Scacco matto per la Russia a Kiev: come è fallito il tentativo di diventare una potenza multipolare

di Gary Isbell
Quando Vladimir Putin ha fatto avanzare le sue colonne verso Kiev nel febbraio 2022, era certo di ottenere la vittoria nel giro di poche settimane. Aveva scelto l’obiettivo sbagliato. «Per la prima volta dall’inizio del 2023, l’iniziativa è passata a Kiev e lo slancio nella guerra russo-ucraina è dalla parte di Kiev», ha affermato a fine giugno il sottosegretario di Stato americano Jeremy Lewin, descrivendo le forze ucraine all’offensiva mentre «la Russia sembra essere in una fase di stallo».1
I dati provenienti dal campo di battaglia confermano l’osservazione del segretario Lewin. Nel giugno 2026, la linea del fronte era di fatto congelata, con la Russia che aveva guadagnato solo 11,5 miglia quadrate — e anche quelle “conquiste” erano per lo più incursioni risalenti a tempi precedenti, riclassificate tardivamente come avanzate dalla propaganda russa.2
Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) definisce l’offensiva russa la più lenta di qualsiasi guerra dell’ultimo secolo, con le truppe che in alcuni settori avanzano a meno di 180 metri. L’Institute for the Study of War ha sottolineato l’assurdità della situazione con un semplice calcolo: al tasso di perdite registrato a giugno, la Russia dovrebbe perdere più di 6,5 milioni di soldati solo per conquistare il resto dell’oblast di Donetsk.3
IL PREZZO PAGATO PER RAGGIUNGERE LA MULTIPOLARITÀ
Il prezzo pagato dalla Russia è sbalorditivo. Il CSIS stima circa 1,4 milioni di vittime russe in combattimento dal febbraio 2022, tra cui da 400.000 a 450.000 morti: un bilancio che, secondo un’analisi, è nove volte superiore al totale delle vittime sovietiche e russe in tutti i conflitti dalla Seconda guerra mondiale in poi.4 La linea di tendenza è particolarmente eloquente. Per gran parte della guerra, il rapporto tra le vittime è stato di circa 2 a 1 o 3 a 1 a sfavore della Russia; nel 2026, si è ampliato fino a 8 a 1 a favore dell’Ucraina, in gran parte grazie alla campagna con i droni.
La Russia sta ora subendo perdite più rapidamente di quanto riesca a rimpiazzarle, poiché le perdite mensili, comprese tra 30.000 e 34.000, superano le circa 27.000 reclute al mese.5 Un esercito che perde più uomini di quanti ne riesca a rimpiazzare sta esaurendo il tempo a sua disposizione. Questo è ciò che accade quando un leader tratta i propri soldati come semplice carne da cannone per alimentare un obiettivo dissennato.
LA GUERRA ARRIVA IN RUSSIA
Putin pensava che i combattimenti sarebbero rimasti lontani da casa. Invece, l’Ucraina ha portato la guerra nel cuore della Russia. In una campagna prolungata mirata alle entrate energetiche del Cremlino, i droni ucraini hanno colpito raffinerie in tutto il Paese, colpendo persino l’impianto di Kapotnya all’interno della tangenziale di Mosca, a poche miglia dal Cremlino, dimostrando che nemmeno le fitte difese aeree della capitale sono riuscite a tenerli lontani.6
La portata dell’Ucraina è diventata provocatoria. All’inizio di luglio, Kiev ha dichiarato di aver colpito la raffineria Gazprom Neft di Omsk, la più grande della Russia, situata a circa 2500 kilometri dal confine, definendola «l’ultima delle 11 maggiori raffinerie di benzina in Russia ad essere stata colpita». Putin, che un tempo aveva promesso al suo popolo un’«operazione militare speciale» rapida e indolore, è stato ora costretto ad ammettere pubblicamente che la Russia sta affrontando un grave deficit di carburante. La Russia sta ora importando benzina.
UN’ECONOMIA CHE STA PERDENDO SLANCIO
Dietro le linee del fronte, l’economia di guerra, che ha assorbito uno shock dopo l’altro, sta raggiungendo i propri limiti. Il fondo sovrano russo, che dal 2022 ha fatto da ammortizzatore, ha visto le proprie attività liquide scendere da circa il 6,5% del PIL all’inizio della guerra a circa l’1,8% ad aprile 2026. Solo nei primi quattro mesi del 2026, il deficit di bilancio ha raggiunto i 5,9 trilioni di rubli.
Un rapporto congiunto dell’Istituto di Kiel e dello Stockholm Institute of Transition Economics, dal titolo schietto “Endgame”, conclude che l’economia russa è entrata in una fase fragile, caratterizzata da un rallentamento della crescita, da riserve in calo, da un aumento del rischio finanziario e da una crescente dipendenza dalla Cina comunista.7 Con il fronte congelato, le sanzioni che l’Occidente ha impiegato anni a mettere a punto stanno finalmente sortendo effetto.
