Trump, il potere temporale, l’immagine cristica e il ruolo dell’IA 

 

 

di Jeanne Smits

L’immagine era blasfema in sé, è impossibile negarlo, ed è giusto e doveroso denunciarla. Quando Donald Trump pubblica sul suo social Truth Social un’illustrazione che lo ritrae come una sorta di Cristo che guarisce un malato, circondato da personaggi sdolcinati in preghiera a mani giunte, con sullo sfondo aquile americane, missili, la Statua della Libertà e militari statunitensi, è chiaro che ha oltrepassato ogni limite. Il presidente americano se n’è reso conto e ha rimosso l’immagine, assicurando di avervi visto soltanto una messa in scena della sua persona nei panni di un medico della Croce Rossa, ma che per evitare qualsiasi «confusione» preferiva toglierla da Internet.

Se il fatto ha legittimamente scandalizzato, non è proibito rifletterci. La reazione di Trump invita a comprendere come sia arrivato a tanto, rischiando di scandalizzare il suo elettorato cattolico e cristiano, che è rilevante, e scegliendo uno scontro brutale con Leone XIV il quale, peraltro, gli ha risposto in modo fermo pur affermando di non prendere di mira «nessuno in particolare», come ha dichiarato sull’aereo che lunedì mattina lo portava in Algeria.

 

Trump rivendica il suo potere temporale

Quando il Papa ricorda il Discorso della Montagna in piena moschea di Algeri, benedicendo gli operatori di pace, è nel suo ruolo. Mantenendo il silenzio sul regime tirannico iraniano, sembra indicare gli Stati Uniti. Salutando la lotta per l’indipendenza dell’Algeria senza denunciare il terrorismo di ieri e l’oppressione dei cristiani che vi prosegue e si amplifica oggi, dà prova quantomeno di una cecità selettiva. Forse scelta per tentare di migliorare proprio il quotidiano dei cristiani in questa vera e propria Repubblica islamica. Ricordiamo semplicemente che il cristiano ha tutto il diritto di interrogare e criticare la fondatezza della politica temporale della Chiesa.

Siamo qui al cuore di uno scontro attorno a un tema antico quanto il cristianesimo: la distinzione tra potere temporale e potere spirituale. La Chiesa si è sempre adoperata per umanizzare la guerra; un tempo, tuttavia, ne vedeva l’interesse e talvolta la necessità in circostanze precise. Leone XIV, a questo riguardo, tiene un discorso più irenico, che si può comprendere possa irritare un capo di Stato confrontato a situazioni pericolose. Bisogna tenere presente che Trump, nella sua guerra contro l’Iran, pensa di sradicare la potenza nucleare di un regime che non fa mistero della sua disposizione a scatenare l’Apocalisse. Che si sia d’accordo o meno con lui sulla sua realtà, è chiaro che Trump ha scelto di agire come se la minaccia dell’inverno nucleare fosse effettiva e imminente.

Con tutto ciò, Trump coltiva l’oltranza, l’aggressione, l’iperbole. L’arte di cogliere il bersaglio in contropiede è il suo fondo di commercio da negoziatore di accordi commerciali. Lo sappiamo, tutti lo sanno, non se ne separerà. E il fatto che all’uomo manchino gusto, distinzione, misura, discrezione – lui ritiene del resto che ciò gli abbia giovato, a giudicare dal modo in cui coltiva questi difetti.

 

L’orribile immagine «cristica» fabbricata dall’IA

Si potrebbe riassumere il senso dell’abominevole immagine pubblicata online da Trump come un modo per dire che egli cerca di curare certi focolai di infezione che mettono in pericolo il mondo, mentre altri rifiutano di affrontarli con la maniera forte. Come dice un proverbio olandese, «chi risparmia troppo i suoi pazienti fa puzzare le loro piaghe»…

Ma tutto ciò avrebbe potuto avvenire in modo meno offensivo e orgoglioso senza l’IA. Trump – o qualcuno del suo staff – si è affidato all’intelligenza artificiale per fabbricare l’immagine della discordia. C’è tutto: il lato kitsch proprio di queste realizzazioni artificiali, i colori inquietanti, gli arancioni da incendio, l’atmosfera da fine del mondo, il lato da arte sovietica o fascista.

Si ritrova la stessa tavolozza, la stessa estetica corrotta e iperbolica su molti siti che affidano all’intelligenza artificiale la realizzazione delle loro illustrazioni, dai siti duginiani russi a quelli di media neo-destrorsi in Francia.

 

Non lasciare le redini all’IA

In ogni caso è l’IA che ha prodotto per Trump un’immagine dalle sembianze cristiche… andando oltre quanto gli era stato chiesto? Una delle lezioni di questa storia è proprio che non bisogna lasciare le redini all’intelligenza artificiale, che si rivela così spesso al servizio della menzogna e della morte. E qui si tratta di un oltraggio diretto contro l’unico Redentore, diffuso nel mondo dall’uomo più potente del mondo sul piano temporale.

Trump ha fatto una sorta di mea culpa, senza arrivare, certo, fino all’ammenda onorevole. Prendiamone atto, senza cadere a nostra volta nell’oltranza attraverso una squalifica definitiva. La storia ha dimostrato che pessimi soggetti potevano concorrere a una causa buona…

E non dimentichiamo che altre oltranze non provocano la stessa indignazione. Quando la Russia giustifica la sua guerra in Ucraina in nome di Dio, e il suo patriarca la spinge in nome della fede ortodossa, non si sentono coloro che criticano le motivazioni che definiscono religiose di Trump denunciare quelle apertamente invocate da Putin e dai suoi. È la forza di una certa propaganda.

 

Fonte: Reinformation.tv, 14 aprile 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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