Senza un “piano A”, l’America muore

di John Horvat
Le elezioni sono alle porte. Ancora una volta, abbiamo poche scelte valide e molti voteranno contro e non per i candidati. Si rischia una replica delle elezioni precedenti. La lista dei candidati finora è deprimente; non rappresenta nulla di edificante. Nessuna nuova generazione di leader coraggiosi e nobili viene fuori dai ranghi. Il tono della campagna è brutale e incivile. Non vediamo una edificante discussione di idee, ma un costante scambio di frecciatine e insulti.
Queste scelte elettorali sono tutto ciò che c'è. Quindi, ci viene detto di accettare o questi candidati insoddisfacenti o niente. Nessuno ha niente di meglio da offrire. Non esiste un Piano B a questa situazione.
Ma non esiste neppure un Piano A
Questa mancanza di alternative valide fa parte di una crisi di leadership politica in corso in America e nel mondo. Tuttavia, non è principalmente la mancanza di un Piano B che ci affligge. Il vero problema è che non esiste un piano A, che sarebbe il piano ideale, mentre il Piano B è un piano secondario e inferiore. Il Piano A stabilisce i parametri per qualsiasi strategia a cui dovremmo tendere.
Nel caso delle nostre elezioni, non abbiamo un Piano A perché sono pochi quelli che si prendono il tempo di immaginare come dovrebbero essere idealmente la nostra società e i suoi leader. La maggior parte delle persone non aspira a un Piano A perché comporta riflessione, sforzo e moderazione. È più facile seguire il flusso delle cose e accontentarsi del Piano B.
Dove c'è un Piano A, fissiamo standard elevati, manteniamo principi forti e difendiamo la nostra Fede. Ciò presuppone necessariamente uno spirito di abnegazione e dedizione giacché il Piano A rappresenta una tendenza a portare tutto a gradi maggiori di perfezione avviandoci sulla strada di Dio.
Una società basata su questo fondamento fa emergere dalla sua popolazione dirigenti politici e uomini di Stato che si elevano al di sopra dei loro interessi personali, che discernono le aspirazioni di tutti (ricchi e poveri) e le indirizzano verso il bene comune.
Così, tutto diventa Piano B
Quando non c'è un Piano A, tutto sprofonda nel Piano B. Senza ideali, le persone perseguono la mediocrità e l'interesse personale piuttosto che il bene comune. Seguono i loro capricci senza preoccuparsi degli altri e tutto diventa possibile. Ci sono poche regole, e anche queste vengono infrante con vergognosa audacia. La politica si trasforma in un festival dello shock e dell'insulto. La brutalità e la volgarità sostituiscono la civiltà. La comodità e la pigrizia prendono il posto dell'onore e del dovere.
Una situazione che comporta unicamente un Piano B spiega l'atmosfera quasi da circo che circonda le elezioni, in cui tutto si misura in battute ad effetto e iperboli. In questo clima, si impone l'idea sbagliata che l'unico modo per vincere le elezioni sia combattere la brutalità dell'avversario con una brutalità ancora maggiore. Così, ogni ciclo elettorale si trasforma in una battaglia sempre più intensa in cui ciascuno compete con l'altro per abbassare il livello del dibattito.
L'elezione diventa uno scontro scurrile e denigratorio in cui vincono gli spregiudicati e perdono i candidati rispettabili. Non è certo una ricerca dell'eccellenza, ma della decadenza degradante, che costituisce una versione politica della legge di Gresham ("il denaro cattivo scaccia quello buono"). Con una leadership politica così deplorevole, la nazione diventa sempre più ingovernabile.
Il triste stato del corpo politico
Questo commento non si rivolge a nessun candidato in particolare, in nessuna corsa. È solo un triste ritratto dello stato del corpo politico. I candidati interpretano i ruoli che il Piano B chiede loro. Da parte loro, gli elettori incoraggiano i candidati del Piano B chiedendo benefici e diritti per alimentare i loro interessi personali e le loro passioni disordinate. Ogni parte gioca un ruolo nel trasformare le nostre elezioni in conflitti di capricci e desideri privi di un Piano A che sia unificante ed edificante.
Quindi, da incolpare è il fatto che ci si offra il Piano B come l’unica opzione. Con i nostri interessi personali sbagliati e le nostre passioni sfrenate, abbiamo creato noi stessi un groviglio intricato senza standard, senza obiettivi o ideali elevati. La nostra scena politica non ispira ma scoraggia; non soddisfa ma frustra. Questo processo non potrà che peggiorare se non cambiamo rotta.
Osare l'idealizzazione
Dobbiamo auspicare che arrivi presto il momento in cui ci eleveremo al di sopra del nostro mediocre interesse personale e amplieremo i nostri orizzonti per cercare un Piano A. In effetti, molti stanno già guardando oltre il Piano B.
In tempi tristi come i nostri, le persone iniziano a considerare verità e tradizioni dimenticate da tempo che offrono speranza e scopo. Si rivolgono a Dio per trovare ispirazione e forza.
Il Piano A non può essere imposto alla nazione. Verrà dopo un lungo esame di coscienza e una lunga riflessione e nascerà naturalmente da quei cuori che ora sono addolorati per l'America e desiderano un ritorno all'ordine, alla civiltà, alla tradizione e alla Fede.
Il futuro dell'America sarà determinato da coloro che oseranno idealizzare un Piano A che corrisponderà ai desideri dei nostri cuori per una nazione come dovrebbe essere. Fino ad allora, saremo bloccati nel piano B.
Fonte: Tfp.org, 11 Ottobre 2023. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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