioni apparse sui media, vorremmo chiarire esplicitamente che l’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Vienna NON è stata né organizzatrice né partner della mostra presso la Künstlerhaus”.
Ritenendo questa risposta assolutamente insufficiente, la TFP polacca ha così risposto:
“Il comunicato dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Vienna non corrisponde alla verità. Sull’elenco dei partner ufficiali della Künstlerhaus compare chiaramente la nostra rappresentanza diplomatica.
“Le istituzioni statali polacche, finanziate con i soldi dei contribuenti, non possono rimanere indifferenti alle provocazioni blasfeme. Se l’Ambasciata polacca a Vienna continua a fungere da partner della Künstlerhaus, sta di fatto tollerando e sostenendo un peccato pubblico che offende milioni di cattolici e polacchi. Se l’Ambasciata non volesse avere nulla a che fare con la blasfemia, dovrebbe dichiarare immediatamente e pubblicamente di non essere partner dell’evento e prendere le distanze da tutti gli elementi della mostra presentata al Künstlerhaus”.
Reazioni
L’iniziativa della TFP austriaca ha suscitato un ampio dibattitto, nel corso del quale è partita un’ondata di giusta indignazione. Diversi giornali ne hanno parlato, così come alcuni canali televisivi. La polemica si è poi estesa al campo politico. Sia il Freiheitliche Partei Österreichs che l’Österreichische Volkspartei hanno emesso comunicati per protestare contro la mostra.
In mezzo alla valanga di indignazione, una voce però è mancata: quella delle autorità ecclesiastiche. I vescovi non solo non hanno mostrato indignazione ma – ahimè – qualcuno ha persino lodato la mostra! La situazione è così scandalosa che la Künstlerhaus ha pubblicato i commenti di alcuni ecclesiastici sul sito web della mostra, tra cui quelli di mons. Hermann Glettler, vescovo di Innsbruck, e di Don Toni Faber, parroco del Duomo di Vienna.
Due Rosari di riparazione
Una bestemmia pubblica esigeva una riparazione altrettanto pubblica. La TFP austriaca ha quindi organizzato ben due Rosari di riparazione, proprio davanti alla Künstlerhaus, nel centro storico di Vienna. Il primo ha avuto luogo l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, e ha contato sulla partecipazione di un’ottantina di persone, compresa una delegazione di quattro rappresentanti della TFP americana.
Il secondo Rosario si è realizzato il 6 gennaio, solennità dell’Epifania, e ha contato con la partecipazione di una delegazione della TFP irlandese.
Nessuno ha il diritto di deridere la Madonna o la Santa Chiesa; poiché chiunque disonori la Madre di Dio o la Sua Chiesa commette bestemmia contro Cristo stesso. Come figli e fedeli devoti della Madre di Dio, dovremmo essere sempre pronti a lodarla e difenderla:
“Surrexerunt filii eius et beatissimam praedicaverunt — Sorgono i suoi figli e la proclamano beata!”.
