Perché dobbiamo opporci all'attacco postmoderno all'Occidente

di John Horvat
È diventato di moda attaccare "l'Occidente", termine che non esprime più le certezze di una volta. Per ciò, si è rivelato un capro espiatorio sul quale scaricare molti dei mali del mondo. Sia a sinistra che a destra si condivide questa critica. È scomparso il mondo sicuro e unificato che l’Occidente rappresentava un tempo. Al contrario, la nozione di Occidente si è frantumata in mille pezzi. Teorie cospiratorie, fake news e narrazioni alternative mettono in dubbio tutto ciò che è occidentale.
Così, "l'Occidente" è un concetto che molti vogliono odiare. La sinistra lo odia per tutte le ragioni comprensibili. L'Occidente si scontra frontalmente con la sua errata visione del mondo e vede in esso correttamente i resti del patriarcato, della tradizione, della morale cristiana, dello Stato di diritto, dell'ordine e della fede.
D'altra parte, alcuni elementi della destra odiano l'Occidente per le ragioni sbagliate. Non hanno le intuizioni della sinistra, che percepisce le profonde radici cristiane dell'Occidente. Si tratta di una destra astigmatica che vede nell'Occidente solo il portatore di tutti gli errori del liberalismo, dell'illuminismo, del materialismo, del globalismo e del secolarismo che hanno effettivamente devastato il mondo moderno.
Entrambe le correnti s’inseriscono nella cornice della moderna nozione di Occidente. Entrambe le correnti hanno coesistito a lungo all'interno della sua narrazione conflittuale e, per molto tempo, ciascuna parte ha pensato di poter prevalere sull'altra.
Tuttavia, sia certa destra che la sinistra coerente vedono ora l'inutilità della lotta nel mondo odierno, irrimediabilmente polarizzato. Ciascuna delle due parti vede nell'Occidente dell'altra l'oggetto del proprio odio. L'intensità di questo odio ha raggiunto un punto pericoloso in cui entrambi cercano la scomparsa dell'Occidente come concetto.
L'Occidente come concetto
L'Occidente è un concetto relativamente recente, sviluppatosi nel corso del XIX secolo. Si riferisce all'eredità del canone intellettuale del pensiero greco, romano e cristiano e alle sue conseguenze strutturali che l'Europa ha diffuso in tutto il mondo. Anche i pensatori moderni sono entrati in questo canone e hanno contribuito a minare l'ordine cristiano dell'Occidente.
L'uso moderno del termine Occidente è stato costruito sulle rovine della Rivoluzione francese, che a sua volta ha rovesciato la civiltà cristiana. La versione secolarizzata di quest'ultima divenne nota come civiltà occidentale, che offre ancora alcune utili regole di ordine e virtù per organizzare la società, sebbene senza accettare l'influenza guida della Chiesa.
Così, questo Occidente ha combattuto contro molti errori della modernità, in particolare il comunismo, mentre lasciava che i propri errori interni, come il secolarismo e il materialismo, crescessero a maniera di tumori cancerosi.
La distruzione delle certezze
Ci sono molti modi per distruggere concetti come l'Occidente. Un modo è quello di corrodere le sue strutture socioeconomiche, le sue basi culturali o le sue vaste reti d’influenza. Questo processo è ormai ben avanzato e ha avuto un grande successo.
Tuttavia, un modo molto più efficace per distruggere l'ordine occidentale è quello di minare le certezze che lo reggono. Questo modo richiede di mettere in dubbio tutte le narrazioni occidentali, rendendo tutto incerto, indefinito e insicuro.
Questa distruzione delle certezze è oggi dominante, mentre il mondo si proietta in un incubo postmoderno, postliberale e postcristiano. La postmodernità sta costruendo un altro mondo a sua immagine e somiglianza, che si scontra con la visione occidentale della realtà.
Sopprimere le metanarrazioni
Il postmodernismo sostiene che il mondo moderno è costituito da "metanarrazioni" che raccontano grandi visioni del mondo e della storia. Sono i prismi attraverso i quali tutto ha senso e le persone comprendono se stesse. Molte di queste metanarrazioni forniscono stabilità, logica e ordine, mentre altre, come il marxismo, forniscono il contrario.
