La Grande Moschea di Parigi: un cavallo di Troia islamista?

di Guillaume Gattermann
Nell’arte della guerra, il silenzio è spesso più rivelatore del fragore dei cannoni. Lo scorso 10 febbraio, la Grande Moschea di Parigi (GMP) ha pubblicato un monumentale volume digitale di 900 pagine intitolato “Musulmani in Occidente”. Il pretesto? “Decostruire i discorsi d’odio” e “affermare una presenza civica”.
Tuttavia, per chi possiede la lucidità necessaria a difendere la nostra cultura, lo spessore del documento non rappresenta un segno di erudizione, bensì una cortina fumogena. Dietro queste novecento pagine si profila un’operazione di riciclaggio ideologico che ogni francese, ogni difensore della nostra civiltà, dovrebbe decifrare.
La strategia del vuoto
La Grande Moschea di Parigi, sebbene goda di una facciata istituzionale, rappresenta solo un centinaio dei 2.600 luoghi di culto presenti in Francia e rimane strettamente allineata agli interessi del governo algerino. Questa guida vuole essere un’opera di “chiarimento”. Ma ciò che omette di affrontare è proprio ciò che definisce la minaccia attuale.
In 900 pagine non compare un solo riferimento ai Fratelli Musulmani. Come è possibile ignorare l’organizzazione che costituisce la spina dorsale dell’islamismo politico in Francia, che copre il nostro territorio e rivendica 285 associazioni affiliate, la maggior parte delle quali gestisce moschee?
Questa amnesia non è una dimenticanza. È un metodo.
Non nominando l’attore centrale del panorama islamista, la Grande Moschea di Parigi gli consente di continuare a operare nell’ombra, sotto il sigillo rassicurante della «cittadinanza».
La trappola degli intellettuali
Per garantirsi una parvenza di rispettabilità, il rettore Chems-eddine Hafiz non ha esitato ad associare al progetto nomi noti. Personalità come l’accademico Rémi Brague o il professore Gilles Kepel vengono citate o presentate come partecipanti ai lavori preparatori.
Tuttavia, la realtà è ben più imbarazzante. Rémi Brague, interrogato sulla questione, confessa:
«Ho l’impressione di essere stato un po’ ingannato e che si stia cercando di conferire rispettabilità a cose che non la meritano».
Egli afferma di non essere mai stato informato della pubblicazione finale del manuale.
Utilizzare l’autorità intellettuale di terzi per legittimare un progetto che non hanno approvato è una tattica ben nota: ottenere rispettabilità per associazione, senza un consenso esplicito
Albouraq: l’editore rivelatore
Se il testo cerca di mantenere un’apparenza di moderazione, la scelta della casa editrice chiarisce la coerenza dell’insieme. La guida è pubblicata da Albouraq, casa editrice nota per diffondere i testi dei principali ideologi dell’islam politico contemporaneo:
- Hassan al-Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani;
- Sayyid Qutb, riferimento dottrinale del jihadismo moderno;
- Yusuf al-Qaradawi, influente teorico della sharia.
Si può davvero credere nella neutralità di una guida sostenuta da un editore che trae profitto dalla diffusione di letteratura fondamentalista? La risposta è semplice e logica: non si combatte la radicalità dottrinale con gli strumenti che l’hanno alimentata.
La vigilanza come unico baluardo
Questo manuale di 900 pagine non è rivolto principalmente ai fedeli. Si rivolge alle istituzioni, alle amministrazioni, alle università. Funziona come un cavallo di Troia dell’islamizzazione: normalizzare i concetti, neutralizzare la critica, instaurare progressivamente un quadro normativo presentato come ragionevole.
La nostra risposta non può essere né l’ingenuità né la trascuratezza. Deve essere quella della sentinella che rifiuta di addormentarsi. Non ci lasceremo impressionare dal volume di un’opera né dal tono ovattato di un discorso istituzionale. La difesa della nostra cultura richiede discernimento, costanza e coraggio.
La Francia non cederà né al silenzio né alla doppiezza organizzata. La nostra penna rimane vigile. La nostra determinazione, intatta.
Fonti: https://www.lefigaro.fr/actualite-france/derriere-le-livre-de-la-grande-mosquee-de-paris-sur-l-islam-en-occident-l-influence-des-freres-musulmans-20260212
Fonte: Avenire de la Culture, 5 marzo 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.




