L’ATTACCO DELLA RUSSIA È RIUSCITO SOLO AD ALLARGARE LA CERCHIA DEI SUOI NEMICI
La Russia ha ottenuto l’esatto contrario di ogni obiettivo che si era prefissata. Ha invaso per fermare l’espansione della NATO e ridurre la presenza dell’alleanza lungo i propri confini. Invece, l’ha raddoppiata. La sola adesione della Finlandia ha aggiunto quasi 1300 kilometri di confine NATO lungo il nord-ovest della Russia, spingendo l’allora segretario generale della NATO a dichiarare che il tentativo della Russia di «sbattere la porta in faccia alla NATO» era «fallito» — che aveva ottenuto «più NATO», non meno NATO.8 Come ha osservato un’analisi, Putin cercava la «finlandizzazione» della NATO e invece ha ottenuto la «NATOizzazione» della Finlandia.9 Una guerra pensata per indebolire i suoi nemici li ha resi più forti, più grandi e più uniti.
Ecco la crudele logica della situazione creata dalla Russia. Sulla scacchiera, è sotto scacco matto. La sua offensiva è la più lenta degli ultimi cento anni; le perdite superano le nuove reclute; l’economia sta esaurendo le ultime riserve; la guerra ha raggiunto le città russe; la sua invasione dell’Ucrania ha rafforzato proprio quell’alleanza che intendeva indebolire. Ogni calcolo razionale indica la sconfitta.
Eppure arrendersi significherebbe ammettere che l’intera impresa è stata un fallimento catastrofico e che la Russia non è una potenza multipolare in grado di essere determinante sulla scena mondiale, dal momento che non riesce nemmeno a conquistare una nazione confinante grande un quarto del suo proprio territorio.
Al forum di San Pietroburgo tenutosi a giugno, Putin ha respinto categoricamente l’offerta di Zelensky di avviare colloqui diretti, dichiarando che i suoi obiettivi di guerra rimanevano immutati e che i negoziati di pace erano inutili. Qualche giorno dopo, ha ribadito che eventuali colloqui potranno procedere solo alle condizioni degli ultimatum russi del 2022 — secondo le parole dell’Institute for the Study of War (ISW), «la sua visione della posizione massimalista da cui partirà per qualsiasi ripresa dei colloqui di pace »(10).
Si aggrappa alla finzione di una svolta imminente, invocando le “realtà del campo di battaglia” e sostenendo falsamente che le sue forze siano sul punto di far crollare le difese ucraine, anche se le prove dimostrano solo avanzate graduali e tragicamente dolorose. Mette persino in scena messinscene, come il «cessate il fuoco» di sei ore a Kostyantynivka, apparentemente per restituire i corpi, come pretesto per dipingere l’Ucraina come riluttante a fare pace.11 La risposta dell’Ucraina è stata quella di smascherare il suo bluff: «Incontriamoci lì».
LA DRAMMATICA CONCLUSIONE
La tragedia, sia per i russi che per gli ucraini, è che la guerra si trascina non perché Putin possa ancora vincerla, ma perché ha puntato troppo in alto. L’arrogante mossa avrebbe dovuto concludersi con una lezione rapida e umiliante per un piccolo Paese che aveva «preso le misure troppo grandi per sé». Al contrario, ha portato l’umiliazione alla Russia; centinaia di migliaia dei suoi stessi soldati sono morti, la sua economia sta crollando, i suoi confini sono circondati da più forze della NATO che mai e le sue raffinerie stanno bruciando da Mosca alla Siberia. Nonostante tutta la propaganda e le spavalderie della Russia, essa non sembra essere l’attore globale che immagina di essere nel suo sogno multipolare.
Note
- https://euromaidanpress.com/2026/07/06/russia-now-loses-more-soldiers-than-it-recruits-but-the-war-wont-end-because-of-that/
- https://www.euronews.com/my-europe/2026/07/03/ukraine-frontline-frozen-in-june-as-russian-momentum-falters-june-analysis-shows
- https://newsukraine.rbc.ua/news/russia-s-offensive-is-the-slowest-of-any-1782972877.html
- https://nypost.com/2026/07/02/world-news/russia-losing-8-troops-for-every-1-ukraine-solider-killed-report/
- https://newsukraine.rbc.ua/news/russia-s-offensive-is-the-slowest-of-any-1782972877.html
- https://carnegieendowment.org/russia-eurasia/politika/2026/06/russia-new-refinery-strike
- https://freepolicybriefs.org/2026/06/12/russian-economy-2026/
- https://www.cnn.com/2023/04/04/europe/finland-joins-nato-intl
- https://theconversation.com/finland-joins-nato-in-a-major-blow-to-putin-which-doubles-the-length-of-the-alliances-border-with-russia-203217
- https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-june-23-2026/
- https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-july-5-2026/
Fonte: Tfp.org, 24 luglkio 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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