La sinistra è, era e sarà sempre in errore

 

Immagine generata con AI da ChatGPT (OpenAI), 2025

John Horvat

Dopo settimane di esame di coscienza, lo stratega del Partito Democratico James Carville ha scritto un editoriale del New York Times su come si sia sbagliato nel prevedere i risultati delle elezioni presidenziali del 2024. Pensava onestamente che Kamala Harris avrebbe vinto la gara e, come tutti nel suo partito, è rimasto sconvolto dai risultati finali.

Per i dirigenti del partito, il risultato elettorale non ha nessun senso. Avevano fatto tutte le cose più woke possibili, avevano ripetuto tutti gli ultimi cliché, avevano dato il via a tutti i temi più esplosivi. La partita non avrebbe dovuto nemmeno essere competitiva.

È una questione di economia

Tuttavia, questi temi progressisti non sembravano avere risonanza nel mondo reale. La conclusione di Carville è stata quella di ritornare a un vecchio dogma politico che riflette le sue inclinazioni di sinistra. Conclude che il problema delle elezioni è che l’argomento preminente "era, è e sarà l'economia, stupido".

Quando tutto il resto fallisce, la vera sinistra trasforma ogni problema in un problema economico. Credono che le persone siano motivate solo dal denaro e dall'interesse personale. La storia è una costante lotta di classe per trasferire le risorse agli "oppressi" in modo che abbiano la loro giusta parte. Se si affrontano solo questi problemi, si vincono le elezioni.

Da buon uomo di sinistra, Carville non ammette errori. Ritiene che l'amministrazione Biden abbia fatto un'ottima figura, garantendo una buona economia, nonostante l'inflazione.

Tuttavia, il problema nel 2024 era la messaggistica. I Democratici non sono riusciti a presentare le buone notizie in modo "persuasivo", "memorabile" o "interamente incentrato sulle questioni che riguardano la vita quotidiana degli americani". Rimanere concentrati sull'economia salverà i Democratici.

Perdita di concentrazione

Chiedendo di concentrarsi maggiormente sull'economia, Carville mette da parte i temi della guerra culturale, che considera una distrazione dalla narrativa economica persa dal partito. Non può ammettere che una parte significativa della sconfitta possa anche essere attribuita a questioni non economiche. Gli elettori hanno rifiutato il wokismo, le politiche economiche socialiste che hanno provocato l'inflazione, l'immigrazione, il transgenderismo e l'aborto.

Il distacco del Partito Democratico da ciò che sta accadendo nella società va ben oltre l'insoddisfazione economica. La sconfitta non è dovuta al fatto che il partito non si è concentrato sulle questioni economiche, ma anche perché si è concentrato troppo sui suddetti temi. Gli elettori si sono sentiti soffocare da questi programmi di sinistra. Le aziende costrette a rispettare i mandati “ESG” (ndt, sull’ambiente e l’inclusione sociale) hanno detto che ne avevano abbastanza e volevano uscirne.

Rendere tutto economico

Pur liquidando questi temi come secondari, Carville non vuole sprecare l’opportunità di sfruttare qualcosa dalla forte crisi. La sinistra ha da tempo adottato questi temi sociali scottanti come propri. I suoi attivisti sono in sintonia con l'aborto, il "matrimonio" omosessuale e l'agenda LGBTQ. Qualsiasi arretramento su questi temi assomiglierebbe molto a una sconfitta. Dunque, l'inveterato attivista ottantenne insiste  con una soluzione di sinistra. Suggerisce ai Democratici di inquadrare i problemi morali come problemi economici. Si tratterebbe, dunque, di tutta una questione di messaggi giusti da fornire.

"Facciamo della Roe v. Wade (sentenza sull’aborto) una questione di messaggistica economica", scrive Carville, "e costringiamoli [i repubblicani] a bloccare il nostro tentativo di codificarla in legge".

Visioni del mondo in conflitto

Non cambia la battaglia, ma solo la confezione con cui si presenta. La sua visione filosofica del mondo materialista si riduce alla materia in costante evoluzione senza scopo né Dio. Tutte le lotte politiche sono l'eterna lotta tra oppressori e oppressi.

A questa visione si contrappone la visione filosofica occidentale che prende in considerazione il buono, il vero e il bello. Si occupa di questioni economiche sì, ma in funzione di quelle che Russell Kirk definiva "cose permanenti", come i concetti di coraggio, dovere, onore, giustizia e carità che devono la loro esistenza e autorità non alla messaggistica o ai politici, ma a Dio stesso.

Anche se queste elezioni hanno avuto una forte dimensione economica, l'insoddisfazione degli elettori comprendeva tuttavia molte altre questioni più profonde che devono essere affrontate. La strategia proposta da Carville non rappresenta nulla di nuovo. Il suo “nuovo” punto di vista è un rimasticato testo di base che ormai non entusiasma nessuno. Nella tipica nuova moda della sinistra, non è cambiato nulla.

In effetti, Carville era, è e sarà sempre un uomo di sinistra.

 

FonteAmerican Thinker, 18 Gennaio 2025.  Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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