L’apocalisse climatica fasulla: ora la scienza ammette che la Terra sopravvivrà

di Gary Isbell

L’apocalisse climatica globale non sta per arrivare; anzi, non c’è mai stato questo pericolo. La scienza ha parlato e i modelli ufficiali che prevedevano la fine della Terra sono stati smentiti. La Terra sopravviverà.

 

L’ARCHITETTURA DEL PANICO

Il modello ufficiale prima utilizzato era il Representative Concentration Pathway 8.5 (RCP 8.5), un percorso di modellizzazione climatica pubblicato per la prima volta nel 2014. Si trattava di uno “scenario apocalittico”, estremamente ipotetico, che prevedeva concentrazioni atmosferiche di CO₂ superiori a 1.000 parti per milione entro il 2100 e aumenti di temperatura fino a 9 gradi Fahrenheit.

Per arrivare a queste cifre terrificanti, i modellisti informatici hanno programmato lo scenario RCP 8.5 ipotizzando che l’umanità si sarebbe lanciata in una frenesia di combustione del carbone per il resto del secolo, consumandone più di quanto i geologi ritengano che esista. Lo scenario dava per scontato una crescita demografica incontrollata, un arresto totale del progresso tecnologico e la totale assenza di qualsiasi transizione verso energie più pulite. Si trattava, in sostanza, di uno scenario in cui l’umanità decideva di bruciare fino all’ultima briciola di combustibili fossili della Terra.

Anche i successori dell’RCP 8.5, gli scenari aggiornati ad alte emissioni, si basavano su ipotesi bizzarre. Una di queste si fondava su una popolazione globale che supererebbe i 14 miliardi entro il 2100. Una situazione così improbabile è in netto contrasto con le previsioni delle Nazioni Unite, che parlano di circa 10 miliardi. Molti demografi ne prevedono addirittura di meno.

Il solo adeguamento a una popolazione realistica riduce il riscaldamento previsto di diversi gradi. Eppure persino la Pontificia Accademia delle Scienze non ha mai messo in discussione questi parametri assurdi. L’RCP 8.5 è stato raramente definito uno “scenario peggiore”. I propagandisti in camice da laboratorio l’ hanno sbandierato come una realtà inevitabile in uno studio dopo l’altro. L’hanno consacrato come una dottrina atmosferica quasi dogmatica.

Per oltre un decennio, un presupposto nascosto sepolto nel profondo di un modello climatico al computer ha impresso una visione apocalittica nelle menti delle generazioni future e ha influenzato le politiche cruciali in tutto il mondo. Era un fantasma statistico che non si è mai materializzato, e chi l’ha promosso doveva sapere che era irragionevole.

Eppure il danno che l’RCP 8.5 ha inflitto alla fiducia dell’opinione pubblica, alla politica economica e – cosa più tragica – a una generazione di giovani cresciuti credendo che il cielo stesse letteralmente cadendo sopra di loro. Durante la sua breve esistenza, papi, re e presidenti hanno promosso proprio queste stesse proiezioni che hanno tormentato la psiche collettiva dell’opinione pubblica e distorto la politica e la copertura mediatica per anni.

Dai pulpiti alle aule scolastiche, i saggi hanno presentato lo scenario peggiore come un futuro inevitabile. A una nuova generazione è stato insegnato che stava ereditando un pianeta in disgregazione, senza mai essere informata del fatto che l’umanità avrebbe dovuto bruciare riserve di carbone immaginarie.

Ora, gli scienziati all’origine del mantra climatico hanno finalmente ammesso ciò che i critici sostenevano da tempo: lo scenario climatico citato più frequentemente era fondamentalmente «inverosimile». Di fronte a una montagna crescente di prove scientifiche incontrovertibili, i ricercatori hanno silenziosamente accantonato gli scenari climatici estremi e disonesti. Il comitato internazionale che supervisiona gli scenari dell’IPCC ha ora pubblicato il suo nuovo quadro di riferimento. Per fortuna, l’RCP 8.5 è stato bandito.

 

IL COSTO UMANO DEL MIRAGGIO APOCALITTICO

Il ricercatore climatico Roger Pielke Jr. ha trascorso anni a documentare l’uso improprio di questo scenario. Ha osservato che tra il 2018 e il 2024 gli accademici hanno pubblicato decine di migliaia di articoli utilizzando i dati dell’RCP 8.5. Questi articoli hanno scatenato una valanga d’isteria mediatica, demagogia politica e massicce misure normative eccessive. I governi hanno costruito vaste politiche su un miraggio, giustificando un’espansione del controllo sull’energia e sulle scelte personali che altrimenti non avrebbe mai visto la luce.

Ma il vero costo di questa propaganda ambientale è umano. Un’importante indagine globale del 2021 pubblicata su The Lancet1 ha coinvolto 10.000 giovani in dieci paesi. È emerso che il 59% era “molto o estremamente preoccupato” per il cambiamento climatico . Più della metà provava regolarmente un senso d’impotenza o di colpa. Tre quarti ritenevano che il futuro fosse intrinsecamente spaventoso.

Peggio ancora, un bambino australiano su quattro di età compresa tra i 10 e i 14 anni temeva che il mondo sarebbe finito prima che lui diventasse adulto. Non si tratta di adolescenti alle prese con un’angoscia filosofica astratta; si tratta di bambini di dieci anni che portano nelle loro spalle il peso di un’apocalisse esistenziale. È un fardello che nessun bambino dovrebbe sopportare.

 

LA RESA DEI CONTI PER I PROFETI DI SVENTURA

Sebbene il modello apocalittico abbia incontrato la propria fine, l’ansia che ha instillato continua ad affliggere milioni di giovani menti.

Molti di coloro che detengono autorità devono fare ammenda nei confronti del mondo e offrire delle scuse sincere. Il clero che ha adottato l’agenda della sinistra senza la dovuta diligenza, i ricercatori che hanno cavalcato l’onda dei finanziamenti alimentata da dati errati, i redattori che hanno pubblicato titoli terrificanti e gli educatori che hanno insegnato quelle proiezioni senza citare alcun dubbio: tutti condividono la colpa.

La scienza funziona perché alla fine si auto-corregge. Il processo avrà anche richiesto vent’anni di ostinata riluttanza, ma gli scenari fasulli ed estremi hanno finalmente trovato una fine benvenuta. La domanda ora è se i profeti di sventura, cioè le persone che hanno causato questo caos psicologico ed economico, avranno l’onestà necessaria per ammettere con la stessa loquacità di aver sbagliato e affermeranno chiaramente la verità.

 

Note

  1. https://www.thelancet.com/journals/lanplh/article/PIIS2542-5196(21)00278-3/fulltext

 

Fonte: Return to Order, 4 giugno 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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