Le aziende cinesi noleggiano nipoti surrogati per una popolazione che invecchia

di Edwin Benson
Un recente articolo pubblicato sul Washington Post ha descritto una nuova e preoccupante tendenza commerciale in Cina: l’affitto di nipoti adulti a persone anziane che non hanno figli o nipoti disposti a prendersi cura di loro.
SONO SOLO AFFARI
L’articolo cerca di presentare l’aspetto commerciale in tono obiettivo. Sottolinea che la popolazione cinese di età pari o superiore ai sessant’anni è in aumento e supererà presto un quarto della popolazione. Più della metà di queste persone vive da sola. Inoltre, la Cina deve affrontare una carenza di infermieri specializzati nell’assistenza agli anziani, che ammontano a circa cinque milioni e mezzo. Naturalmente, il principale responsabile di questo fenomeno è la disastrosa «politica del figlio unico» , che il governo autoritario cinese ha imposto dal 1979 al 2015, sebbene le sue origini risalgano agli anni Cinquanta.
Il resto dell’articolo tratta l’intero processo con un tono sorprendentemente professionale. I lettori apprendono che la maggior parte degli assistenti sono giovani adulti e che, per molti di loro, questo lavoro va ad integrare il loro impiego principale. «Questi assistenti, per lo più ventenni e trentenni», precisa l’articolo, «offrono compagnia piuttosto che cure mediche specializzate: fanno visita ai clienti, chiacchierano con loro, li aiutano a configurare gli smartphone o li accompagnano alle visite mediche». Le tariffe vanno da 29,00 a 88,00 dollari per una sessione di tre ore.
I lavoratori sono in realtà dipendenti di diverse agenzie che fanno ampia pubblicità. Le aziende sono ottimiste riguardo alla crescita futura. Il Partito Comunista Cinese (PCC), da sempre un fattore da tenere in considerazione in qualsiasi transazione economica, sembra approvare il sistema.
PICCOLE DOSI DI CRITICA MODERATA
L’unica critica velata è che gli assistenti domiciliari assunti hanno facile accesso ai documenti d’identità, alle cartelle cliniche e ai beni immobiliari dei clienti. Ciò potrebbe portare a frodi, ma l’articolo si limita ad accennare all’idea senza fornire esempi di episodi concreti.
Tuttavia, l’articolo tralascia molti aspetti. Le orde di sinistra del Post sono sempre diffidenti nei confronti di qualsiasi critica sostanziale al PCC e al mix piuttosto bizzarro che caratterizza la Cina, fatto di un governo comunista e di un’economia pseudo-liberista altamente regolamentata. Se non fosse per l’obbligatoria menzione di sfuggita alla politica del figlio unico, questa potrebbe essere un’attività normale in qualsiasi nazione prospera in qualsiasi parte del mondo. Non viene menzionato il fatto che molti di questi anziani cinesi hanno trascorso la loro giovinezza sotto la devastante e, in definitiva, fallimentare «Grande Rivoluzione Culturale Proletaria» di Mao Zedong. Né informa i lettori sul controllo ferreo che Xi Jinping esercita sulla cultura cinese e, per estensione, sulle vite delle persone che prendono in affitto i propri «nipoti».
L’ultima riga dell’articolo del Post cita il proprietario di una di queste aziende, che porta il nome stranamente evocativo di Time Bank. La sua azienda riceve attualmente cento “ordini” al mese, ma spera di aumentare tale cifra a 650. «Se riusciremo a soddisfare le loro esigenze», ha affermato con ottimismo, con parole che potrebbero valere per qualsiasi attività commerciale, «alla fine le persone accetteranno i nostri servizi… Stiamo immaginando un futuro in cui l’assistenza domiciliare agli anziani sarà facile come ordinare un pasto da asporto».
MALINCONIA
Eppure c’è una tristezza innegabile, e quasi indicibile, in questa situazione. Questi anziani cinesi stanno «noleggiando» dei giovani adulti per ottenere l’affetto e la compagnia dei nipoti che non hanno. In effetti, non potrebbero mai avere nipoti, ma al massimo un unico nipote.
Come si concilia questo servizio con la visione di Mao che promosse la distruzione della famiglia tradizionale e la sostituì con la tutela dello Stato sui minori? Gli anziani alla fine diventano inutili per lo Stato. Un servizio che si propone di facilitare il percorso verso loro oblio è una conseguenza logica della visione materialistica dell’umanità propria dello Stato comunista.
PERCEPIRE LA REALTÀ
Come in ogni articolo che mette in luce i problemi del mondo comunista, c’è l’inevitabile avvertenza che anche molti americani affrontano tali problemi. «Anche la popolazione statunitense sta invecchiando e, sebbene gli anziani possano assumere collaboratori domestici o accompagnatori, il Washington Post non è riuscito a trovare alcuna azienda americana che li commercializzasse come figli surrogati».
Tuttavia, i lettori non dovrebbero lasciarsi ingannare dal tono di articoli come questo. Il Washington Post sa bene che alla maggior parte degli americani importa ben poco delle vicissitudini dell’invecchiamento in Cina. Pubblicano brevi articoli come questo per promuovere la narrativa secondo cui le condizioni nel mondo comunista sono, nel complesso, paragonabili a quelle degli Stati Uniti. Si tratta, ovviamente, di una finzione.
Chiunque voglia conoscere la verità sull’invecchiamento in Cina non deve fare altro che guardare alla vita del giornalista e imprenditore incarcerato Jimmy Lai, che, all’età di ottant’anni, sta marcendo in prigione per aver osato opporsi alla tirannia comunista nel “paradiso del popolo”.
Fonte: Tfp.org, 9 ottobre 2026. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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