Filosofi postmoderni come Jean-François Lyotard sostengono che queste metanarrazioni sono strutture coercitive universalmente vincolanti per tutte le persone sotto la loro influenza e, perciò, la società postmoderna deve essere "scettica verso le metanarrazioni". Deve "decostruirle" e sopprimere queste strutture se vuole che l'umanità progredisca.
L'Occidente è una di queste metanarrazioni. Esso ha raggiunto un punto di decadenza che permette alla sua metanarrazione di essere seriamente sfidata e messa in discussione senza pietà.
Così, eventi traumatici come la crisi del COVID, le guerre attuali e la polarizzazione hanno fatto vacillare tutte le certezze. Le persone provano un'esasperazione nei confronti di un establishment decadente, che le spinge ad abbandonare quelle visioni attraverso le quali si possono comprendere. Una volta scartate queste metanarrazioni definitorie, si apre la strada per affermare le cose più assurde.
Disperazione e incredulità
Oggi le persone provano un sentimento di disperazione che le porta a dire che tutto deve essere buttato via. Non bisogna credere a nulla; ognuno determina la realtà. Il sistema diventa così fragile che una sola affermazione può far crollare strutture imponenti.
Così, ad esempio, la recente intervista di Tucker Carlson a Darryl Cooper ha interpretato Winston Churchill nel ruolo di guerrafondaio e cattivo, contrapponendolo a un Adolph Hitler altrettanto adulterato, che avrebbe voluto la pace. L’intervista ha avuto impatto su alcuni settori della destra destrutturata. I commentatori hanno giustamente sottolineato che l'intervista metteva in discussione non solo il ruolo di un individuo, ma l'intero ordine occidentale del dopoguerra.
In questo modo, le cose vengono accettate all'ingrosso senza sfumature o qualificazioni. Questi attacchi prendono di mira concetti fondamentali, non solo singole politiche o persone.
Il pericolo di questo attacco
Questa confusione è ciò che rende così pericoloso l'attacco postmoderno all'Occidente. La sinistra radicale si distacca dalle sue radici occidentali perché il passo successivo nel suo processo di avanzamento è coerente con il progetto postmoderno di messa in discussione di tutte le certezze, dai pronomi da utilizzare alle narrazioni storiche. La sinistra odia ciò che ancora permane nella tradizione cristiana che si trova in Occidente. Pertanto, la sinistra accoglie con favore sia la distruzione dell'Occidente che la partecipazione della destra astigmatica a questo processo.
Tuttavia, se la destra abbandona la nozione di Occidente, non ha dove andare. Non può ricominciare tutto da capo. Ha assolutamente bisogno di queste ricche fondamenta del pensiero e della tradizione cristiana per costruire qualcosa di meglio. Allo stesso tempo, la nozione di Occidente rappresenta ancora un ostacolo formidabile nel cammino della sinistra verso il nichilismo. La destra ha tutto da guadagnare nel difendere i valori e i principi cristiani occidentali che si oppongono alla sinistra.
Cosa significa difendere l'Occidente
Difendere l'Occidente non significa negare gli errori, le politiche e le filosofie molto reali all'interno della sua narrazione che hanno causato tanti danni nel mondo moderno. La lotta contro questi mali deve continuare e intensificarsi.
Tuttavia, difendere l'Occidente significa inquadrare il dibattito in modo diverso. Significa affermare le radici cristiane dell'Occidente e i principi che tanto fanno arrabbiare tutta la sinistra. Significa portare questa lotta nella pubblica piazza per opporsi alla persecuzione anti-occidentale. Significa ricollegarsi alla virtù soprannaturale e alla vita di grazia che costituiscono il dinamismo di una controrivoluzione. Come dimostra la storia, questi principi e valori perenni, vivificati da una Fede forte, possono rigenerare il mondo.
Fonte: Tfp.org, 25 Settembre 2024. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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