Plinio Corrêa de Oliveira, combattente cattolico in tempi burrascosi
di Mathias von Gersdorff
Nel 2015 è stata presentata in Germania l’opera Begegnung mit Plinio Corrêa de Oliveira, katholischer Streiter in stürmischer Zeit – Incontro con Plinio Corrêa de Oliveira, combattente cattolico in tempi burrascosi, di Mathias von Gersdorff, della TFP tedesca.
Quando ho scritto questa biografia di Plinio Corrêa de Oliveira, non avevo un’idea chiara della sua portata. È stato il prof. Paul-Henri Campbell, docente di teologia fondamentale all’Università di Lipsia ad aprirmi gli occhi, durante la presentazione dell’opera alla Fiera del Libro di questa città. A suo parere, la lettura era stata straordinariamente stimolante perché l’autore, cioè il sottoscritto, aveva avuto modo di conoscere da vicino il prof. Corrêa de Oliveira, che aveva lasciato nel mio spirito un’impressione duratura. Campbell era affascinato da questa biografia perché corrispondeva esattamente a ciò che normalmente si intende per “Tradizione cattolica”. Secondo lui, “lo Spirito Santo chiama le persone a compiti speciali in situazioni specifiche della storia della Chiesa. Ma l’opera di queste persone è destinata a continuare nel tempo”. Ciò accade principalmente nelle memorie dei discepoli, che rendono testimonianza a queste straordinarie persone. Questa è la tradizione cattolica nel senso più autentico.
È interessante notare che il prof. Campbell non è un conservatore né tantomeno un tradizionalista. Ma, in quanto teologo, ha un occhio di riguardo per le manifestazioni di fede vissuta. Egli riteneva molto appropriato il titolo del libro “Incontro con Plinio Corrêa de Oliveira”, poiché proprio di un incontro si è trattato.
Com’è stato questo incontro?
Non solo un intellettuale anticomunista
Quando ho visto Plinio Corrêa de Oliveira per la prima volta, nel giugno 1990, avevo già letto alcune delle sue opere, in particolare Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. Avevo anche acquisito particolare consapevolezza della sua lotta contro il comunismo. Nel 1960, egli fondò la Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà, con l’obiettivo di impedire la caduta del Brasile nel comunismo. Nel corso degli anni, nacquero altre organizzazioni con idee simili, prima in Sud America, poi nel resto del mondo.
Per inquadrare correttamente Plinio Corrêa de Oliveira bisogna considerare il contesto storico. Gli anni in cui ho appreso del suo lavoro erano ancora quelli della Guerra Fredda. La minaccia comunista era presente in tutto il mondo. Io ero studente di economia a Bonn. La mia specializzazione era la teoria economica matematica, che si occupa dei fondamenti astratti dell’economia, che pensavo fossero oggettivi. A posteriori, però, mi sono reso conto di quanto i miei studi fossero stati fortemente condizionati dalla concorrenza tra i due sistemi contrapposti del libero mercato e del comunismo.
Grazie ad alcuni conoscenti a Francoforte, dove mi ero trasferito per lavoro, ho imparato a conoscere meglio Plinio Corrêa de Oliveira e ho capito che la sua lotta non poteva essere ridotta all’anticomunismo. Era qualcosa di molto più ampio e profondo, che scaturiva dalla sua visione della Civiltà cristiana. Egli sosteneva che la civiltà sorge in modo organico quando individui e nazioni vivono secondo la Fede e si lasciano guidare dalla grazia divina, che ricevono attraverso i sacramenti della Chiesa e dalla vita di preghiera.
Forse influenzato dai miei studi universitari (i miei libri di testo erano composti al 90% da formule matematiche), immaginavo Plinio Corrêa de Oliveira principalmente come un intellettuale.
Già dal nostro primo incontro ho capito che Plinio Corrêa de Oliveira era molto più di un semplice intellettuale. Era, prima di tutto, un uomo di fede. Questa fede gli permetteva di nutrire una fiducia incrollabile nella missione della Chiesa cattolica di insegnare il Vangelo a tutti i popoli della terra e creare così le condizioni per l’emergere di una civiltà cristiana. Ciò, tuttavia, richiedeva una lotta contro coloro che si opponevano a questa civiltà cristiana, ossia una Contro-Rivoluzione. Plinio Corrêa de Oliveira si dedicò anima e corpo a questa lotta.
