Marciando per un’America in cui la Legge di Dio e la Vita Umana siano rispettate e amate 

 

 

di TFP.org  - 23 gennaio 2026

Mentre la nazione celebra il 250° anniversario della propria fondazione, gli americani non possono farsi dono migliore che difendere la Legge di Dio e la vita umana. Il 23 gennaio, centinaia di migliaia di attivisti pro-life sono scesi in strada per la 53ª March for Life a Washington, D.C., per proclamare con coraggio la loro visione del futuro dell’America.

L’American Society for the Defense of Tradition, Family and Property (TFP) ha preso parte alla March for Life con un grande contingente, riunito attorno a una splendida statua della Madonna di Fatima, ai suoi caratteristici stendardi rossi e alla banda Holy Choir of Angels, composta da ottoni, tamburi e cornamuse.

Grazie a un clima migliore rispetto all’anno scorso, una folla immensa ha riempito le strade, in gran parte composta da giovani, colmi di entusiasmo per la causa dei nascituri e per il futuro della famiglia. Un vero mare di striscioni e cartelli provenienti da gruppi di tutto il Paese ha ricoperto il National Mall all’inizio del raduno inaugurale.

 

Un altro bivio

La March for Life di quest’anno trova il movimento a un nuovo bivio. L’annullamento della sentenza Roe v. Wade ha rappresentato una grande vittoria, che ha spezzato lo slancio del movimento abortista. Tuttavia, la battaglia è tutt’altro che conclusa. Sul movimento grava una forte pressione affinché sia più “flessibile” sulla questione.

A sinistra come a destra, vi sono coloro che affermano che altri temi siano importanti quanto, se non più, dell’aborto procurato. Insistono sul fatto che immigrazione, inflazione, cambiamento climatico o l’assistenza ai bambini poveri debbano ora avere la priorità.

«Non dobbiamo mai arrenderci, né tantomeno rallentare il passo della nostra marcia, finché non avremo raggiunto la completa vittoria di un’America libera dall’aborto nel nostro tempo», ha commentato John Ritchie, direttore della TFP Student Action.

Come l’anno scorso, il vicepresidente J.D. Vance ha parlato alla folla, riaffermando il sostegno dell’Amministrazione alla causa. Ha pronunciato molte parole incoraggianti, come: «Stiamo cercando di persuadere i nostri concittadini che dobbiamo costruire una cultura della vita» e «sotto questa amministrazione, ancora una volta, dal presidente degli Stati Uniti al vicepresidente, avete un alleato alla Casa Bianca». Molti, tuttavia, sono rimasti delusi dall’approvazione governativa di una pillola abortiva che rappresenta un elemento chiave della battaglia post-Roe. Continuano a desiderare che Planned Parenthood venga completamente privata dei finanziamenti pubblici.

 

Ampliare la prospettiva della lotta

Quest’anno, la TFP Nord-Americana ha distribuito un volantino intitolato: “Dobbiamo resistere alla pressione di abbandonare i nascituri per abbracciare altre cause”.

Il testo afferma che la migliore risposta a coloro che vogliono abbracciare altre cause è quella di inquadrare la lotta in un contesto più ampio. I pro-life devono vedere il loro impegno non semplicemente come la difesa di una “singola questione”, ma come parte di una battaglia più vasta su ciò che resta della civiltà cristiana.

Questa ampia prospettiva storica si trova nel libro Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, del colto intellettuale cattolico e uomo d’azione, prof. Plinio Corrêa de Oliveira.

L’autore sostiene che la storia moderna possa essere letta come una lotta tra due forze: i nemici della Chiesa e della Cristianità (la Rivoluzione) e coloro che difendono la civiltà cristiana (la Contro-Rivoluzione).

Questa Rivoluzione (con la R maiuscola) è la forza unificante di un vasto attacco contro il Cristianesimo che si estende per secoli. La lotta per l’aborto procurato è solo una delle sue molteplici manifestazioni.

La Contro-Rivoluzione trova la propria unità negli sforzi della Chiesa cattolica per sostenere la civiltà cristiana e arginare l’ondata dell’aggressione rivoluzionaria.

All’interno del contesto della Contro-Rivoluzione, la battaglia contro l’aborto può operare in modo più efficace per salvare i nascituri.

Se il dibattito viene impostato in questo modo, si amplia l’orizzonte di ogni azione. Quando gli attivisti combattono contro l’aborto, combattono contro la Rivoluzione che mira a distruggere il Cristianesimo. Combattere contro qualsiasi aspetto della Rivoluzione fa avanzare la causa pro-life.

Il documento della TFP amplia ulteriormente la prospettiva richiamando il potere soprannaturale di Dio e della Madonna, affinché questa lotta sia proporzionata alle «potestà e ai principati, ai dominatori di questo mondo di tenebra» coinvolti nella promozione della cultura di morte dell’aborto.

 

Giovani in grande numero

«Sono incoraggiato nel vedere qui così tante persone della mia generazione e anche più giovani», ha commentato Jon Paul Fabrizio. volontario della TFP. «L’America potrà essere grande in futuro solo se difenderà la Legge di Dio».

In effetti, i giovani sono attratti dalla causa pro-life perché vedono in essa non solo il salvataggio delle vite dei bambini, ma anche la salvezza del Paese. Coloro che affermano che si tratti di una battaglia su una “singola questione” si sbagliano. È una parte viva e necessaria di una lotta più ampia su ciò che resta della civiltà cristiana.

La TFP Nord-Americana parteciperà a manifestazioni pro-life in tutto il Paese. Nel mese di gennaio organizzerà 1.000 Rosari pubblici per “assediare il Cielo” con la preghiera, chiedendo un’America in cui la Legge di Dio e la vita umana siano rispettate e amate.

 

Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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