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La sinistra non riuscirà fermare l'avanzata vittoriosa del Brasile cristiano né provocare un divorzio tra lo Stato e la Nazione

Nonostante il poco rilievo che se ne è dato in Italia, il 7 settembre scorso, 199° anniversario dell’indipendenza del Brasile, le principali piazze e strade del gigante sudamericano sono state letteralmente inondate da centinaia di migliaia di cittadini in segno di protesta contro la crescente pressione della sinistra, attraverso l’abuso del potere giudiziario e la martellante disinformazione dei grandi media, per privare la maggioranza conservatrice, vittoriosa nelle urne, del diritto di guidare pacificamente il Paese. Alla vigilia dell’anniversario, l’Istituto Plinio Correa de Oliveira ha pubblicato un comunicato, che presentiamo di seguito, in cui allerta sul fatto che la “setta rossa…ancora oggi minaccia il Brasile sfidando l'opinione di milioni di brasiliani che hanno saputo dire no al socialismo”.

Istituto Plinio Corrêa de Oliveira

Il nostro caro Brasile entrerà domani nel suo 200° anniversario di esistenza indipendente, che culminerà con le celebrazioni del bicentenario nel 2022. Per una nazione, ciò corrisponde al passaggio dalla giovinezza all'età adulta, in cui verrà definitivamente fissato il percorso che compirà nella storia dell'umanità.

Dobbiamo quindi approfittare di questi 365 giorni per meditare sul nostro passato così ricco di tradizioni, sul nostro tanto lacerato presente e sul nostro futuro pieno di promesse o minacce, a seconda di quale corso definitivo prenderemo.

In questo frangente, l'Istituto Plinio Corrêa de Oliveira vuole dare il suo contributo, ricordando alcune verità elementari — che il tempo presente tende ad oscurare — affinché questo grande processo di discernimento collettivo sia veramente fruttuoso:

1. Il Brasile deve ricordare che uno dei suoi primi nomi fu “Terra de Santa Cruz”, e che se Dio l’ha benedetto con tanta ricchezza naturale e con un popolo intelligente, laborioso e benevolo, ciò è stato perché progredisse lungo i sentieri della civiltà cristiana e per servire da modello alle nazioni sorelle dell'America Latina, per trasformare tutto questo blocco in una grande potenza continentale. Non è un caso che il nostro principale monumento sia il Cristo Redentore (sul monte Corcovado a Rio de Janeiro ndt) e che sul nostro firmamento risplenda la Croce del Sud.

2. Le tre fondamenta di una civiltà autenticamente cristiana e prospera sono la Tradizione, che trasmette alle nuove generazioni valori religiosi e patriottici; la Famiglia, basata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, con lo scopo primario di crescere ed educare i figli; e la Proprietà privata, che favorisce lo spirito d'impresa e garantisce la libertà e l'indipendenza dei singoli e delle famiglie di fronte allo Stato.

3. Il Comunismo, nelle sue molteplici sfaccettature o mascheramenti, non è solo un'ideologia sbagliata e fallita, ma anche la più grande minaccia per il Paese e per la civiltà cristiana oggi. La Chiesa lo ha condannato e classificato come una setta.

4. Questa setta rossa, che deduce dai suoi principi errati tutta una concezione peculiare dell'uomo e della società, ancora oggi minaccia il Brasile sfidando l'opinione di milioni di brasiliani che hanno saputo dire no al socialismo, no al comunismo, “la nostra bandiera non sarà mai rossa” e “rivoglio il mio Brasile”. Sì, un Brasile ordinato, pacifico, ospitale, che difende la vita contro l'aborto e la famiglia contro l'ideologia di genere, consapevole che il progresso si ottiene attraverso il lavoro onesto e non con l'invidia, la lotta di classe e l'invasione di terreni rurali e di edifici urbani.

5. Il buon senso è una delle caratteristiche più belle del brasiliano medio, che non si lascia trasportare dal discorso stridente e superficiale della sinistra la quale, in questo momento, predica la disunione per cercare di riconquistare il potere e tornare alla situazione in cui uno Stato occupato da elementi con la sua ideologia ha creato un abisso tra il Brasile vero, profondo, reale e il Brasile superficiale, quello dei media di sinistra e di alcuni settori accademici e culturali dei grandi centri urbani.

6. Se le sedicenti correnti "progressiste" raggiungessero i loro sinistri obiettivi di riconquista del potere, si realizzerebbe la fosca prognosi fatta da Plinio Corrêa de Oliveira nel 1987, durante i dibattiti sulla nuova Costituzione, quando avvertì che era necessario rispettare le aspirazioni profonde del brasiliano medio. “Se ciò non avverrà, affermava l'illustre leader cattolico di San Paolo, conviene ribadire che il divorzio tra il Paese legale e quello reale sarà inevitabile. Si creerà allora una di quelle drammatiche situazioni storiche in cui la massa della Nazione esce dallo Stato e lo Stato vive (se ciò si può chiamare “vivere”) vuoto di contenuto autenticamente nazionale. […] È davanti a queste incertezze e rischi che lo Stato brasiliano si vedrà esposto al naufragio, con la Nazione che si costituirà dolcemente, soavemente, irrimediabilmente ai margini di un edificio giuridico in cui il popolo non riconoscerà alcuna identità con sé stesso. Che ne sarà allora dello Stato? Come una nave spaccata, verrà pervaso dalle acque e andrà in rovina. Quello che può succedere è imprevedibile”.

7. Per scongiurare questa minaccia, i brasiliani avveduti devono restare uniti, respingendo le stridenti voci che predicano l'odio ed evitando la divisione interna, istigata da una minoranza ideologicamente articolata per cambiare il Paese in senso profondamente anticristiano. Devono rimanere non solo uniti, ma risolutamente attivi nella loro determinazione a salvare il “Brasile brasiliano”, fedele a sé stesso, e non un burattino delle ideologie anticristiane che hanno portato alla rovina paesi un tempo ricchi come Cuba e Venezuela.

Fiduciosi nella protezione divina e nelle benedizioni di Nostra Signora Aparecida, Regina e Patrona del Brasile, i membri dell'Istituto Plinio Corrêa de Oliveira continueranno a difendere pubblicamente, nelle strade, nei viali e nelle piazze della nostra amata Patria, i valori cristiani ​che l'hanno nutrita fino ad ora e che faranno di lei, nella sua vita adulta, la grande potenza del terzo millennio.

Fonte: Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, 6 settembre 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà - Italia

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