Una volta sconfitta la Rivoluzione, la fede potrà rifiorire e le persone potranno costruire una civiltà coerente con le loro convinzioni cattoliche. È importante notare che la fede di Corrêa de Oliveira era così forte da riuscire a ispirare e persuadere le persone. Non era semplicemente un intellettuale. Egli incarnava gli ideali a cui era dedito. Chi lo incontrava percepiva istintivamente che la personalità di Plinio Corrêa de Oliveira era perfettamente coerente con le sue opinioni e azioni. Per questo motivo, poté fungere da modello per tanti che si unirono alla controrivoluzione.
Un gentiluomo della vecchia scuola
Parte di questa coerenza era la sua capacità di trattare le persone con eccezionale gentilezza e cortesia. Era davvero un gentiluomo della vecchia scuola. Il fatto che avesse trascorso la vita a combattere contro il comunismo, il fascismo e altre manifestazioni rivoluzionarie, non lo rendeva una persona priva di comprensione per la gentilezza e la compassione. Tutt’altro. La gentilezza e la misericordia sono due virtù che devono essere sempre presenti nella vita di un cristiano. Inoltre, la gentilezza permette di essere apostolici, poiché l’apostolato non è altro che condividere la bontà di Dio con la Sua creazione. Nel corso della sua vita, Plinio Corrêa de Oliveira influenzò molte persone che desideravano dedicarsi alla difesa della Chiesa e della civiltà cristiana. Con loro, analizzò la situazione e i problemi dei paesi in cui desiderava operare. Offrì idee e consigli pratici per campagne pubbliche o per pubblicazioni volte a smascherare le macchinazioni dei rivoluzionari di sinistra.
Molte di queste persone sono ancora attive oggi, applicando i principi appresi da questo pensatore e uomo d’azione cattolico. Egli riuscì così a influenzare molti che, anche dopo la sua morte e dopo la caduta del comunismo sovietico, sono in grado di continuare a essere attivi contro i nemici della Chiesa e della civiltà cristiana.
Conoscitore dei popoli
Una delle qualità che più affascinava nel dott. Plinio era la sua incredibile intuizione della natura umana e la sua comprensione dei popoli e delle culture. Per molti anni fu professore di Storia moderna e contemporanea presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo. Numerose testimonianze di ex studenti depongono sulla competenza con cui parlava dei popoli più diversi. L’universalità della sua visione del mondo era una delle caratteristiche più sorprendenti della sua personalità.
Ma c’erano due popoli di cui amava sempre parlare: i francesi e i tedeschi. Questo non solo perché era stato cresciuto da una governante tedesca e poi nello spirito francese dalla famiglia e dai gesuiti, ma anche perché è in Francia e nel Sacro Impero che si è manifestato più chiaramente la ricchezza culturale che una civiltà cristiana può produrre.
Egli ammirava i francesi per il loro amore per la perfezione, la loro capacità di raggiungere l’ottimo in ogni cosa, soprattutto nel descrivere la realtà attraverso il linguaggio. La precisione dei resoconti di storici, politici e scienziati francesi lo riempiva di ammirazione. Per lui, i francesi erano il popolo per eccellenza, coloro che sapevano “arrivare al nocciolo della questione”.
Della Germania, amava la diversità di mentalità e temperamenti. Dedicò molto tempo ad analizzare le differenze tra renani, bavaresi, sassoni e altri popoli, e come avessero di conseguenza sviluppato una cultura completa- mente diversa nel corso dei secoli. Per lui, il Sacro Impero era l’entità politica più perfetta che fosse mai esistita.
