Il paradosso della sostenibilità: come i sogni verdi alimentano i delitti criminali

 

 

di Gary Isbell

Le iniziative per l'energia verde spesso generano narrazioni luminose e speranzose di un futuro più pulito e sostenibile. Ma hanno anche un loro lato oscuro e tragico quando si manifestano conseguenze indesiderate, come succede quando la creazione di una grande domanda di metalli e materiali speciali porta a un aumento esponenziale della criminalità "verde". Il furto di questi materiali fa lievitare i costi e riduce l'affidabilità e la sicurezza.

Ovunque appaiano soluzioni ecocompatibili, si è verificato un inaspettato e forte aumento delle attività criminali. Un caso importante è quello che riguarda il rame, un componente primario che alimenta le auto elettriche, le turbine eoliche e i pannelli solari. La ricerca del metallo si è intensificata al punto che intere stazioni di ricarica sono state vandalizzate, facendo sì che i contribuenti e non solo i proprietari di veicoli elettrici, pagassero il conto dei danni.

Inoltre, alcuni furti non avvengono solo di notte, ma sempre più spesso anche di giorno. I funzionari governativi consigliano agli utenti di rimanere con le loro auto durante le ore necessarie per ottenere la ricarica, perché queste stazioni, che rappresentano il futuro dei veicoli elettrici, sono ora luoghi di insicurezza e criminalità.

A Seattle, Washington, ladri sfacciati hanno tagliato i cavi di rame di ricarica per ricavarne il valore del materiale grezzo, lasciando una scia di caricabatterie inutilizzabili. L'impatto devastante, al di là del costo immediato delle riparazioni, è stato un drastico calo dell'utilizzo dei veicoli elettrici.

In risposta all'insicurezza e all'erosione delle infrastrutture di ricarica, il Comitato Consultivo del Dipartimento dell'Energia ha suggerito ai proprietari di veicoli elettrici di ricaricare le auto a casa. Questa soluzione ne limita l’utilizzo. E poi i ladri si sono adattati anche a questo accorgimento, scoprendo dove stanno i ricaricatori nei garage e nei carport aperti e diventando sempre più abili nel rubare i cavi.

Alcuni funzionari del Governo stimano che impieghino in media 13 secondi per strappare i cavi che danno l’energia ai veicoli elettrici e raccomandano ai proprietari di tali veicoli di chiudere a chiave i garage durante la ricarica.

Alle stazioni di ricarica, i sogni verdi si trasformano in incubi. La generazione dell’energia verde trova anche procedure criminali per rovinare tutto. Attirati dal  rame, i ladri stanno colpendo anche parchi eolici remoti con turbine che ospitano notevoli quantità del metallo. L'aumento dell'offerta di rame trova la sua strada nei mercati del riciclaggio che inviano gran parte di questi materiali alla Cina, la quale produce ed esporta prodotti ecologici e generatori per veicoli elettrici...

Questa impresa criminale mette in moto un ciclo infinito di furti, riciclaggio, esportazione e acquisto di attrezzature ecologiche. La parte più tragica di questo ciclo è l'elemento umano. Molti tossicodipendenti trovano nel rame rubato il materiale ideale per la preparazione delle droghe, nutrendo così la loro discesa nella disperazione.

L’ondata di reati legati alle infrastrutture verdi pone diverse sfide. La prima è rappresentata dai costi immediati, con perdite dovute a costosi risarcimenti assicurativi e sostituzioni. La seconda è la perdita di fiducia del pubblico nell'energia verde, che non riesce a garantire un ambiente e un'infrastruttura sicuri per i consumatori. La terza tragica conseguenza è il danno che subiscono coloro che si trovano in questa rete di disperazione.

Pur riconoscendo la minaccia che pende sullo sviluppo dei veicoli elettrici, la risposta del Governo si riduce alla semplice richiesta di un numero sempre maggiore di essi. È difficile non notare l'ironia: Il movimento per l'energia verde determina la necessità di estrarre grandi quantità di rame e, involontariamente, ne favorisce l'opportunità di rubarlo. Ogni veicolo elettrico e ogni pala eolica consuma una quantità significativa di rame, e siamo solo all'inizio. Il passaggio alle tecnologie sostenibili produce danni ambientali che si aggiungono a complessi ostacoli: sovraccarico minerario, contrabbando internazionale, furti e altre conseguenze indesiderate.

Il perseguimento di un futuro "più verde" non è privo di sfide morali e sociali. Questa scomoda realtà deve essere affrontata con onestà. In termini pratici, l'attuale approccio che consiste nel trascurare la presa che ha l'economia sommersa sul movimento verde non può andare avanti.

Comprendere il rapporto che c’è fra narrazione sull'energia sostenibile e furto di rame permette di conoscere meglio la portata del sogno verde. Non si tratta solo di una storia di furto, ma di una scomoda rivelazione delle discrepanze etiche e di difetti sistemici coinvolti nella rivoluzione verde. Purtroppo questo tipo di politica verde è davvero insostenibile.

 

Fonte: Tfp.org, 8 Febbraio 2024. . Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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