Perché Gloria Steinem ha fallito

 

Di Morrison R. Waite High School - Purple and Gold, Morrison R. Waite High School, pg. 75, Pubblico dominio, Wikimedia

 

di Edwin Benson

Il 3 settembre 2026, il giorno dopo la sua morte, il New York Times, da sempre di sinistra, ha reso omaggio a Gloria Steinem con un servizio fotografico che ripercorreva la sua carriera. Una di quelle immagini la ritraeva mentre brindava con un bicchiere di champagne insieme all’attrice Jane Fonda, all’ex candidata alla presidenza Hillary Clinton e a Pat Mitchell, ex presidente della rete PBS, anch’essa sinistrorsa.

 

UNA GALLERIA DI FALLIMENTI

Quella foto è un modo più appropriato per ricordare Gloria Steinem di quanto la “Old Gray Lady” di Times Square avrebbe mai potuto immaginare. Quelle quattro figure rappresentavano le diverse sfaccettature di un tentativo di lunga data di costruire un’utopia femminista (talvolta definita “seconda ondata del femminismo”) che oggi giace in rovina.

La signorina Fonda ha goduto per un certo periodo di fama nel mondo del cinema, ma è ormai quasi completamente dimenticata, tranne che da coloro che continuano a criticarla aspramente per il suo viaggio nel Vietnam del Nord nel luglio 1972. Hillary Clinton è stata, per un breve periodo, la donna più potente d’America quando ha ricoperto la carica di Segretaria di Stato dal 2009 al 2013. Oggi, se mai viene menzionata, è solitamente per le sue acide critiche all’uomo che l’ha sconfitta alle elezioni presidenziali del 2016, cioè, quello stesso presidente che ha tagliato i finanziamenti federali alla rete un tempo guidata da Pat Mitchell.

La storia di tutte loro è sostanzialmente la stessa: potere conquistato, potere abusato, potere perduto, oblio.

 

IL POTERE EFFIMERO DELLA FAMA

Questo vale certamente per la prima del gioioso quartetto del New York Times a passare a miglior vita. C'è stato un tempo in cui Gloria Steinem veniva riconosciuta ovunque andasse. Dalla fine degli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, è stata una delle figure di spicco del movimento per la «liberazione delle donne». Non c’era un solo evento organizzato dal movimento in cui lei non fosse al centro dell’attenzione. Senza dubbio, il Times avrebbe potuto realizzare un reportage fotografico molto più ampio sulla sua vita; ne avranno sicuramente migliaia nei loro archivi. Non poteva mancare naturalmente, La Steinem è stata una delle principali promotrici dell’aborto  .

Questo articolo non elencherà i suoi “successi”, perché ciò equivarrebbe a rendere omaggio a una persona che ha sminuito il valore della femminilità, della famiglia e dell’umanità in generale.

È incredibile quanto rapidamente siano svaniti i cambiamenti “permanenti” che la signorina Steinem e le sue simili hanno imposto alla nazione e alla società. Ciò che desideravano di più, il cosiddetto Emendamento sui Diritti Uguali (ERA), ha subito una sconfitta, in gran parte perché le donne, organizzate dalla signora Phyllis Schlafly, hanno dichiarato di non volerlo.

Un’altra “vittoria” femminista, la sentenza Roe contro Wade, giace ora tra le meritate ceneri, sepolta da molte di quelle stesse donne, così come dalle loro figlie e nipoti. Il Titolo IX, che ha aperto le porte all’intero mondo dello sport femminile, si sta ora schiantando contro gli scogli scolpiti dagli attivisti transgender che attualmente prendono in prestito le tattiche di Gloria Steinem. Molte migliaia di donne hanno frequentato l’università per conseguire lauree in Studi sulle donne e oggi trovano quelle lauree inutili, sia per l’avanzamento intellettuale che nel mercato del lavoro. Milioni di donne hanno rinunciato alla famiglia per carriere mediocri e ora si ritrovano sole e piene di rimorsi.

Non aspettatevi certo che il «New York Times», il «Washington Post», il «San Francisco Chronicle» o i loro imitatori in tutta la nazione raccontino le storie del declino del femminismo della seconda ondata . Sono troppo occupati a puntellare con i loro articoli le fessure aperte da un movimento in rapida disintegrazione.

Le donne stanno cominciando a rendersi conto che il movimento della convivenza le ha lasciate sole o costrette a faticare per mantenere decine di migliaia di bambini “senza padre”. Dopo due generazioni passate a cercare invano di “avere tutto”, le donne stanno ora comprendendo che una grande carriera e una famiglia solidale sono impossibili da ottenere in una sola vita. I giornalisti liberali, alcuni ispirati dalla signorina Steinem, sminuiscono il fenomeno delle “Tradwife”, ma esso, nonostante il loro disprezzo, sta crescendo.

L’eredità della signora Steinem è un fallimento. Ha fallito perché le donne non sono state attratte dal suo programma. Ha fallito perché nessuna giovane donna ha preso il suo posto. Ha fallito perché la famiglia è un concetto talmente naturale da non poter essere soppresso.

 

Fonte: Tfp.org, 14 settembre 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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