“Suoi figli la proclamano beata”

di Julio Loredo
“Surrexerunt filii eius et beatissimam praedicaverunt, -- sorgono i suoi figli e la proclamano beata”, recita il libro dei Proverbi (31,28).
Questa antica sentenzia, tradizionalmente applicata alla Madonna, ha risuonato con nuovi ed entusiasmanti toni nella recente vittoria che hanno riportato i cattolici peruviani.
Il Dipartimento di cultura della Pontificia università cattolica del Perù (Pucp) aveva allestito un evento teatrale dal titolo tanto blasfemo che ci rifiutiamo di riportarlo nell’integrità: “Maria m…”, dove veniva usata una parola indecorosa per designare un omosessuale. La locandina sfoggiava un attore dal genero indefinito ma presumibilmente maschio, con tanto di aureola e cuore trafitto da sette spade, in una chiara allusione al Cuore immacolato di Maria. Il personaggio era coperto da una mantilla nera, come la Madonna Addolorata.
La Pucp non è nuova a questo tipo di provocazione. Tanto che nel 2012 Papa Benedetto le aveva tolto il titolo di “pontificia” e “cattolica”, prontamente restituiti da Papa Bergoglio che ha pure nominato arcivescovo di Lima, e poi cardinale, il suo cappellano, mons. Carlos Castillo.
Di solito pacati al limite dell’indolenza, questa volta i peruviani hanno sobbalzato di orrore ed indignazione: non si tocca la Madre di Dio! Una grazia, che più di uno ha chiamato “vento di crociata”, si è fatta sentire forte. Dal sindaco maggiore, Rafael López Aliaga, che ha convocato pubblicamente alla reazione, fino a membri del Congresso e a note figure del mondo giornalistico, tutti hanno manifestato il loro rifiuto. Dopo qualche ora di imbarazzato silenzio, perfino la Conferenza episcopale ha emesso un comunicato di biasimo, esigendo dalla Pucp le scuse ufficiali.
L’apice della reazione è stato, senza dubbio, il Rosario di riparazione tenutosi proprio davanti al Dipartimento culturale della Pontificia università cattolica. Più di duecento persone, tra cui membri della TFP peruviana, hanno pregato tre Rosari sulla via pubblica. Il clima di indignazione era tale, che perfino le forze dell’Ordine lì presenti si sono aggregate alla recita della coroncina. Una statua della Madonna di Fatima ha presieduto la manifestazione.
Incapace di reggere la pressione, a notte inoltrata la Pucp si è vista costretta a emettere un comunicato: “In risposta alle domande sui contenuti grafici di una delle opere presentate al Festival, rifiutiamo l’uso improprio dei simboli religiosi ed esprimiamo le nostre scuse alla comunità e all’opinione pubblica, ratificando così i principi cattolici che regolano la nostra istituzione”. L’evento è stato quindi cancellato.
Dall’episodio possiamo trarre almeno due lezioni. La prima è che la protesta funziona. La seconda è che le forze del male ormai dovranno fare i conti con questa nuova grazia che inizia a soffiare. Intanto esultiamo in attesa della prossima battaglia spirituale.
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