Il mistero diabolico della vita e dell'influenza di Karl Marx 

«Alla fine, la tragica visione di Marx è quella di una caduta definitiva: un abisso in cui la rivoluzione consuma se stessa e la redenzione non è né ricercata né concessa. È un mondo abbandonato alle proprie illusioni, dove gli esseri umani, dopo aver rinnegato il divino, sono lasciati a vagare tra le macerie che essi stessi hanno creato». -Robert Orlando, “Karl Marx: La tragedia divina.

 

 

di Edwin Benson

Come si può spiegare la continua popolarità del marxismo ? Ovunque sia stato messo in pratica, la disillusione è universale. La fame, la repressione, le esecuzioni di massa e tanti altri orrori costituiscono l’unica eredità definibile di questa filosofia. Nonostante questo orribile bilancio, il numero di coloro che affermano di abbracciare il credo mal concepito di Karl Marx continua ad aumentare. Il marxismo è diventato un ombrello che abbraccia tutte le cause di sinistra.

Karl Marx: The Divine Tragedy di Robert Orlando è un buon inizio nella giusta direzione, che mira a svelare il mistero del marxismo e del suo fascino.

Orlando non è uno studioso nel senso comune del termine. Non possiede un dottorato, né si guadagna da vivere con una cattedra universitaria. Gli argomenti dei suoi altri libri coprono una vasta gamma di temi, tra cui l’apostolo Paolo, Donald Trump, il generale George Patton. Ciò non significa che si conceda il lusso di scrivere d’idee proprie. Al contrario, questo volume è pienamente – si potrebbe persino dire stravagantemente – documentato e corredato di note a piè di pagina. Ben un terzo delle sue pagine è dedicato a questi scopi.

È interessante notare che Orlando sta lavorando a un adattamento cinematografico del suo libro, che si intitolerà Marx in Hell.

Il suo libro è una breve biografia di uno dei pensatori più influenti dai tempi della Rivoluzione francese. Inizia riassumendo la vita di Marx in una singola affermazione: «Il percorso intellettuale di Marx è quello di un idealismo sfrenato ma audace trasformato in tragica disillusione: una tragedia divina» (enfasi nell’originale).

 

UNA VITA DI CONTRADDIZIONI

Per dare carne, muscoli e tendini a quella nuda ossatura, l’autore guida i lettori attraverso le tappe di quella vita. Inizia con il padre di Marx, un borghese in tutto e per tutto, e descrive lo smarrimento dell’uomo più anziano di fronte alle scelte del figlio. Presenta poi ai lettori la moglie incredibilmente fedele che resiste alla povertà, al tradimento e al quasi abbandono per mano del marito assolutamente poco pratico. Orlando sottolinea anche il ruolo cruciale di Friedrich Engels nel fornire sostegno economico e nel pubblicare le opere di Marx dopo la sua morte.

Ma soprattutto, il libro non smette mai di cercare di spiegare l’interiorità di Karl Marx mentre percorreva i sentieri che hanno definito la sua vita. Marx abbandonò il cristianesimo, condusse la vita spericolata e dissoluta di uno studente e cercò a tentoni di trovare una base intellettuale nel focolaio radicale della vita universitaria tedesca.

Dopo l’università, Marx divenne un rivoluzionario ottimista che apprezzava l’atmosfera del 1848, solo per subire una disillusione quando quelle rivoluzioni si esaurirono. Esiliato da Parigi e dalla Prussia, si trasferì con la famiglia a Londra, dedicandosi alla vita intellettuale, mentre riduceva in povertà la moglie e i figli. L’ultima e più lunga fase vede Marx come il visionario amareggiato e frustrato che abbandoò tutto per servire una visione che non sbocciò mai in nulla durante la sua vita.

Si consideri per esempio questa descrizione della vecchiaia di Marx: «Le infinite revisioni de Il capitale divennero il suo purgatorio intellettuale dal quale non c'era via di fuga. Il suo lavoro, un tempo un appello alla rivoluzione, era diventato un peso insostenibile... La sua visione di una società senza classi, un tempo fonte di speranza, ora gli sembrava un sogno impossibile, che svaniva nella solitudine piena di fumo del suo appartamento londinese».

 

INFLUENZE E IMPULSI

Forse la più grande virtù di questo libro è l’analisi che Orlando fa delle opere letterarie che più hanno ispirato Marx da studente, da adulto e da anziano. Questi punti di riferimento sono quattro. Il più importante è l’Inferno di Dante, che Marx conosceva praticamente a memoria. Infatti, Orlando sottolinea che il libro si apre con l’affascinante domanda: «Dante avrebbe mandato Marx all’inferno?». La seconda guida è il Faust di Goethe e la sua straziante frase: «Tutto ciò che esiste merita di perire». Spesso Marx sembra soggetto all’ambivalenza morale dell’Amleto di Shakespeare. (In quale altro modo chi sostiene di lavorare per il miglioramento dell’umanità potrebbe concepire un sistema morale e politico così disumano?) Infine, c’è la dialettica di Hegel con la sua enfasi sulla opposizione naturale di tesi e antitesi.

È degno di nota il fatto che Orlando si muova attraverso tutte le ideologie di Marx senza ricorrere al gergo filosofico che potrebbe facilmente trasformare un libro come questo in un tomo ingombrante che nessun non filosofo potrebbe digerire. L’autore comprende invece chiaramente queste idee e i loro effetti su Marx abbastanza bene da spiegarle in una prosa facilmente comprensibile.

Nel complesso, Karl Marx: The Divine Tragedy è un libro eccellente per chi nutre una curiosità da profano nei confronti dell’uomo e del suo indubbio effetto sulla società moderna. Potrebbe anche fungere da ottima introduzione a uno studio più accademico su Marx. In effetti, la sua bibliografia è una guida preziosa ad altri titoli in questo ambito. Si spera che molti lettori ne traggano beneficio.

 

Fonte: Tfp.org, 4 marzo 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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