Editoriale: La Chiesa risorge sempre!
Scriveva Plinio Corrêa de Oliveira nel 1945, in occasione della Pasqua:
“La regolarità con cui i vari cicli dell’anno liturgico si susseguono nel calendario della Chiesa, indisturbati nella loro successione, per quanto gli eventi della storia umana possano variare intorno a loro e gli alti e bassi della politica e della finanza possano proseguire il loro corso disordinato, è in effetti un’affermazione della maestà celeste della Chiesa, che sovrasta il capriccioso flusso e riflusso delle passioni umane.
“Maestosa, tuttavia, non indifferente. Quando i giorni dolorosi della Settimana Santa si svolgono in periodi storici tranquilli e felici, la Chiesa, come madre premurosa, li usa per ravvivare nei suoi figli l’abnegazione, il senso della sofferenza eroica, uno spirito di rinuncia alla banalità quotidiana e una dedizione completa a ideali degni di dare un significato superiore alla vita umana. ‘Un significato superiore’ non è del tutto esagerato. È l’unico significato che la vita ha: il significato cristiano.
“Ma la Chiesa non è Madre solo quando ci insegna la grande e austera missione della sofferenza. È Madre anche quando, nel profondo del dolore e dell’annientamento, fa brillare nei nostri occhi la luce della speranza cristiana, aprendoci gli orizzonti sereni che la virtù della fiducia pone davanti agli occhi di tutti i veri figli di Dio.
“Così, la Santa Chiesa si serve delle gioie vibranti e caste della Pasqua per far brillare nei nostri occhi, anche nei dolori della situazione contemporanea, la trionfante certezza che Dio è il Signore supremo di tutte le cose, che il Suo Cristo è il Re della gloria, che ha vinto la morte e annientato il diavolo, che la Sua Chiesa è regina di immensa maestà, capace di risorgere da ogni rovina, di dissipare ogni oscurità e di risplendere del più fulgido trionfo, proprio nel momento in cui la più terribile, la più irrimediabile delle sconfitte sembrava attenderla”.
La situazione della Chiesa, che già nel 1945 Plinio Corrêa de Oliveira denunciava come angosciante, è peggiorata in tal modo nei giorni nostri che più di un autore si è chiesto se non siamo giunti all’epoca dell’Apocalisse.
Una porzione purtroppo grande dei fedeli reagisce disinteressandosi della sua sorte, diventano indifferenti, vivono come se la Chiesa non ci fosse. Preferiscono chiudere gli occhi piuttosto che affrontare la realtà
Altri, magari inizialmente ben intenzionati, non reggendo il peso della fedeltà in mezzo alla crisi, la abbandonano e diventano autoreferenziali, oppure vanno a ingrossare le file di realtà in rottura con l’autorità.
Quanti sono coloro che, vivendo questi tempi terribili con interezza e serenità, conservano intatta, anzi irrobustita, la virtù della fiducia e proclamano con sfidante fierezza: come il suo Fondatore, anche la Chiesa risorge sempre! Agli apostoli vacillanti in mezzo alla tempesta sul lago di Tiberiade Nostro Signore disse: “Non abbiate paura! Sono Io!”
A Fatima la Madonna promise il trionfo del suo Cuore Immacolato. Questo trionfo implica anche quello della Chiesa e della Civiltà cristiana.
Fiducia, fiducia, fiducia! È l’auguro che porgiamo ai nostri cari lettori in questa Santa Pasqua 2026.
