Scossa di assestamento: come la sinistra reagisce all'elezione di Trump

By This image or media was taken or created by Matt H. Wade. To see his entire portfolio, click here.@thatmattwadeThis image is protected by copyright! If you would like to use it, please read this first. - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5004719

di Edwin Benson

All'indomani delle elezioni del 2024, molti esponenti della sinistra sono rimasti talmente sconvolti che prevedono di lasciare il Paese. Alcuni media, mai a corto di nuovi slogan,  chiamano il fenomeno "la grande diaspora di Trump".

Capitalizzando la domanda di partenza, l’agenzia immobiliare specializzata International Living (IL), senza menzionare Trump, rivolge un'offerta promozionale ai lettori del noto sito di politico di sinistra Mother Jones. L’agenzia afferma che Caraibi, Thailandia, Irlanda, Italia, Grecia e altri luoghi sono aperti ai lettori di quella tendenza, anche a coloro con mezzi limitati.

Quindi, IL lancia l'idea che, per alcuni, potrebbe essere la chiave di volta. Se temete la follia di questa stagione elettorale... e state pensando: "E se potessi andarmene (anche se solo per un po')... abbiamo le soluzioni di cui avete bisogno".

Paul Starobin di Business Insider, lui stesso acquirente da poco di una dimora in Italia, sottolinea che questa tendenza non è nuova:  "Ogni quattro anni, mentre gli americani si preparano a scegliere un presidente, si parla, soprattutto tra i Democratici, di lasciare il Paese. ‘Vado in Canada se vince l'inaccettabile candidato X’! E ogni quattro anni l'esodo promesso non si concretizza. Si tratta per lo più di sfoghi terapeutici".

Ma, assicura Starobin ai suoi lettori attuali, "questa volta è diverso".

"Un paese distopico” per le “celebrities”

Questi sentimenti riecheggiano nella stampa tradizionale e in molte fonti di notizie su Internet. Yahoo Finance riporta: "Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano un'impennata di richieste di trasferimento dopo la vittoria di Donald Trump alle presidenziali".

A circa una settimana dalla chiusura delle urne, The Hill ha condiviso le riflessioni dell'attrice Eva Longoria. È già partita, ma "dice di essere ansiosa e nervosa per gli americani che non possono 'fuggire' da questo 'Paese distopico' dopo la vittoria del presidente eletto Trump alla Casa Bianca".

Tuttavia, Miss Longoria ci mostra la sua compassione aggiungendo: "Io posso scappare e andare da qualche parte. La maggior parte degli americani non è così fortunata. Rimarranno bloccati in questo Paese distopico; la mia ansia e la mia tristezza sono per loro".

Come sempre accomodanti, quelli di Newsweek forniscono un "Elenco completo delle celebrità che si trasferiscono all'estero". Il loro "Senior Pop Culture and Entertainment Reporter" ci racconta che "la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali contro Kamala Harris ha scatenato l'ira di una serie di celebrità, alcune delle quali hanno dichiarato che lasceranno gli Stati Uniti piuttosto che vivere per i prossimi quattro anni sotto un suo governo”. La "lista completa", però, risulta incredibilmente breve e include solo Barbra Streisand, Cher e Sharon Stone.

Frustrazioni, paure e delusioni

Lo stesso giorno che Newsweek ha pubblicato la sua propria lista, Reuters fornisce delle statistiche. "Le ricerche su Google per "trasferirsi in Canada" hanno avuto un'impennata del 1.270%  nelle 24 ore successive alla chiusura delle urne sulla costa orientale degli Stati Uniti, martedì, secondo i dati della società. Ricerche simili per trasferirsi in Nuova Zelanda sono aumentate di quasi il 2.000%, mentre quelle per l'Australia sono balzate dell'820%".

Alcune di queste speculazioni sono in corso da mesi. Il 9 marzo, il sito finanziario Benzinga  affermava che "gli americani stanno prendendo sempre più in considerazione la possibilità di trasferirsi per sfuggire alla potenziale rielezione dell'ex presidente Donald Trump".

All'inizio di settembre, il New York Times ha dichiarato: "Migliaia di lettori hanno condiviso frustrazioni, paure e delusioni nei confronti della politica americana, raccontando come riuscirebbero a vivere e lavorare in un altro Paese".

Una storia di sventura

Quattro giorni prima del giorno delle elezioni, la CNBC ha osservato che "un numero crescente di americani facoltosi sta pianificando di lasciare il Paese in vista delle elezioni di martedì, con molti che temono disordini politici e sociali a prescindere da chi vincerà, secondo gli avvocati specializzati in immigrazione".

Forse i racconti di dolore più toccanti provengono dal gigante delle notizie via cavo, la CNN. L'opinionista David Andelman ha espresso il suo lamento. "Non siamo mai stati costretti a scegliere se [la Francia] dovesse diventare la nostra casa, in modo permanente. Ora, insieme a orde di nostri connazionali, stiamo prendendo in considerazione l'idea di trasferirci. In un numero crescente di casi, la ragione può essere ricondotta a una causa comune: l'ex presidente Donald Trump. O, più precisamente, al modo in cui ha fatto a pezzi l'America e la nostra democrazia che, per i miei quasi 80 anni su questo pianeta, mi è stata cara".

Il signor Andelman non è uno di quei neolaureati in giornalismo con tante opinioni ma nessuna esperienza. Anzi, ha una biografia impressionante. È stato capo ufficio del New York Times in Europa e in Asia. È stato corrispondente della CBS a Parigi, quando ancora i network potevano permettersi questo lusso. È stato nominato Cavaliere della Legione d'Onore francese, che per un americano, non è cosa da poco.

Un disastro senza precedenti per la sinistra

La sinistra presenta la rimonta elettorale di Trump come un disastro senza precedenti. In molti pensano che sia così malvagio che l’unica scelta che resta loro è lasciare il Paese. Credono che l'elezione significherà la distruzione delle cause a cui si sono dedicati: il wokismo, le politiche economiche socialiste (che hanno provocato l'inflazione), l'immigrazione, l'agenda LGBTQ e questioni simili.

Una delle reazioni fisiologiche più elementari è la scelta "lotta o fuga". Quando si trovano in pericolo, gli animali - compresi gli esseri umani - raggiungono un punto in cui possono vedere solo queste due opzioni: fuggire dalla minaccia o affrontarla. Per ironia della sorte, molti sinistrorsi stanno fuggendo verso una sorta di “opzione Benedetto” all’incontrario, offerta da agenzie come International Living.

Ed è in questi ambienti confortevoli che essi pensano di poter superare la tempesta.

 

Fonte: Tfp.org, 21 Novembre 2024. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte

 

Notizie Attualità