Fece anche molti commenti sull’Alsazia-Lorena. Do- po la divisione dell’Impero franco con il Trattato di Verdun nell’843, emerse l’Impero di Lotario I, che si estendeva dagli attuali Paesi Bassi alla Toscana. Ma fu la parte centrale, ovvero le attuali Lorena, Alsazia e Fiandre, ad affascinarlo per la sua incredibile ricchezza territoriale. Ognuna di queste regioni aveva una propria mentalità, un proprio temperamento, una propria cultura, un proprio modo di organizzare gli affari politici.
Fondatore
Un’altra caratteristica di Plinio Corrêa de Oliveira che vorrei approfondire è quella di fondatore. Come già accennato, fondò la TFP e aiutò molte altre organizzazioni ad affermarsi e a sviluppare le loro attività. Va detto che divenne fondatore quasi per necessità. La sua prima idea fu di mettersi al servizio di un leader cattolico europeo. Fu solo dopo, trovandosi solo, che capì che doveva fondare la sua propria opera.
Nel 1943 scrisse In difesa dell’Azione Cattolica, denunciando l’incipiente crisi nella Chiesa. La vendetta del progressismo fu spietata. Egli perse assolutamente tutto, perfino il lavoro da avvocato. Questa situazione era naturalmente assai difficile, ma riuscì a superarla grazie alla sua fede nella Madonna. La spina dorsale della sua vita spirituale era la devozione alla Madonna secondo il metodo di San Luigi Maria Grignion de Montfort.
Nel 1951 fondò il mensile culturale e religioso Catolicismo. Nel 1960 fondò la TFP. Lo fece perché si rese conto che doveva lottare con i suoi propri mezzi se voleva rimanere fedele ai principi cattolici. Negli anni Cinquanta non era ancora un attivista nel senso pieno della parola. Era professore universitario, scriveva lunghi saggi che ancora oggi meritano di essere letti, viaggiava in tutto il Brasile per tenere conferenze. In questo modo, mantenne i contatti con i resti sparsi delle Congregazioni Mariane. Così, da semplice organo di stampa, Catolicismo divenne un movimento, raccogliendo un pubblico sempre più vasto, e con sponde anche all’estero. Qui emerge un aspetto importante della personalità del dott. Plinio: le enormi avversità non gli impedirono di lavorare apostolicamente e di mantenere i contatti con il pubblico brasiliano e, poi, internazionale.
Plinio Corrêa de Oliveira era un uomo che amava riflettere, analizzare e contemplare. Ma non era affatto un uomo passivo e inerte: il suo pensiero e le sue attività erano strettamente intrecciate. Per lui, pensiero senza azione o azione senza pensiero erano un assurdo. Sia il pensiero sia l’azione, tuttavia, dovevano essere il frutto di una vita interiore di preghiera. In questo, egli fu profondamente influenzato dal libro di Jean-Baptiste Chautard L’anima di ogni apostolato. Chiunque entrava in contatto con Plinio Corrêa de Oliveira poteva riconoscere questi tre elementi importanti nella sua vita: preghiera, pensiero e azione, non sommati ma sintetizzati in una superiore unità.
Quando fondò la TFP, dovette diventare ancora più attivo di prima: la TFP lottò contro la penetrazione del comunismo in Brasile e, a tal fine, organizzò la distribuzione di libri, raccolte di firme, ecc. Ma tutto ciò doveva essere fatto in spirito cattolico. Queste azioni dovevano essere il frutto della preghiera. Per l’azione pubblica della TFP, egli sviluppò metodi propagandistici assai innovativi.
Plinio Corrêa de Oliveira è stato un combattente cattolico in tempi turbolenti che, nonostante le più grandi avversità, è sempre riuscito a rimanere attivo e a non lasciarsi emarginare dalla scena pubblica. Lo ha fatto non per ambizione personale, ma perché era convinto di realizzare in questo modo la vocazione datagli da Dio: servire la Chiesa cattolica e la civiltà cristiana. Non è stato un compito facile, anzi. Ma con la sua vita ci mostra che è possibile e come si può realizzare. Per questo motivo, credo che Plinio Corrêa de Oliveira sia anche per noi un modello di zelo, determinazione e coraggio cattolici. Lasciamoci ispirare dal suo esempio affinché possiamo essere pietre vive del Regno di Cristo.
